Archivio per la categoria ‘autonomia scolastica’
Pubblicato da lasquola su mercoledì 20 ottobre 2010
Si è già avuto modo di mettere in luce quale ambiente si sia venuto a stabilirsi nelle Scuole, una guerra tra poveri; in quella situazione, però, le misure discriminatorie provenivano dall’esterno. Il succo della questione è, comunque, lo stesso: come nella storia antica tuttora agli albori del terzo millennio la solfa è sempre la stessa, l’essere umano che cerca di farsi spazio accaparrandosi zone di potere ove far valere la propria incompetenza. Già, beati quelli che si trovano in un ambiente ove esistono persone che dimostrano la propria competenza, a vantaggio della crescita dell’ambiente in cui operano, dimostrabile oggettivamente.
Il precariato selvaggio, di sicuro, appesantisce questa situazione di nonnismo, la cui esistenza è plausibile tra coloro che delle proprie conoscenze non sa proprio che Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da lasquola su martedì 12 ottobre 2010
Altra ingiustizia, per ignoranza e quindi quasi scusabile, operata dagli uffici amministrativi scolastici; sicuramente, ci si augura, non da tutti, ma occorre stare in guardia. Nel post Certificazione d’idoneità all’impiego si è già messo in luce quanto poco conoscano la normativa vigente -mentre ne creano un’altra parallela verbalmente senza nessun riferimento normativo con la sicurezza dovuta per fare presa contro lo sfortunato onesto precario – le segreterie scolastiche; la situazione peggiora ancor più nel momento in cui si parla di “autonomia scolastica”, quasi a suggellare paventati ritorni di situazioni antiche -oggi fortunatamente obsolete- di sudditanza padre-padrone e schiavitù addolcita, mentre sarebbe molto più corretto parlare di legge sull’autonomia Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, burocrazia scolastica, docenti precari, graduatorie d'istituto I fascia, graduatorie d'istituto III fascia, Graduatorie esaurimento, Ministero d'Istruzione, Normativa, qualità nella scuola, Scuola pubblica, supplenze | Contrassegnato da tag: AOODGPER 15551, DM 13 giugno 2007, docenti in servizio, nota 31 luglio 2007, segreterie scolastiche, spezzoni orario | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su martedì 31 agosto 2010
Che l’autonomia scolastica sia una chimera è assodato. Che non sia mai partita pienamente è stato un successo per la sCuola, assodata l’inadeguatezza dei dirigenti scolastici -rimasti sempre Presidi nelle loro funzioni per scarsa organizzazione della didattica globale di un istituto scolastico e incapacità manageriale nella gestione delle quattro mura- e l’intromissione da parte dei politici di turno a paciugare qui e là il testo della legge sull’autonomia scolastica, come la paventata assunzione di docenti da parte Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da lasquola su giovedì 22 luglio 2010
La legge sull’autonomia scolastica è in effetti una legge per la carcerazione preventiva del personale scolastico, didattica compresa.
autonomia s. f.
1 il governarsi da sé, sulla base di leggi proprie, liberamente sancite | (dir.) facoltà di autogoverno riconosciuta dallo stato agli enti amministrativi territoriali (regioni, province, comuni) in materie di interesse specifico delle comunità amministrate
2 indipendenza, libertà di pensare, d’agire
Gli istituti scolastici diventarono enti amministrativi territoriali, in materia di interesse d’istruzione, di Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da lasquola su sabato 10 luglio 2010
E’ inutile richiamarsi ad abilità e competenze se sono assenti le conoscenze, la materia prima risultato, secondo Siemens, della trasformazione di informazione attraverso una qualche forma di interazione umana atta a fornire un qualche significato. Senza le conoscenze, che agli studenti piace confondere con il termine “nozionismo”, ne derivano pensamenti, riforme, proposte, sperimentazioni “a capocchia”, messe in essere senza un filo logico. Un filo logico che non viene riannodato a ogni cambio di guardia dell’indirizzo politico governativo, bensì sapientemente spezzato per ripartire a “tabula rasa“.
Fonte.
…omissis… si pone l’accento in primo luogo sul periodo di tirocinio, che è stato potenziato nonostante la diminuzione di un anno del percorso; in secondo luogo, osserva che si evitano le ripetizioni delle Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Diritto all'istruzione, docenti precari, GaE-coda, GaE-locale, Graduatorie personale docente, Ministero d'Istruzione, MIUR, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su venerdì 28 maggio 2010
Fonte.
MATURITA’ / Il 60% degli studenti a rischio, alla fine potrebbero non farcela in 137mila
Niente maturità per chi non ha sei in tutte le materie. Il nuovo Regolamento per la valutazione varato lo scorso anno potrebbe portare a non ammettere agli esami il 60% dei candidati. E anche nell’ipotesi che uno studente su due con un’insufficienza riesca a recuperare, sarebbe una strage epocale, in grado di falcidiare 137mila ragazzi.
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Pubblicato in: autonomia scolastica, Costituzione Italiana, Diploma scuola superiore, Diritto all'istruzione, docenti precari, Ministero d'Istruzione, MIUR, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola paritaria, Scuola pubblica, Valore legale del diploma | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su giovedì 22 aprile 2010
Un breve sguardo a due articoli. Ecco il primo.
Fonte.
17 ottobre 2009
RIFORMA GELMINI DELLA SECONDARIA: TUTTO FERMO
…omissis…
In prima pagina nel numero di ieri Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, Diploma scuola superiore, Diritto all'istruzione, Ministero d'Istruzione, MIUR, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica, tagli alla scuola | Contrassegnato da tag: internet, riforma della scuola, riforma superiori | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su martedì 2 febbraio 2010
Che gli studi finiscano con l’esame di laurea è un sogno di tutti; pochi, ma veramente pochi, pensano che l’esame di laurea dovrebbe costituire l’inizio di un nuovo percorso.
A intralciare l’evoluzione positiva di questo nuovo percorso professionale ci pensano coloro che siedono, chissà per quale Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Costituzione Italiana, Diritto all'istruzione, docenti precari, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su venerdì 22 gennaio 2010
Una volta c’era lo Stato, e lo Stato era presso i cittadini, e lo Stato erano i cittadini…traduzione libera rivisitata del passo Gv 1: 1. Ove ci si deve dimenticare del versetto seguente, Gv 1: 14: E lo Stato si fece realtà e venne ad abitare in mezzo ai cittadini…
Infatti, non è più così, lo si è visto nel post Io, professore fannullone; e tu, Stato?, ove si evince che lo Stato non Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Costituzione Italiana, Diploma scuola superiore, Diritto all'istruzione, docenti precari, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, Scuola pubblica, tagli alla scuola | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su martedì 13 ottobre 2009
La bella pensata delle ulteriori tre provincie inserita nel biennio corrente, 2009/2011, ha comportato eccessivi ritardi nella definizione delle convocazioni USP per la proposte di assunzione a tempo determinato; questo è quello che è emerso, anche se occorre riconoscere che:
- non vi è stato alcun ritardo per le disponibilità, poiché le iscrizioni degli studenti sono avvenute nelle medesime tempistiche degli Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, convocazioni, docenti precari, GaE-coda, GaE-locale, Informatizzazione, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, supplenze | Contrassegnato da tag: continuità didattica, contratti fino ad aventi diritto | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su domenica 27 settembre 2009
Pioggia di punti, anche senza aver prestato servizio o, peggio, a fronte di un rifiuto a proposte di assunzione. Punti che si ricevono a fronte del servizio in una classe di concorso ma vengono dirottati, per legge (?!), in altra classe di concorso ove non si è mai insegnato.
Docenti scalda cattedra, che rifiutano cattedre lontane, pur avendole indicate nelle tre ulteriori provincie, e spezzoni d’orario, accontentandosi dell’assegno di disoccupazione.
Bieco assistenzialismo, che sperpera i soldi dello Stato regalando soldi a destra e a manca senza richiedere prestazioni di lavoro da insegnante. Più docenti ci sono al servizio dei ragazzi più la scuola sarà di qualità.
E’ questa la scuola del merito? No, ma almeno si tengono buoni tutti quei docenti precari che pensano solo a raccogliere punti per raggiungere l’agognata cattedra; quei docenti che vedono nella pioggia di punti la manna caduta dal cielo; quei docenti precari che salgono sui tetti con la scusa di reclamare un posto di lavoro degno nella sCuola, ma pronti ad assoggettarsi davanti a regalìe varie.
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Pubblicato in: autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, Costituzione Italiana, docenti precari, GaE-coda, GaE-locale, graduatorie d'istituto I fascia, Graduatorie esaurimento, Graduatorie personale docente, Ministero d'Istruzione, MIUR, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica, supplenze | Contrassegnato da tag: Assistenzialismo, dpr 134, dpr 25 settembre 2009 | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su lunedì 14 settembre 2009
Notizia Ansa Italia.
| » 2009-09-14 12:42 |
| Scuola: tetto 30% per stranieri |
| Ministro su proteste, minoranza confonde scuola con agone polito |
| (ANSA) – ROMA, 14 SET – Il ministero dell’Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in classe. Lo ha confermato il ministro Gelmini. ”Accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori il 100% – ha detto – non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione”. Sulle proteste di questi giorni ha commentato: ‘Una minoranza confonde la scuola con l’agone politico. Stigmatizzo chi piega la scuola agli interessi di parte’. |
Dopo gli aspetti tecnici che hanno portato alla bella pensata delle tre ulteriori provincie, c’è un ampio margine per rabbrividire al solo pensiero di come il Ministero d’Istruzione metterà le mani sugli aspetti psico-pedagogici dell’integrazione; dopo il nulla di fatto Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: A034, autonomia scolastica, Diritto all'istruzione, Integrazione scolastica, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su domenica 13 settembre 2009
Ci risiamo, la vecchia concezione della scuola tutta attorniata, strettamente fedele -nella buona e cattiva sorte- e subalterna,al MIUR, non lascia spazio all’autonomia scolastica; questa sconosciuta autonomia ancora non riconosciuta come tale benché sancita per legge…ma si sa, come nozione basillare del diritto, che lo Stato è l’ultimo a sottostare alle proprie leggi e può usare la forza per imporla.
S’intende qui il termine calende italiane come una nuova misura delle tempistiche per il reclutamento del personale docente precario, misura utile per essere adottata in astronomia per la misura delle lunghe distanze o in archeologia per indicare, all’indietro, la notte dei tempi; il termine calende greche [Concretizzazione delle assunzione del personale docente alle calende greche], si nota, indica un lasso temporale troppo breve…

USP Mantova
…omissis…
Si fa riferimento alla precedente circolare di questo Ufficio prot. n. 13090 dell’ 01/09/09 relativa alla pubblicazione delle graduatorie di circolo ed istituto definitiva 1° fascia- provvisorie 2° e 3° fascia e alla precisazione ministeriale 13207 del 7/09/09 in Intranet (che comunque si allega).
Ci risiamo con la trasparenza. Il documento allegato non si apre. Ciò che, comunque, fa discutere è la tipologia in Intranet, che fa Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: A034, autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, burocrazia scolastica, convocazioni, docenti precari, GaE-coda, graduatorie d'istituto I fascia, Legge 133/2008, Ministero d'Istruzione, Modello B, Scuola pubblica, supplenze | Contrassegnato da tag: Prot. n. AOODGPER 13207, Prot. n. AOODGPER 13529, USP Mantova | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su mercoledì 2 settembre 2009
Reperire le informazioni necessarie presso gli Uffici Pubblici deve essere una delle prime irrinunciabili priorità del lavoro svolto presso gli stessi uffici.
Concausa l’emergente esigenza di politiche adeguate di mobilità sostenibile, l’informatizzazione degli Uffici Pubblici si prefigge l’obiettivo di soddisfare il diritto del cittadino a usufruire dei servizi offerti della Pubbliche Amministrazioni per via telematica, non solo in sede ma anche comodamente da casa o dall’ufficio (e oggi anche tramite telefonia cellulare), tra questi, appunto la ricerca di informazioni.
L’informatizzazione, così come si presenta al tempo presente, non dà i suoi frutti. è una informatizzazione che passa attraverso la digitalizzazione dei documenti cartacei; infatti, si basa sulla presentazione digitale dei documenti cartacei: passo necessario è, quindi, la disponibilità innanzitutto del cartaceo. Ma, allora, che cosa cambia? Nulla.
A sostenere questa situazione odierna dello stato del processo di informatizzazione, vi sono esempi a portata di mano: per ciò che importa in questo blog, si prende in esame qualche aspetto del lavoro degli USP in questo inizio del biennio scolastico 2009/2011; ferraginoso e burocratico, termine qui usato in termine negativo,
Burocrazia s. f.
1 complesso di uffici, gerarchicamente ordinati, che svolgono secondo determinate procedure i compiti della pubblica amministrazione,
bensì nel senso negativo,
Burocrazia s. f.
2 (spreg.) osservanza pedante e formalistica dei regolamenti
negli anni passati, totalmente inadeguato quest’anno, complice la bella pensata delle ulteriori tre provincie.
Come già preannunciato nel post
Biennio 2009/2011, altra beffa per i docenti precari, nessun cervello del pubblico impiego si è
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Pubblicato in: A034, autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, burocrazia scolastica, convocazioni, docenti precari, graduatorie d'istituto I fascia, graduatorie d'istituto III fascia, Graduatorie esaurimento, Graduatorie personale docente, Informatizzazione, Ministero d'Istruzione, ministero istruzione, MIUR, Modello B, qualità nella scuola, Scuola pubblica, supplenze, Telematica, USP Parma | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su sabato 29 agosto 2009
<<Cattedre che non vengono…>>, non c’è nulla da meravigliarsi se si prende in esame il decreto 133/2008, in cui si decise di tagliare sette miliardi e ottocento milioni di euro (non lire italiane!!!) alla scuola pubblica, per destinarli altrove (vuoi vedere che a fine 2009 saranno stanziati soldi in più per la scuola privata? Tra queste vi è pure quella che pensa di fare la cresta sull’istruzione, pensando che sia solo ed esclusivamente un business.
Tra le <<cattedre che vanno>> si registra una pratica consolidata, secondo quanto si legge nei forum. Complice una burocrazia inutile, cartacea, irrispettosa, se non impreparata culturalmente, delle scontate potenzialità della informatizzazione degli Uffici Pubblici, si assiste a una successione quanto mai discutibile di posti disponibili che vanno e che rivengono, questi pultimi sono le cosiddette disponibilià sopraggiunte. Un comportamento irrispettoso seguito anche dagli uffici MIUR che non rispettano la temporalità degli eventi, le cosiddette news; eventi che non vanno sovrascritti, ma che vanno necessariamente riportati così come si susseguono nel tempo: trasparenza, si chiama; invece, a causa dell’impossibilità di tenere fede agli impegni presi -per esempio, la data del 3 giugno 2009 per la pubblicazione online dei documenti necessari all’iscrizione/aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto del biennio 2009/2011- il documento zippato apparso sul sito web del MIUR, dm56_90.zip, veniva modificato il 5 giugno con l’aggiunta dei modelli mancanti, mentre rimaneva al suo posto, collocato sempre alla data del 3 giugno 2009.
Le news vanno inserite sul web così come si succedono temporalmente; il navigatore su internet sa benissimo che il suo browser terrà conto dei link già visitati, generalmente associandogli un colore diverso dal link non ancora cliccato o visitato, e che, di conseguenza, se ne accorgerà nel momento in cui andrà a visitare nuovamente quella medesima pagina web. L’aggiornamento della news non ha Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: A034, autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, burocrazia scolastica, docenti precari, Legge 133/2008, Ministero d'Istruzione, ministero istruzione, MIUR, qualità nella scuola, Scuola pubblica, USP Parma | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su martedì 21 luglio 2009
Tutto inizia dall’estate 2008, quando, nel giro di soli 9 minuti, si definisce una finanziaria valida per almeno tre anni. Il primo comparto a soffrire è la scuola, quella pubblica (quella privata è senza redini, nel caos, irriverente nei contratti, senza controllo da parte dello Stato).
I primi a pagarne le conseguenze sono stati i docenti precari; meno cattedre, con l’aumento del numero di alunni per classe sulla basi di circolari ministeriali che non hanno niente a che vedere su questo argomento grazie all’autonomia scolastica…si sa, i presidi sono Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, Biennio 2009/2011, convocazioni, D.M. 56/09, docenti precari, graduatorie d'istituto I fascia, graduatorie d'istituto III fascia, Graduatorie esaurimento, Graduatorie personale docente, legge 137/2008, Ministero d'Istruzione, ministero istruzione, MIUR, Modello B, n. 137, qualità nella scuola, Scuola pubblica, supplenze, tagli alla scuola | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 giugno 2009
Fonte.
Art. 10
Procedura informatica di presa visione della disponibilità degli aspiranti
1. Ai sensi dell’art.7, comma 2 del Regolamento, le scuole debbono obbligatoriamente
utilizzare la procedura informatica di consultazione delle proprie graduatorie che rende
possibile la prospettazione della situazione di occupazione totale o parziale ovvero di
inoccupazione degli aspiranti e, conseguentemente, di procedere all’interpello e
convocazione dei soli aspiranti che siano nella condizione di accettare la supplenza stessa
e cioè:
a) se totalmente inoccupati;
b) se parzialmente occupati, ai sensi delle disposizioni relative al completamento d’orario
di cui all’art. 4 del Regolamento;
c) anche se occupati, se ricorra la situazione di cui all’art. 8, comma 2, del Regolamento.
2. Per l’affidabilità ed efficacia di tale procedura è condizione essenziale e tassativa che
ciascuna scuola, nel giorno stesso della stipula del contratto con il supplente e della sua
presa di servizio, comunichi immediatamente al sistema informativo i dati richiesti 3. L’utilizzazione di tale procedura da parte delle scuole preliminarmente ad ogni attività di
interpello degli aspiranti è tassativa, ai fini di ogni possibile risparmio di attività superflue
nei riguardi di aspiranti non in condizioni di accettare la supplenza stessa per il periodo
necessario.
Come si lavora negli
Uffici Pubblici: se non arriva la circolare, nessuno utilizza il proprio cervello affinché la burocrazia
Burocrazia s. f.
1 complesso di uffici, gerarchicamente ordinati, che svolgono secondo determinate procedure i compiti della pubblica amministrazione;
migliori l’efficienza dello Stato. Aver lasciato libertà di espressione e spazio per valorizzare le proprie competenze, ammesso che vi Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: autonomia scolastica, docenti precari, Graduatorie esaurimento, Graduatorie personale docente, Ministero d'Istruzione, ministero istruzione, MIUR, qualità nella scuola, Rifiutare lavoro, Scuola paritaria, Scuola pubblica, supplenze | Lascia un commento »
Pubblicato da lasquola su domenica 19 aprile 2009
Fonte.
GRADUATORIE AD ESAURIMENTO DOCENTI: ANTICIPATA LA PUBBLICAZIONE. SCADENZA DOMANDE 11 MAGGIO 2009
Malgrado quanto era stato annunciato nell`ultimo incontro, il Ministero ha deciso di non rispettare il calendario previsto e di procedere alla pubblicazione del Decreto per l`aggiornamento/integrazione delle graduatorie ad esaurimento già da domani 10 aprile 2009.
La scadenza per la presentazione delle domande è quindi fissata per il giorno 11 maggio 2009 (essendo il 10 domenica).
Norme sempre più intricate. Bloccati i trasferimenti. I docenti potranno dare l’opzione per tre nuove province, dove però si ritroveranno in coda. I neo-abilitati entrano invece “a pettine”. E per i precari storici possibile l`inclusione fino a cinque graduatorie diverse.
Il testo non contiene particolari novità rispetto alla linea assunta dal Miur nelle ultime settimane: non tenendo conto del parere del Consiglio di Stato, che di recente aveva confermato la linea dei giudici del Tar del Lazio, cui si erano rivolti Anp e Anief, da quest’anno i precari che si sposteranno di provincia finiranno in coda alla terza fascia. Questo perché, confermando un’indicazione contenuta nel regolamento del 2007, da quest’anno verrà meno la possibilità di spostarsi mantenendo la posizione originaria: il mancato inserimento “a pettine” intende chiaramente scoraggiare gli spostamenti dei docenti da una provincia con pochi posti vacanti per una più ricca di cattedre libere.
Chi invece opterà per una nuova provincia, anzi se ne potranno inserire ben tre oltre la propria, lo dovrà fare con la consapevolezza di essere assunto quasi sicuramente a termine: difficile, infatti, se si escludono classi di concorso esaurite e dove contemporaneamente vi sia disponibilità di posti, che l’inclusione in coda possa lasciare aperte delle chance di immissioni in ruolo. I precari, inoltre, non potranno spostare in un’altra graduatoria i 24 punti già attribuiti, relativi all’abilitazione conseguita con le Ssis.
Tutti i “vecchi” iscritti, quindi, dovranno cos’ permanere nella provincia dove erano già inclusi e limitarsi ad aggiornare il punteggio attraverso la produzione di nuovi servizi e titoli.
Gli insegnanti neo-abilitati, invece, avranno facoltà di presentare domanda d’inserimento esattamente come avveniva in passato: sulla base del punteggio posseduto verranno collocati nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia.
Nella nota predisposta dalla direzione generale del personale scolastico, inviata a tutti i direttori scolastici regionali, il Miur difende le sue scelte spiegando che “nelle premesse del decreto ministeriale sono citate le due ordinanze cautelari del Consiglio di Stato, n. 1525/09 e n.1524/09, concernenti i trasferimenti ‘in coda’ e il divieto di spostamento del bonus di 24 punti da un’abilitazione ad un’altra, a cui l’Amministrazione non ha ritenuto di dare seguito, sia perché non ha previsto l’istituto del trasferimento da una provincia all’altra, sia per tutelare il più possibile le posizioni del personale già inserito nelle graduatorie, nell’ottica di esaurirle in tempi brevi, in vista del nuovo sistema di reclutamento previsto dall’art. 2, comma 416, della legge n.244/07”.
Una scelta, quella presa dai tecnici di viale Trastevere, che rischia di cambiare non poco la configurazione delle attuali graduatorie: le province dove ogni docente potrà chiedere di inserirsi, seppure solo in fondo alla graduatoria, diventeranno infatti addirittura quattro visto che per quella d’Istituto (il cui aggiornamento si prospetta di poco successivo a quello ad esaurimento) si potrà optare per una diversa ancora dalle altre tre. In totale, se si considera quella iniziale di appartenenza dove è inserito a pieno titolo, un precario storico dovrà tenere sotto controllo cinque graduatorie. Il commento lo lasciamo al lettore.
Se l’ottica è di sanare tutti i precari delle graduatorie a esaurimento, ben venga!
Pubblicato in: autonomia scolastica, Graduatorie esaurimento, ministero istruzione, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica, supplenze | Contrassegnato da tag: D.M. 42/2009, GRADUATORIE ESAURIMENTO DOCENTI | 2 Commenti »
Pubblicato da lasquola su domenica 19 aprile 2009
La Finanziaria 2008 contiene anche norme per il reclutamento dei docenti.
Art. 2 Comma 416
Nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, anche al fine di assicurare regolarita` alle assunzioni di personale docente sulla base del numero dei posti vacanti e disponibili effettivamente rilevati e di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato, con regolamento adottato dal Ministro della pubblica istruzione e dal Ministro dell’universita` e della ricerca ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario da rendere entro il termine di quarantacinque giorni, decorso il quale il provvedimento puo` essere comunque adottato, e` definita la disciplina dei requisiti e delle modalita` della formazione iniziale e dell’attivita` procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente per il reclutamento del personale docente, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica e fermo restando il vigente regime autorizzatorio delle assunzioni. E ` comunque fatta salva la validita` delle graduatorie di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sono abrogati l’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 227.
La qualità della scuola passa attraverso l’istituzione dei concorsi ordinari? Che cosa si attesta in un concorso ordinario: la conoscenza della materia di studio da parte del candidato docente al tempo del concorso e null’altro; niente, dunque, sulle discipline psicologiche e pedagogiche e didattiche disciplinari, ma il docente fulcro della preparazione degli allievi quando devono essere gli allievi i protagonisti del loro apprendimento.
L’unica nota positiva è di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato. Il numero di docenti precari è così alto che occorre fare una sanatoria, associando i docenti precari a personale in forze agli istituti scolastici, creando le classi secondo il numero dei docenti disponibili (di fatto, uguagliando organici di diritto e organici di fatto) applicando in tal modo i percorsi educativi personalizzati secondo le esigenze di ogni allievo. Beneficio ne avrà, conseguentemente, anche l’abbandono scolastico.
409. A decorrere dall’esercizio finanziario 2008 e` autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per le spese di funzionamento nonche´ per le attivita` istituzionali del Centro per il libro e la lettura, istituito presso il Ministero per i beni e le attivita` culturali con il compito di promuovere e di realizzare campagne di promozione della lettura, di organizzare manifestazioni ed eventi in Italia e all’estero per la diffusione del libro italiano, di sostenere le attivita` di diffusione del libro e della
lettura promosse da altri soggetti pubblici e privati, nonche´ di assicurare il coordinamento delle attivita` delle altre istituzioni statali operanti in materia e di istituire l’Osservatorio del libro e della lettura. Il Centro collabora con le istituzioni territoriali e locali competenti e con i soggetti privati che operano
in tutta la filiera del libro. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita` organizzative e di funzionamento del Centro.
410. All’onere derivante dall’attuazione del comma 409, pari a 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, allo scopo intendendosi corrispondentemente ridotta l’autorizzazione di spesa recata dalla medesima disposizione.
411. Per una maggiore qualificazione dei servizi scolastici, da realizzare anche attraverso misure di carattere strutturale, sono adottati i seguenti interventi:
a) a partire dall’anno scolastico 2008/2009, per l’istruzione liceale, l’attivazione delle classi prime dei corsi sperimentali passati ad ordinamento, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 26 giugno 2000, n. 234, e` subordinata alla valutazione della congruenza dei quadri orari e dei piani di studio con i vigenti ordinamenti nazionali;
b) il numero delle classi prime e di quelle iniziali di ciclo dell’istruzione secondaria di secondo grado si determina tenendo conto del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente dai diversi indirizzi, corsi di studio e sperimentazioni passate ad ordinamento. Negli istituti in cui
sono presenti ordini o sezioni di diverso tipo, le classi prime si determinano separatamente per ogni ordine e tipo di sezione;
c) il secondo periodo del comma 1 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, e` sostituito dal seguente: «Incrementi del numero delle classi, ove necessario, sono disposti dal dirigente scolastico interessato previa autorizzazione del competente direttore generale regionale, secondo i parametri di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 luglio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell’11 novembre 1998»;
d) l’assorbimento del personale di cui all’articolo 1, comma 609, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e` completato entro il termine dell’anno scolastico 2009/2010, e la riconversione del suddetto personale e` attuata anche prescindendo dal possesso dello specifico titolo di studio richiesto per il reclutamento del personale, tramite corsi di specializzazione intensivi, compresi quelli di sostegno,
cui e` obbligatorio partecipare.
412. Le economie di spesa di cui all’articolo 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da conseguire ai sensi dei commi da 605 a 619 del medesimo articolo, nonche´ quelle derivanti dagli interventi di cui al comma 411, lettere a), b), c) e d), sono complessivamente determinate come segue: euro 535 milioni per l’anno 2008, euro 897 milioni per l’anno 2009, euro 1.218 milioni per l’anno 2010 ed euro 1.432 milioni a decorrere dall’anno 2011.
Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio relativi agli interventi di cui al comma 411, lettere da a) a d), si applica la procedura prevista dall’articolo 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
413. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 605, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il numero dei posti degli insegnanti di sostegno, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, non puo` superare complessivamente il 25 per cento del numero delle sezioni e delle classi previste nell’organico di diritto dell’anno scolastico 2006/2007. Il Ministro della pubblica
istruzione, con decreto adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, definisce modalita` e criteri per il conseguimento dell’obiettivo di cui al precedente periodo. Tali criteri e modalita` devono essere definiti con riferimento alle effettive esigenze rilevate, assicurando lo sviluppo dei processi di integrazione degli alunni diversamente abili anche attraverso opportune
compensazioni tra province diverse ed in modo da non superare un rapporto medio nazionale
di un insegnante ogni due alunni diversamente abili.
414. La dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno e` progressivamente rideterminata, nel triennio 2008-2010, fino al raggiungimento, nell’anno scolastico 2010/2011, di una consistenza organica pari al 70 per cento del numero dei posti di sostegno complessivamente attivati nell’anno scolastico 2006/2007, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni previsto dall’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Conseguentemente, anche al fine di evitare la formazione di nuovo personale precario, all’articolo 40, comma 1, settimo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono soppresse le parole da: «nonche´ la possibilita`» fino a: «particolarmente gravi,», fermo restando il rispetto dei principi sull’integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104. Sono
abrogate tutte le disposizioni vigenti non compatibili con le disposizioni previste dal comma 413 e dal presente comma.
415. All’articolo 1, comma 605, lettera c), secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: «20.000 unita`» sono sostituite dalle seguenti: «30.000 unita`».
416. Nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento
dei docenti, anche al fine di assicurare regolarita` alle assunzioni di personale docente sulla base del numero dei posti vacanti e disponibili effettivamente rilevati e di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato, con regolamento adottato dal Ministro della pubblica istruzione e dal Ministro dell’universita` e della ricerca ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario da rendere entro il termine di quarantacinque giorni, decorso il quale il provvedimento puo` essere comunque adottato,
e` definita la disciplina dei requisiti e delle modalita` della formazione iniziale e dell’attivita` procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente per il reclutamento del personale docente, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica e fermo restando il vigente regime
autorizzatorio delle assunzioni. E ` comunque fatta salva la validita` delle graduatorie di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sono abrogati l’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 227.
417. Con atto di indirizzo del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato entro il 31 marzo 2008, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti finalita`, criteri e metodi della sperimentazione di un modello organizzativo volto a innalzare la qualita` del servizio
di istruzione e ad accrescere efficienza ed efficacia della spesa. La sperimentazione riguarda gli anni scolastici 2008/2009, 2009/2010 e 2010/2011 e gli ambiti territoriali, di norma provinciali, individuati nel medesimo atto di indirizzo.
418. L’atto di indirizzo di cui al comma 417 contiene riferimenti relativi a:
a) tipologie degli interventi possibili per attuare il miglioramento della programmazione dell’offerta formativa, della distribuzione territoriale della rete scolastica, dell’organizzazione del servizio delle singole istituzioni scolastiche, ivi compresi gli eventuali interventi infrastrutturali e quelli relativi
alla formazione e alla organizzazione delle classi, anche in deroga ai parametri previsti dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 luglio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell’11 novembre 1998;
b) modalita` con cui realizzare il coordinamento con le regioni, gli enti locali e le istituzioni scolastiche competenti per i suddetti interventi;
c) obiettivi di miglioramento della qualita` del servizio e di maggiore efficienza in termini di rapporto insegnanti-studenti;
d) elementi informativi dettagliati relativi alle previsioni demografiche e alla popolazione scolastica effettiva, necessari per predisporre, attuare e monitorare gli obiettivi e gli interventi di cui sopra;
e) modalita` di verifica e monitoraggio dei risultati conseguiti al fine della quantificazione delle relative economie di spesa tenendo conto della dinamica effettiva della popolazione scolastica;
f) possibili finalizzazioni delle risorse finanziarie che si rendano disponibili grazie all’aumento complessivo dell’efficienza del servizio di istruzione nell’ambito territoriale di riferimento;
g) modalita` con cui realizzare una valutazione dell’effetto degli interventi e base informativa
necessaria a tale valutazione.
419. In ciascuno degli ambiti territoriali individuati ai sensi del comma 417, opera un organismo paritetico di coordinamento costituito da rappresentanti regionali e provinciali dell’Amministrazione della pubblica istruzione, delle regioni, degli enti locali e delle istituzioni scolastiche statali, con il compito di:
a) predisporre un piano triennale territoriale che, anche sulla base degli elementi informativi
previsti dall’atto di indirizzo di cui al comma 417, definisca in termini qualitativi e quantitativi gli obiettivi da raggiungere;
b) supportare le azioni necessarie all’attuazione del piano di cui alla lettera a), nonche proporre gli opportuni adeguamenti annuali al piano triennale stesso anche alla luce di scostamenti dalle previsioni, previa ricognizione degli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi.
420. Le proposte avanzate dall’organismo paritetico di coordinamento sono adottate, con propri provvedimenti, dalle amministrazioni competenti. L’organismo paritetico di coordinamento opera senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
421. I piani di cui al comma 419 sono adottati fermo restando, per la parte di competenza, quanto disposto dall’articolo 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.
422. L’ufficio scolastico regionale effettua il monitoraggio circa il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano di cui al comma 419, ne riferisce all’organismo paritetico di coordinamento e predispone una relazione contenente tutti gli elementi necessari da inviare al Ministero della pubblica istruzione al fine di effettuare, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, la verifica delle economie aggiuntive effettivamente conseguite, per la riassegnazione delle stesse allo stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione.
423. Nel triennio di sperimentazione, le economie di cui al comma 422 confluiscono in un fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione, per essere destinate alle istituzioni pubbliche che hanno concorso al raggiungimento degli della qualita` del settore della pubblica istruzione.
424. Entro la fine dell’anno scolastico 2010/2011, sulla base del monitoraggio condotto ai sensi del comma 422 e della valutazione degli effetti di tale sperimentazione di cui al comma 418, lettera g), il Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adotta, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un atto di indirizzo finalizzato all’estensione all’intero territorio nazionale del modello organizzativo adottato negli ambiti territoriali individuati ai sensi del comma 417, tenendo conto degli elementi emersi dalla sperimentazione.
425. Al fine di pervenire a una gestione integrata delle risorse afferenti il settore dell’istruzione, per gli interventi a carico del fondo di cui al comma 423 puo` trovare applicazione l’articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.
426. Allo scopo di contribuire all’equilibrio finanziario degli enti locali, e` istituito nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione un fondo per il concorso dello Stato agli oneri di funzionamento e per il personale di ruolo dei licei linguistici ricadenti sui bilanci dei comuni e delle province. La dotazione del fondo e` stabilita in 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2008.
427. Nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a decorrere dall’anno 2008, un importo fino ad un massimo del 15 per cento della predetta autorizzazione di spesa e` finalizzato: ai servizi istituzionali e generali dell’Amministrazione della pubblica istruzione; all’attivita` di ricerca e innovazione con particolare riferimento alla valutazione del sistema scolastico nazionale; alla promozione della cooperazione
in materia culturale dell’Italia nell’Europa e nel mondo.
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Pubblicato da lasquola su sabato 18 aprile 2009
La riduzione degli sprechi nel comparto istruzione (quello formazione è pressoché inesistente) non è andato tutto nella giusta direzione.
A fronte dell’esiguo ammontare dei finanziamenti, i dirigenti scolastici hanno smesso di nominare supplenti, impiegando il personale docente già in forze: se va bene, altrimenti impiega bidelli e altro personale scolastico almeno con la speranza di tenere buoni gli studenti . In questo modo, l’offerta d’istruzione ai ragazzi, che rappresentano l’investimento per il futuro, cala di qualità.
Ma.
C’è un ma! Regole retrograde a cui nemmeno la legge per l’autonomia scolastica ha messo mano (c’è poca da fare, è improbabile che un impiegato del Ministero seduto al tavolo possa aver chiaro della situazione scolastica reale…): fior fiore di soldi che si spendono per inviare telegrammi o fonogrammi.
Intanto, ovviamente, i supplenti stanno attenti alle fregature ovviando alla chiamata per telefono, sia sul numero di telefono fisso a casa, per cui non si può uscire per non perdere l’eventuale telefonata, sia sul telefonino, per non sentirsi dire <<…l’utente non è raggiungibile…>>, <<…abbiamo provveduto a chiamare un altro supplente…>>.
E’ ora di aggiornarsi. Perché non introdurre la chiamata via SMS? Obbligando nel contempo la Scuola a tenere traccia degli SMS inviati, facendo uso del messaggio di ritorno che ci riviene recapitato nel momento in cui l’utente, che ha ricevuto l’SMS, ha letto effettivamente il messaggio che la Scuola gli ha inviato.
Quest’anno nessuna supplenza pur essendo nella graduatoria a esaurimento; il dubbio rimane: con la nuova domanda di aggiornamento metterò come primo metodo di chiamata l’invio del telegramma, che è più sicuro, visto che esiste la traccia dell’effettivo invio del telegramma e della ricevuta di effettivo ricevimento. Vecchi metodi, magari dispendiosi -almeno fintanto che esisteranno i precari e il bisogno di supplenti e le graduatorie- ma sicuri. Il telefono, a fronte di possibili giochi per favorire i supplenti conosciuti, è un alibi per tutti quei dirigenti che non hanno a cuore la qualità della Scuola.
Il Solito Impiegato del Ministero ha voluto innovare, introducendo la modalità di essere chiamati via e-mail; non conoscendo appieno il viaggio di una e-mail, ha pensato che l’e-mail fosse di ricevimento immediato; che fosse sicura nel contenuto, ignorando che passa attraverso molti server di posta. E in ultimo: ci si figuri, a fronte di tutti gli avvisi a non passare ore davanti al pc collegato su internet, a stare tutto il giorno a sperare di ricevere l’e-mail per la chiamata alle supplenze.
La chiamata via telegramma. La soluzione cartacea è più sicura e incontrovertibile, ovviamente se il postino arriva per tempo…e non vi lascia invece un fogliettino con l’invito a recarsi presso l’Ufficio Postale…
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Pubblicato da lasquola su venerdì 13 marzo 2009
Fonte.
| » 2009-03-13 15:28 |
| Ammonizione prima del 5 in condotta |
| Gelmini, criteri condotta contro strumentalizzazioni |
| (ANSA) – ROMA, 13 MAR – Prima del 5 in condotta, lo studente deve aver gia’ preso una sanzione disciplinare: una sorta di ammonizione, come un ‘cartellino giallo’. Lo prevede il regolamento sulla valutazione dei voti in tutte le materie e i nuovi criteri di attribuzione del voto in condotta approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. ‘Dopo di che, se i comportamenti gravi persistono, scatta il 5′, ha spiegato il ministro Gelmini precisando che il regolamento punta a evitare ‘strumentalizzazioni’ del voto in condotta. |
Ci volevano criteri approvato dal Consiglio dei Ministri per dare le raccomandazioni ai docenti su come comportarsi per assegnare il 5 in condotta agli studenti! Che cosa pensano che può succedere: <<
Studia, altrimenti ti metto 5 in condotta!>>? Oppure che non ci sia prima una discussione in Consiglio di Classe sulla condotta di un particolare studente?
Invece, deve scattare la procedura di recupero dello studente che sta viaggiando verso il 5 in condotta. Non intervenire sulle cause che creano comportamenti gravi da parte dello studente in ambito scolastico o contro i docenti o contro altri studenti o contro le strutture scolastiche, significa lasciare a sé lo studente ribelle e incrementare la dispersione scolastica. Semmai, occorre affiancare allo studente personale adeguatamente preparato, come quelli abilitati nel sostegno a studenti con particolari bisogni, e cercare di rimuovere le cause per recuperare lo studente; come si possono seguire da vicino gli studenti e applicare diversi percorsi didattici, come suggerisce la pedagogia moderna, se si emanano, per soli scopi di una fantomatica riduzione degli sprechi, circolari, che in tempo di autonomia scolastica non hanno più alcun senso, che obbligano le scuole a tenere venti o più ragazzi per classe?
L’istruzione, ovvero l’incremento di bagaglio culturale e conoscitivo delle persone, deve svincolarsi al più presto dal valore legale del diploma ottenuto con l’esame di Stato.
Il diploma non deve essere legato al sei politico per poter essere emesso.
Il diploma deve fornire una misura reale di ciò che lo studente ha appreso nel periodo previsto dalla scuola in un certo indirizzo di studi: per esempio, nel diploma di perito tecnico si potrà avere una netta insufficienza nella lingua inglese, un 40 su 100, ma un 70 su 100 per matematica, un 65 su 100 per italiano, un 90 su 100 per elettronica, un 100 su 100 per educazione fisica; la conseguenza è che l’azienda presso cui lo studente si presenterà si mostrerà molto interessata a riguardo delle capacità e abilità tecniche dello studente diplomato e si attuerà per far seguire corsi di lingua inglese al proprio dipendente.
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Pubblicato da lasquola su giovedì 12 marzo 2009
Anno scolastico 2008-2009. Graduatorie a esaurimento A034, elettronica.
Il Provveditorato agli Studi non è riuscito a coprire tutte le cattedre disponibili con i docenti inseriti in graduatoria: la gradutoria A034 viene così definita esautira. La conseguenza è che occorrerebbero più docenti di quelli pfresenti nella graduatoria: in teoria, la provincia risulta appetibile per quanti sono in cerca di un posto ove essere chiamati a insegnare è più sicuro.
La realtà è diversa.
Un paio di docenti si sono fatti dei calcoli: ignari della modifica del regolamento per l’accettazione delle supplenze da parte dell’USP, hanno rifiutato una cattedra ognuno nella prima convocazione, con l’intento di aggiudicarsi un paio di cattedre che ancora non erano saltate fuori. Già qui, l’idea di rifiutare il lavoro offerto è da considerarsi pazzia pura.
L’USP indice una seconda convocazione. Erano rimasti tre docenti in graduatoria, più i due scienziati di cui sopra; questi ultimi pensavano di poter rientrare, ma non si erano aggiornati con il nuovo regolamento che predispone la cancellazione dalle chiamate successive dell’USP per coloro che rifiutano nelle chiamate precedenti. Tuttavia, solo un docente riceve una delle due cattedre mentre il secondo è fuori per aver compilato male una piccola sezione della domanda di inclusione nelle graduatorie. L’USP si trova a non poter coprire le cattedre a disposizione, quando in realtà di docenti ne rimangono fuori almeno tre: sono almeno tre, poiché ve ne sono altri nella A034 che però hanno ricevuto la cattedra in fisica…
Il rovescio della medaglia. La cattedra che l’USP non è riuscito a coprire ritorna all’Istituto secondario che ne aveva bisogno: ufficialmente, per tutti coloro che andranno a consultare la situazione della graduatoria A034 della provincia di Ancona risulterà che Ancona ha bisogno di docenti in elettronica.
Per quanto riguarda la realtà, tuttavia, occorre far notare che non esistono cattedre vacanti poiché ritornano in azione quei due docenti che avevano rifiutato le cattedre nella prima convocazione. Quei due saranno contattati dall’Istituto secondario grazie al fatto che la graduatoria di istituto di I fascia è identica a quella a esaurimento: altra idiozia pura.
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Pubblicato da lasquola su lunedì 2 marzo 2009
Fonte.
| » 2009-02-23 16:23 |
| Universita’: Gelmini, taglio sprechi |
| Brunetta, non ci sono stati tagli indiscriminati |
| (ANSA) – ROMA, 23 FEB – Premiare le universita’ migliori e tagliare gli sprechi: e’ questo quello che vuole fare il Governo, precisa Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione, dopo l’appello di Napolitano da Perugia, sottolinea che ‘le preoccupazioni del Capo dello Stato sono anche le preoccupazioni del Governo’. ‘Non ci sono stati tagli indiscriminati’, replica il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta che aggiunge: ‘per la ricerca, il governo ha un’enorme attenzione’. |
e
Fonte.
| » 2009-02-24 10:54 |
| Universita’: Bonaiuti, via sprechi |
| Commento alle dichiarazioni del presidente Napolitano |
| (ANSA) – ROMA, 24 FEB – ‘Abbiamo cercato di tagliare soltanto gli sprechi’. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Intervistato da Corradino Mineo a ‘Il Caffe” di Rainews 24, Bonaiuti ha commentato le dichiarazioni del presidente Napolitano sul tema.Per Bonaiuti ‘ci sono grandi sprechi, ci sono corsi con piu’ insegnanti che discepoli, tanti corsi di laurea inutili’, ‘dobbiamo tagliare in questa giungla’. ‘Trovo giusta la preoccupazione del presidente della Repubblica’. |
Se
sprechi è una parola della lingua italiana, allora l’ola ola è ciò che rimane da fare ai ministri della Repubblica italiana.
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Pubblicato da lasquola su martedì 17 febbraio 2009
a scapito di coloro che hanno altri diritti, tra i quali quello di potersi istruire!
Postumi s. m. (spec. pl.) ,
2 (estens.) conseguenza, ripercussione di un avvenimento: i postumi della crisi di governo.
Stamattina assemblea sindacale delle maestre alla scuola materna, si entra alle 10:30. Una voce, che non si è qualificata, al citofono della scuola ci avvertiva -la bambina si è accorta del tono un pò seccato- che oggi l’asilo avrebbe aperto alle 10:30 perché c’era un’assemblea sindacale di due ore. Ma non possono proprio farsi l’assemblea al di fuori dell’orario scolastico? Perché è prioritaria l’assemblea sindacale sul diritto a istruirsi e non il contrario?
Asilo: dizione esatta. Come scuola materna, da materna proprio non si comporta…una mamma possiede l’istinto di abnegazione per i propri figli.
Abnegazione ant. annegazione, s. f. totale rinuncia al piacere o all’utile per senso del dovere, per dedizione al bene altrui, per motivi religiosi, ideali o sociali.
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Pubblicato da lasquola su giovedì 11 dicembre 2008
Fonte.
| » 2008-12-11 16:53 |
| Scuola: al 2010 riforma superiori |
| Da 39 a 11 gli indirizzi degli istituti tecnici |
| (ANSA) – ROMA, 11 DIC – La riforma delle scuole superiori partira’ dall’anno scolastico 2010/2011. E’ quanto rende noto il ministero dell’Istruzione.E’ stata presentata ai sindacati e portata in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre. Il provvedimento prevede l’avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo. Parte – spiega il ministero – una rivoluzione e riorganizzazione della scuola. Passera’ da 39 a 11 il numero degli indirizzi degli istituti tecnici e sara’ riorganizzato il sistema dei licei. |
In dirittura d’arrivo anche il taglio all’istruzione, inteso come contenuto primario e irrinunciabile degli studi, ovvero il bagaglio di conoscenze. A seguire viene poi la capacità di ogni singolo allievo di tradurle a vantaggio delle proprie esperienze, così da utilizzarle pienamente con successo nel contesto in cui ci si troverà a operare. Tutto ciò, se sorretto dalla ripetibilità di successi nell’applicare capacità e conoscenze nelle situazioni che ci vedranno soggetti attivi, si tramuterà in competenza, valutabile solo oggettivamente.
Nella scuola elementare si studia la storia suddivisa in cinque tronconi temporali, quanti sono gli anni delle elementari appunto. Niente da dire, eccetto che tutto riviene rivisto per intero nei tre anni delle scuole medie; che cosa mai si potrà aggiungere vista la contrazione da cinque a tre anni, se non vari abbozzi qua e là. Non è finita: l’intera materia è ridistribuita in altri cinque anni, le medie superiori. Date, eventi e quant’altro tranne il rivisitare la storia come maestra di vita. Altre materie seguono più o meno la stessa sorte, accompagnando, quasi che fossero necessarie per vivere e vivere bene, il tragitto temporale di poveri ragazzi dall’età di sei anni fino a diciotto, se va tutto bene; bagaglio culturale ripetuto e ripetuto quasi che non si credesse della innata capacità di assorbire tutto ciò che viene loro trasmesso; e anche ciò che non viene trasmesso, almeno intenzionalmente, come fenomeni di prevaricazioni gratuite, violenze, bullismo. Piano piano, con il tempo si finisce con il credere che quelle nozioni sono necessarie alla nostra vita quotidiana, tanto di più quanto sarà alto quel fatidico voto finale presente sul diploma, elementare, medie e superiori; la voglia di imparare argomenti nuovi, magari presentati attraverso le nuove tecnologie tanto care agli adolescenti, piano piano va scemando e diminuisce il rendimento nello studio: in pratica, non ci si applica più…
Ciò succede soprattutto quando si sprofonda nella genericità, nella semplificazione -non nella semplicità, che invece è sempre la benvenuta quando devono essere introdotti argomenti nuovi- degli argomenti oggetti di studio, a qualsiasi livello; quello che è assente quasi sempre, complice l’inadeguatezza dei laboratori privi dell’allestimento irrinunciabile di base, è la potenzialità degli allievi di qualsiasi età a sporcarsi le proprie mani cercando e sforzandosi di riprodurre, utilizzando il proprio cervello innanzitutto e la guida del docente, nella realtà le applicazioni insite negli argomenti appresi durante le spiegazioni del docente -il trasferimento delle nozioni è parte primaria per costruire il bagaglio di conoscenze dalle quale, con le quali e tramite le quali l’allievo sarà in grado di esprimere le proprie capacità.
Un’esperienza di laboratorio di fisica in ottica sarà forse diversa se riprodotta alle medie o alle superiori? Quale il valore aggiunto all’allievo? L’allievo è quanto mai critico su ciò che fa; sa benissimo quanto ha imparato e riprodotto: <<vabbè, lo so già fare>>, ma nulla di positivo nei voti potrà ottenere se non dimostra anche a quest’altro docente di saper fare. Ogni docente fa storia a sé e il contatto tra lui e l’allievo è all’interno di questa sfera che li accomuna: il percorso degli studi negli anni dalle elementari alle superiori non tiene conto dei successi/insuccessi del singolo allievo; insomma il suo apprendimento globale è messo in discussione e dovrà iniziare daccapo ogni volta e ogni volta con metodiche diverse; anche se ne avesse imparata una e adottata a riferimento, cambia il docente, cambia la metodologia, quando, al contrario, ciò che deve essere portata avanti e rafforzata è il suo modo di approcciare, di relazionarsi, di mettersi in discussione e, di conseguenza, di formarsi come individuo a sé, autonomo. Quel che accade è il contrario: senza la guida del docente si trova senza un riferimento e fa fatica a inserirsi nel contesto quotidiano.
Non a caso…
Fonte.
| » 2008-12-11 16:55 |
| Cervello: la noia lo disconnette |
| La scoperta di uno scienziato dell’universita’ del Michigan |
| (ANSA) – ROMA, 11 DIC – La noia disconnette il cervello: le differenti regioni del cervello smettono di comunicare tra loro quando siamo annoiati. La scoperta di uno studio di Daniel Weissman dell’Universita’ del Michigan ad Ann Arbor e’ stata riportata dal magazine britannico New Scientist. I neuroscienziati hanno studiato cosa succede nel cervello quando la nostra attenzione cala a causa di un compito noioso che ci viene assegnato, quindi quando diveniamo preda di noia mortale. |
Questo per dire che il modo di apprendere è proprio di ogni allievo e non può conformarsi al di fuori del suo essere. Quale valore potrà mai avere un appiattimento degli indirizzi di studio, che lo veda potenzialmente uguale agli altri e non competitivo proprio perché ha una marcia in più in un certo settore di lavoro ben definito che gli deriva dall’aver studiato con coscienza materie poco seguite dalla massa, esempio
la lingua berbera.
Una contrazione di indirizzi di studio per compromettere, una volta per tutte senza equivoci, l’obiettivo dell’eccellenza; una contrazione di indirizzi di studio per dare le medesime nozioni a tutti, lo stesso bagaglio culturale a tutti, senza distinzioni; una contrazione di indirizzi di studio per non farci sentire indispensabili nella conduzione di una nostra attività lavorativa o di consulenza: cercare una persona con particolari attinenze a uno specifico settore sarà sempre più difficile e demandato al singolo che si troverà costretto a iscriversi e a seguire, una volta terminati gli studi, master, corsi di specializzazioni, attività di ricerca settoriali, per svariati anni. Allungando, in questo modo, il tempo di inserimento nella realtà lavorativa, perché a corto di quelle nozioni prima e di quelle capacità dopo che la scuola non gli ha voluto dare, in nome di una riforma che gli ha semplificato, anzi banalizzato il suo corso di studi. Banalizzati 18-6+1 anni di studio, gli anni più rigogliosi per l’apprendimento gettati a ripetere le medesime cose, come se fosse duro di comprendonio, come se fosse incapace di formarsi. Costringendolo a utilizzare le proprie risorse economiche per seguire studi non sostenuti dallo Stato, dalla scuola pubblica: la scuola deve seguire e favorire l’orientamento del singolo nell’istruirsi; con quali soldi? Se studia a tempo pieno, non può andare a lavorare per mettere da parte quei soldi che gli saranno necessari a sostenersi gli studi post-scolastici o post-universitari. Ci pensa la famiglia! Ed ecco che riaffiora la coscienza di una realtà scolastica non pubblica, ma privata, appannaggio di chi se lo può permettere…
Saranno sempre di più coloro che se ne andranno all’estero; chi si ne avvede in tempo del futuro della scuola italiana, andrà a iscriversi direttamente all’estero per l’intero ciclo di studi, non solo dopo la laurea. I cervelli? Ci si preoccupa di come farli rientrare: permettendogli di avere lo scaglione Irpef del 10%, di indire posti riservati nei concorsi -ma siamo impazziti?- in nome di una preparazione acquisita fuori Italia; il ragionamento presuppone che sin d’ora la scuola italiana sia considerata dagli italiani stessi poco credibile in qualità. E, allora, a che cosa serve la riforma?
La contrazione degli indirizzi di studio. L’istruzione tecnica: Agrario in Agro-industriale e Agro-Ambientale; Industriale in Chimica, Edilizia, Elettrotecnica e Automazione, Elettronica e Telecomunicazioni, Informatica Abacus, Meccanica e Termotecnica; Commerciale in Progetto IGEA, ERICA, ITER, MERCURIO, SIRIO; Geometri; Giuridico Economico Aziendale; Ragioneria; Istruzione Professionale in Operatore gestione aziendale, Tecnico Gestione aziendale o informatico o linguistico, Operatore moda, Cucina-Sala-Bar-Segreteria, Operatore servizi alberghieri e ristorazione, Operatore servizi sociali, Tecnico servizi sociali, Tecnico servizi turistici; istruzione artistica in Pittura-Decorazione pittorica, Moda e costume, architettura e arredo.
Esempio. Settore di perito elettronico, il diploma in Elettronica e Telecomunicazioni: si impara un pò di elettronica e un pò di telecomunicazioni, compromettendo l’eccellenza e la specializzazione. Quale qualifica ci fornisce il titolo di perito in?
perito agg. (lett.) che è assai esperto, abile: essere perito in una scienza
¶ s. m.
1 [f. -a] chi, per particolari cognizioni o competenze…
in questa definizione del dizionario delle parole italiane è insita l’eccellenza. Semmai l’indirizzo è da sdoppiare: perito elettronico e perito in telecomunicazioni. Elettrotecnica e Automazione da sdoppiare in perito elettrotecnico e perito in automazione industriale. Sono quattro indirizzi pienamente coperti in università. Non ridurre, quindi, ma specializzare, diversificare per essere competitivi.
La confusione si perfeziona con l’accorpamento delle classi di concorso: un enorme listone in cui confluiranno tutti i precari di più indirizzi, ai quali andrà una minore disponibilità di cattedre: ma è quello che si prefigge il decreto -legge è ben altra cosa, scaturisce da lavori parlamentari non da misure affrettate emanate da un ristretto numero di componenti governativi- n.137/2008. Laureati in una disciplina che si trovano, per poter lavorare e non per attuare al meglio la propria professionalità, a prendere cattedre in insegnamenti in numero maggiore che nel passato, determinando al tempo stesso un allargamento delle conoscenze del singolo docente che, per dato di fatto, non potrà che acquisire e fornire ai suoi allievi generalità e poco più sugli argomenti di un numero maggiore di materie a cui gli è permesso insegnare.
La semplicità nell’esporre i concetti ai propri allievi è frutto di eccellenza raggiunta grazie alla propria esperienza, specializzatasi nel tempo speso con gli allievi e nell’aggiornamento professionale periodico nel settore disciplinare-scientifico di appartenenza.
Come si attua l’identificazione e il rafforzamento del percorso di apprendimento di ogni singolo allievo da parte del docente? Un esempio tra tanti altri: fornendo a quest’ultimo una classe, opportunamente omogenea e calibrata, con un numero credibile di allievi; se occorre dare a ognuno l’attenzione dovuta, oltre alle lezioni comunitarie, non si può emanare circolari ministeriali -tra l’altro, di effetto nullo data l’attuazione dell’autonomia scolastica- che invitano le scuole a formare classi di venti e più alunni, con l’intento chiaro di diminuire il numero di docenti necessari e, conseguentemente, la spesa sostenuta dallo Stato, assieme all’altro intento, inconsapevole per ignoranza, di promuovere una scadente qualità degli studi.
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Pubblicato da lasquola su mercoledì 12 novembre 2008
Fonte.
» 2008-11-12 14:45
Ricerca: Italia fanalino coda in Ue
Istat, incidenza su prodotto interno lordo e’ solo all’1, 09%

Notizia Ansa
(ANSA) – ROMA, 12 NOV – L’Italia resta debole sul fronte della ricerca: la spesa totale sul Pil e’ molto inferiore ai principali paesi europei. Lo rileva l’Istat. Nel 2005 la spesa totale per ricerca e sviluppo – da parte di imprese, istituzioni e universita’ – e’ stata di 15,559 mld, l’1,09% del Pil (3,8% in Svezia, 3,48% in Finlandia, 2,48% in Germania). Nonostante un aumento del 2,3% in termini monetari sul 2004 – sottolinea l’Istat – si osserva ‘una sostanziale stagnazione in termini reali’.
Se l’Italia prevede una spesa così irrisoria nella ricerca, appena 1,09% del Pil nel 2005, perché si taglia ancora?
Forse occorrerebbe incrementare la spesa nella ricerca, sia nelle risorse umane sia nelle strutture; a maggior ragione nei periodi di crisi (a parere degli economisti, n.d.r.).
Siamo nel 2008. I dati vengono raccolti elettronicamente. I dati vengono elaborati elettronicamente. Perché l’Istat impiega ben tre anni a pubblicare un dato così importante? O, forse, lo rende pubblico tardivamente solo al popolino?
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Pubblicato da lasquola su sabato 8 novembre 2008
Fonte.
| » 2008-11-08 17:03 |
| Scuola: Vendola, no a maestro unico |
| Iniziativa andra’ avanti con ricorso a Corte Costituzionale |
| (ANSA) – NAPOLI, 8 NOV – Il varo di norme ‘anti maestro unico’ e’ stato annunciato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a Castel Volturno. Intervenendo agli Stati regionali della Scuola del Sud, Vendola ha proposto di redarre assieme ad altre regioni una normativa che impedisca questo tipo di restringimento e regressione. Un’iniziativa che andra’ avanti insieme con il ricorso alla Corte Costituzionale, che diverse Regioni stanno gia’ preparando. |
Che la protesta per la velocità di approvazione di un decreto in un ambito come quello scolastico non di urgenza sia legittima, non ci piove.
Che la protesta sia una realtà ove possa nascere una proposta alternativa, per instaurare un dialogo che porti a cooperare insieme, e costruttiva, che porti, dunque, anche a
costruire il domani basato sul più ampio consenso dei cittadini che lo esercitano tramite il Parlamento, è altresì benvenuta.
Che la protesta renda ciechi per ignorare, deplorevole quanto sia, il contenuto dell’art. 3 del
decreto legge n.154/2008, forse non è la migliore iniziativa da portare avanti.
Il decreto in questione dice:
Decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154
“Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2008
Art. 1.
Disposizioni in materia di attuazione dei piani di rientro dai deficit sanitari
omissis
Art. 2.
Disposizioni di salvaguardia degli equilibri di bilancio degli enti locali
omissis
Art. 3.
Definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali
1. All’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
«6-bis. I piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, devono essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura di cui all’articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta. Gli eventuali oneri derivanti da tale nomina sono a carico delle regioni e degli enti locali.».
…
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Pubblicato da lasquola su martedì 14 ottobre 2008
Gli organi di stampa non fanno molta pubblicità al malcontento nella sCuola italiana. Ecco qui un manifesto:

Sarebbe interessante poter capire quale sia la sorgente che origina i numeri che, oramai dalla fine dello scorso anno scolastico, 2007/2008, ambedue gli schieramenti politici forniscono attraverso i media. Nel frattempo, per avere un riscontro sulla veridicità dei numeri occorrerà aspettare:

Numeri da capogiro.
Le scuole con meno di 500 studenti. Ho trascorso tutto il tirocinio in una scuola grande nelle dimensioni del personale docente: circa 1200 docenti. Per loro due sale per riunione, ognuna con tre tavoli uniti a formare una u, otto sedie (di dubbia fattura – legge 286? -), due postazioni di lavoro al computer e gli armadi giusto a coprire le necessità di archivio dei registri. Collegio dei docenti ingestibile, ridotto a una mera successione di votazioni ad alzata di mano (contate da tre docenti volenterosi – o leccapiedi -). Preside assente nelle sue funzioni di dirigente scolastico, come vuole la legge sull’autonomia scolastica, che delega a vice-preside e docenti vari. Un carrozzone che va praticamente avanti per inerzia. Praticamente un mini-Ministero!
La volontà di eliminare le scuole con meno di cinquecento studenti, di fatto, va a costruire scuole di grandi dimensioni che non funzionano appieno, che vanno a rilento, che si rinnovano con lentezza, che annegano nella burocrazia.
Sotto questo aspetto, si taglia l’organico dei dirigenti scolastici!
…non solo l’organico di docenti e personale vario. Quindi, stagnazione dei corsi di preparazione per dirigenti scolastici, di relativi master per accrescerne le competenze; diminuiranno anche gli introiti delle università che allestiscono questi master…
In verità, a suggellare quanto debba essere grossa una scuola ci pensa il DPR 18 giugno 1998, n. 233, che non fa male ricordare. All’articolo 1 si legge:
Art. 1 – Finalità
- Il raggiungimento delle dimensioni ottimali delle istituzioni scolastiche ha la finalità di garantire l’efficace esercizio dell’autonomia prevista dall’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n.59, di dare stabilità nel tempo alle stesse istituzioni e di offrire alle comunità locali una pluralità di scelte, articolate sul territorio, che agevolino l’esercizio del diritto all’istruzione.
- Il dimensionamento è altresì finalizzato al conseguimento degli obiettivi didattico-pedagogici programmati, mediante l’inserimento dei giovani in una comunità educativa culturalmente adeguata e idonea a stimolarne le capacità di apprendimento e di socializzazione.
- Il raggiungimento delle dimensioni stabilite a norma del comma 1 ha l’ulteriore finalità di assicurare alle istituzioni scolastiche la necessaria capacità di confronto, interazione e negoziazione con gli enti locali, le istituzioni, le organizzazioni sociali e le associazioni operanti nell’ambito territoriale di pertinenza.
Non vi sono elementi di tipo economico, di spesa (l’istruzione non può essere paragonata a una azienda, che per funzionare bene deve produrre per essere in attivo e reinvestire). L’istruzione, se funziona davvero, fa spendere molto, per reinvestire la preparazione, raggiunta dalla popolazione scolastica, nel tessuto economico, sociale e culturale per un sano progresso. Inutile, però, richiamarne l’ottimalità, poiché il DPR si rimangia quasi tutto nell’Art.2:
Art. 2 – Parametri
- L’autonomia amministrativa, organizzativa, didattica e di ricerca e progettazione educativa, è riconosciuta alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, ivi comprese quelle già dotate di personalità giuridica, che raggiungono dimensioni idonee a garantire l’equilibrio ottimale tra domanda di istruzione e organizzazione dell’offerta formativa. A tal fine sono definiti, a norma dell’articolo 3, gli ambiti territoriali, di ampiezza differenziata a seconda del grado di istruzione, nei quali va assicurata la permanenza e la stabilità delle suddette istituzioni, con particolare riguardo alle caratteristiche demografiche, geografiche, economiche, socio-culturali del territorio, nonché alla sua organizzazione politico-amministrativa.
- Ai fini indicati al comma 1, per acquisire o mantenere la personalità giuridica gli istituti di istruzione devono avere, di norma, una popolazione, consolidata e prevedibilmente stabile almeno per un quinquennio, compresa tra 500 e 900 alunni; tali indici sono assunti come termini di riferimento per assicurare l’ottimale impiego delle risorse professionali e strumentali.
- Nelle piccole isole, nei comuni montani, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche, gli indici di riferimento previsti dal comma 2 possono essere ridotti fino a 300 alunni per gli istituti comprensivi di scuola materna, elementare e media, o per gli istituti di istruzione secondaria superiore che comprendono corsi o sezioni di diverso ordine o tipo, previsti dal comma 6; nelle località sopra indicate che si trovino in condizioni di particolare isolamento possono, altresí, essere costituiti istituti comprensivi di scuole di ogni ordine e grado. L’indice massimo di cui al comma 2 può essere superato nelle aree ad alta densità demografica, con particolare riguardo agli istituti di istruzione secondaria con finalità formative che richiedono beni strutturali, laboratori ed officine di alto valore artistico o tecnologico.
cercando, però, di spiegarsi meglio, al comma 6 tramite l’invenzione degli istituti comprensivi,
6. Qualora le singole scuole non raggiungano gli indici di riferimento sopra indicati, sono unificate orizzontalmente con le scuole dello stesso grado comprese nel medesimo ambito territoriale o verticalmente in istituti comprensivi, a seconda delle esigenze educative del territorio e nel rispetto della progettualità territoriale.
Accorpare tra loro scuole, eliminando quelle piccole (una scuola con 500 studenti non è assolutamente piccola!), non si riducono le spese: un’istituzIone formata da 10 elementi spende più di 10 volte la spesa sostenuta da ogni singolo elemento, se questo operasse da solo. Un ragionamento che fu seguito nel passato, quando si eliminarono le scuole della finanza per portarle tutte unite in un’unica grande scuola a Roma: si disse <<per ridurne i costi>>; e così, via la scuola di finanza dall’Elba! Un gettito di un paio di miliardi di lire all’anno, che improvvisamente venne a mancare a tutte le realtà locali, soprattutto da ottobre ad aprile. E dall’inverno del 2000 i bar e i ristoranti (almeno quelli aperti) dovettero piano piano togliere le sale con la televisione a schermo gigante, inutili per le due/tre persone nei loro locali. La conseguenza fu un ambiente ancora più triste e meno servito per tutti gli abitanti propri dell’isola d’Elba.
Per la sCuola il riferimento sono gli allievi; se occorrono dieci classi, occorreranno 10 lampadine, sia se le classi sono distribuite in due istituti scolastici sia se le classi verranno inglobate in un unico istituto (certo, risparmiate le lampadine dell’ufficio del dirigente scolastico, delle scale per entrare e uscire, degli squallidi uffici del reparto amministrativo). Parimenti per i docenti, che non potranno, per forza di cose, essere né meno né di più.
Si risparmierà l’ICI, con conseguente meno gettito ai Comuni…
Parimenti alla riforma dell’università, anche in questo caso meno ore di lezione, da 30 a 24: cinque ore al giorno e ripristino del sabato fascista! Solo che, in questo caso, ognuno non sarà costretto ad adoperarsi per il Paese.
Questo riguarderà a breve la scuola elementare.
Poi, si passerà alla scuola media.
Alla fine alle superiori.
Nessuno avrà avuto ragione, ci rimetterà SOLO anche QUELL’UNICO DOCENTE a cui verrà negato, con i tagli di natura economica, di lavorare, dopo aver acquisito varie specializzazioni necessarie (direi, quasi obbligatorie data la natura educativa e formativa della tipologia lavorativa) a espletare meglio le sue inclinazioni per l’insegnamento.
Pubblicato in: autonomia scolastica, DPR 233/1998, enti locali, istituti comprensivi, ministero istruzione, riforma della scuola, Scuola pubblica, tagli alla scuola | Contrassegnato da tag: dirigenti scolastici, DPR 18 giugno 1998 n. 233, meno docenti, meno istituti scolastici, meno scuole, risparmio nella scuola, scuole meno 500 studenti, tagli nella scuola | Lascia un commento »