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Archivio per la categoria ‘Diritti umani’

Magra figura come difensori dei diritti umani.

Pubblicato da lasquola su martedì 24 marzo 2009

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» 2009-03-20 18:09
Scuola: 2010, tetto alunni stranieri
Gelmini: prima un anno di sperimentazione
(ANSA) – ROMA, 20 MAR – L’anno scolastico 2009-2010 sara’ quello della sperimentazione per il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi. La norma entrera’ in vigore dall’anno successivo. Lo precisa il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ricordando che sono state stanziate risorse perche’ ‘i ragazzi stranieri in difficolta’ con l’italiano siano seguiti personalmente’. Per Maria Pia Garavaglia (Pd) ‘e’ un criterio come un altro, ma l’indicazione va affidata ai dirigenti scolastici’.

Quale senso dare alla proposta di sperimentazione se dall’anno seguente la proposta entrerà comunque in vigore? Come si può arguire che la sperimentazione darà i frutti desiderati addirittura prima che parta?

A proposito del suggerimento ma l’indicazione va affidata ai dirigenti scolastici: è proprio quello che ha già annunciato lo stesso Ministro d’Istruzione; infatti, si legge nella notizia Adnkronos “abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, già dal prossimo anno, di organizzare al meglio l’offerta formativa”:


Fonte.

Gelmini: ”Tetto del 30% per studenti stranieri necessario all’integrazione”

Il ministro dell’Istruzione: “L’esperienza dimostra che non basta inserire alunni immigrati nelle classi, occorre organizzare al meglio l’offerta formativa”. E sull’università: ”Disponibili al confronto con il Pd”. Prende a pugni la maestra ma il preside lo perdona: ”Non è un bullo”
ultimo aggiornamento: 24 marzo, ore 12:45

Roma, 24 mar. – (Adnkronos) – “Abbiamo pensato ad una quota del 30% di studenti stranieri proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione“. Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, stamattina a ‘Panorama del giorno’ di Maurizio Belpietro, sottolineando che “occorre in alcuni casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani” e che la preponderante presenza di studenti stranieri in un istituto “non è la condizione per una vera integrazione”, quindi “abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, già dal prossimo anno, di organizzare al meglio l’offerta formativa”, che comprenderà anche specifici corsi di italiano per gli studenti stranieri.


La quota del 30% di alunni stranieri. Se si prende come riferimento la dichiarazione dei diritti umani, all’articolo 26 si legge:


Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.


Se ogni individuo ha diritto all’istruzione, non ci potrà essere nessun tetto al numero di individui che decidano affacciarsi all’istruzione. Se la Dichiarazione dei diritti umani è definita essere Universale, tutti i Paesi dovranno rispettarla: a maggior ragione coloro che si sono presi l’onere di esserne facilitatori per il suo rispetto e applicazione concreta. L’Italia è risaputa essere molto attiva in questo ambito; una nota del Ministero degli Affari Esteri recita così:


Il Consiglio dei Diritti Umani, con sede a Ginevra, è stato istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 marzo 2006, con l’adozione della Risoluzione 60/251. Il nostro Paese ha salutato con grande favore la creazione del nuovo organo delle Nazioni Unite. L’Italia, che è stata presente quasi ininterrottamente nella Commissione Diritti Umani sin dal 1957, ha quindi deciso di presentare la propria candidatura al Consiglio dei Diritti Umani per il triennio 2007-2010 offrendo cosi’ il proprio contributo all’ambiziosa e importante operazione rappresentata dall’istituzione e dal funzionamento dell’organismo onusiano. Il nostro Paese, che concorreva insieme ai Paesi bassi e alla Danimarca per i due seggi a disposizione del gruppo occidentale, e’ stato eletto il17 maggio del 2007. insieme ai Paesi Bassi. L’Italia intende quindi proseguire nella propria azione internazionale e interna di tutela e promozione dei diritti umani. Tra i principali argomenti di interesse per il nostro Paese figurano: la promozione della democrazia e dello stato di diritto, l’impegno per l’abolizione della pena di morte nel mondo, la protezione dei diritti dei bambini e delle donne contro fenomeni di violenza e discriminazione, il contrasto a razzismo e xenofobia. L’Italia è il sesto contributore al bilancio ordinario e a quello del peacekeeping dell’ONU e, sul piano dei contributi volontari, assicura un significativo sostegno finanziario agli organismi delle Nazioni Unite.


A demolire l’interpretazione sommaria e facilona del 30%, riassunta nella frase “occorre in alcuni casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani”, per motivare scelte che poco hanno a che fare con l’accesso all’istruzione da parte di tutti -adulti compresi-, ci pensa l’utimo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.


a fugare ogni interpretazione atta a limitare l’applicazione di diritti umani. Limitare al 30% la percentuale di stranieri è un’attività volta alla distruzione dell’articolo 26 di detta Dichiarzione, non garantendo a ogni individuo come tale, quindi sia esso rosso o nero o giallo o bianco o in difficoltà economiche o altro che lo possa rendere diverso da altri a causa di alcuni suoi diritti non rispettati, l’accesso incondizionato all’istruzione offerta nel nostro Paese.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non parla solo di pena di morte, violenze su minori, violenze sulle donne; tiene in debita considerazione anche il diritto all’istruzione da parte di ogni individuo!

Pubblicato in: Diritti umani, Diritto all'istruzione, Integrazione scolastica, ministero istruzione, qualità nella scuola, Scuola pubblica | Lascia un commento »

 
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