Archivio per la categoria ‘Integrazione scolastica’
L’opportunità della LIM, altro paradosso tecnologico.
Pubblicato da lasquola su martedì 29 marzo 2011
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Quale altra verità si cela dietro il tetto del 30%?
Pubblicato da lasquola su lunedì 14 settembre 2009
| » 2009-09-14 12:42 |
| Scuola: tetto 30% per stranieri |
| Ministro su proteste, minoranza confonde scuola con agone polito |
| (ANSA) – ROMA, 14 SET – Il ministero dell’Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in classe. Lo ha confermato il ministro Gelmini. ”Accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori il 100% – ha detto – non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione”. Sulle proteste di questi giorni ha commentato: ‘Una minoranza confonde la scuola con l’agone politico. Stigmatizzo chi piega la scuola agli interessi di parte’. |
Dopo gli aspetti tecnici che hanno portato alla bella pensata delle tre ulteriori provincie, c’è un ampio margine per rabbrividire al solo pensiero di come il Ministero d’Istruzione metterà le mani sugli aspetti psico-pedagogici dell’integrazione; dopo il nulla di fatto Leggi il seguito di questo post »
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Magra figura come difensori dei diritti umani.
Pubblicato da lasquola su martedì 24 marzo 2009
| » 2009-03-20 18:09 |
| Scuola: 2010, tetto alunni stranieri |
| Gelmini: prima un anno di sperimentazione |
| (ANSA) – ROMA, 20 MAR – L’anno scolastico 2009-2010 sara’ quello della sperimentazione per il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi. La norma entrera’ in vigore dall’anno successivo. Lo precisa il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ricordando che sono state stanziate risorse perche’ ‘i ragazzi stranieri in difficolta’ con l’italiano siano seguiti personalmente’. Per Maria Pia Garavaglia (Pd) ‘e’ un criterio come un altro, ma l’indicazione va affidata ai dirigenti scolastici’. |
Quale senso dare alla proposta di sperimentazione se dall’anno seguente la proposta entrerà comunque in vigore? Come si può arguire che la sperimentazione darà i frutti desiderati addirittura prima che parta?
A proposito del suggerimento ma l’indicazione va affidata ai dirigenti scolastici: è proprio quello che ha già annunciato lo stesso Ministro d’Istruzione; infatti, si legge nella notizia Adnkronos “abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, già dal prossimo anno, di organizzare al meglio l’offerta formativa”:
Roma, 24 mar. – (Adnkronos) – “Abbiamo pensato ad una quota del 30% di studenti stranieri proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione“. Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, stamattina a ‘Panorama del giorno’ di Maurizio Belpietro, sottolineando che “occorre in alcuni casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani” e che la preponderante presenza di studenti stranieri in un istituto “non è la condizione per una vera integrazione”, quindi “abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, già dal prossimo anno, di organizzare al meglio l’offerta formativa”, che comprenderà anche specifici corsi di italiano per gli studenti stranieri.
La quota del 30% di alunni stranieri. Se si prende come riferimento la dichiarazione dei diritti umani, all’articolo 26 si legge:
Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
Se ogni individuo ha diritto all’istruzione, non ci potrà essere nessun tetto al numero di individui che decidano affacciarsi all’istruzione. Se la Dichiarazione dei diritti umani è definita essere Universale, tutti i Paesi dovranno rispettarla: a maggior ragione coloro che si sono presi l’onere di esserne facilitatori per il suo rispetto e applicazione concreta. L’Italia è risaputa essere molto attiva in questo ambito; una nota del Ministero degli Affari Esteri recita così:
Il Consiglio dei Diritti Umani, con sede a Ginevra, è stato istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 marzo 2006, con l’adozione della Risoluzione 60/251. Il nostro Paese ha salutato con grande favore la creazione del nuovo organo delle Nazioni Unite. L’Italia, che è stata presente quasi ininterrottamente nella Commissione Diritti Umani sin dal 1957, ha quindi deciso di presentare la propria candidatura al Consiglio dei Diritti Umani per il triennio 2007-2010 offrendo cosi’ il proprio contributo all’ambiziosa e importante operazione rappresentata dall’istituzione e dal funzionamento dell’organismo onusiano. Il nostro Paese, che concorreva insieme ai Paesi bassi e alla Danimarca per i due seggi a disposizione del gruppo occidentale, e’ stato eletto il17 maggio del 2007. insieme ai Paesi Bassi. L’Italia intende quindi proseguire nella propria azione internazionale e interna di tutela e promozione dei diritti umani. Tra i principali argomenti di interesse per il nostro Paese figurano: la promozione della democrazia e dello stato di diritto, l’impegno per l’abolizione della pena di morte nel mondo, la protezione dei diritti dei bambini e delle donne contro fenomeni di violenza e discriminazione, il contrasto a razzismo e xenofobia. L’Italia è il sesto contributore al bilancio ordinario e a quello del peacekeeping dell’ONU e, sul piano dei contributi volontari, assicura un significativo sostegno finanziario agli organismi delle Nazioni Unite.
A demolire l’interpretazione sommaria e facilona del 30%, riassunta nella frase “occorre in alcuni casi dosare la presenza di studenti immigrati con quella degli studenti italiani”, per motivare scelte che poco hanno a che fare con l’accesso all’istruzione da parte di tutti -adulti compresi-, ci pensa l’utimo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.
a fugare ogni interpretazione atta a limitare l’applicazione di diritti umani. Limitare al 30% la percentuale di stranieri è un’attività volta alla distruzione dell’articolo 26 di detta Dichiarzione, non garantendo a ogni individuo come tale, quindi sia esso rosso o nero o giallo o bianco o in difficoltà economiche o altro che lo possa rendere diverso da altri a causa di alcuni suoi diritti non rispettati, l’accesso incondizionato all’istruzione offerta nel nostro Paese.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non parla solo di pena di morte, violenze su minori, violenze sulle donne; tiene in debita considerazione anche il diritto all’istruzione da parte di ogni individuo!
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Poca fiducia nella ragionevolezza dei docenti.
Pubblicato da lasquola su venerdì 13 marzo 2009
| » 2009-03-13 15:28 |
| Ammonizione prima del 5 in condotta |
| Gelmini, criteri condotta contro strumentalizzazioni |
| (ANSA) – ROMA, 13 MAR – Prima del 5 in condotta, lo studente deve aver gia’ preso una sanzione disciplinare: una sorta di ammonizione, come un ‘cartellino giallo’. Lo prevede il regolamento sulla valutazione dei voti in tutte le materie e i nuovi criteri di attribuzione del voto in condotta approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. ‘Dopo di che, se i comportamenti gravi persistono, scatta il 5′, ha spiegato il ministro Gelmini precisando che il regolamento punta a evitare ‘strumentalizzazioni’ del voto in condotta. |
Ci volevano criteri approvato dal Consiglio dei Ministri per dare le raccomandazioni ai docenti su come comportarsi per assegnare il 5 in condotta agli studenti! Che cosa pensano che può succedere: <<Studia, altrimenti ti metto 5 in condotta!>>? Oppure che non ci sia prima una discussione in Consiglio di Classe sulla condotta di un particolare studente?
Invece, deve scattare la procedura di recupero dello studente che sta viaggiando verso il 5 in condotta. Non intervenire sulle cause che creano comportamenti gravi da parte dello studente in ambito scolastico o contro i docenti o contro altri studenti o contro le strutture scolastiche, significa lasciare a sé lo studente ribelle e incrementare la dispersione scolastica. Semmai, occorre affiancare allo studente personale adeguatamente preparato, come quelli abilitati nel sostegno a studenti con particolari bisogni, e cercare di rimuovere le cause per recuperare lo studente; come si possono seguire da vicino gli studenti e applicare diversi percorsi didattici, come suggerisce la pedagogia moderna, se si emanano, per soli scopi di una fantomatica riduzione degli sprechi, circolari, che in tempo di autonomia scolastica non hanno più alcun senso, che obbligano le scuole a tenere venti o più ragazzi per classe?
L’istruzione, ovvero l’incremento di bagaglio culturale e conoscitivo delle persone, deve svincolarsi al più presto dal valore legale del diploma ottenuto con l’esame di Stato.
Il diploma non deve essere legato al sei politico per poter essere emesso.
Il diploma deve fornire una misura reale di ciò che lo studente ha appreso nel periodo previsto dalla scuola in un certo indirizzo di studi: per esempio, nel diploma di perito tecnico si potrà avere una netta insufficienza nella lingua inglese, un 40 su 100, ma un 70 su 100 per matematica, un 65 su 100 per italiano, un 90 su 100 per elettronica, un 100 su 100 per educazione fisica; la conseguenza è che l’azienda presso cui lo studente si presenterà si mostrerà molto interessata a riguardo delle capacità e abilità tecniche dello studente diplomato e si attuerà per far seguire corsi di lingua inglese al proprio dipendente.
Pubblicato in: autonomia scolastica, Diploma scuola superiore, Integrazione scolastica, ministero istruzione, qualità nella scuola, Scuola paritaria, Scuola pubblica, Valore legale del diploma, Voto in condotta | Lascia un commento »
I postumi del ’69 resistono,
Pubblicato da lasquola su martedì 17 febbraio 2009
a scapito di coloro che hanno altri diritti, tra i quali quello di potersi istruire!
Postumi s. m. (spec. pl.) ,
2 (estens.) conseguenza, ripercussione di un avvenimento: i postumi della crisi di governo.
Stamattina assemblea sindacale delle maestre alla scuola materna, si entra alle 10:30. Una voce, che non si è qualificata, al citofono della scuola ci avvertiva -la bambina si è accorta del tono un pò seccato- che oggi l’asilo avrebbe aperto alle 10:30 perché c’era un’assemblea sindacale di due ore. Ma non possono proprio farsi l’assemblea al di fuori dell’orario scolastico? Perché è prioritaria l’assemblea sindacale sul diritto a istruirsi e non il contrario?
Asilo: dizione esatta. Come scuola materna, da materna proprio non si comporta…una mamma possiede l’istinto di abnegazione per i propri figli.
Abnegazione ant. annegazione, s. f. totale rinuncia al piacere o all’utile per senso del dovere, per dedizione al bene altrui, per motivi religiosi, ideali o sociali.
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5 in condotta, note sul registro, sospensioni: erronea educazione dei ragazzi
Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 settembre 2008
| » 2008-08-27 14:13 |
| Scuola: Gelmini, dl su condotta |
| Potenziare educazione civica; no a ‘tetto’ stranieri in classe |
| (ANSA) – RIMINI, 27 AGO – Il Consiglio dei ministri esaminera’ domani un decreto sulla introduzione del voto di condotta, annuncia il ministro dell’Istruzione. Il provvedimento, spiega Maria Stella Gelmini, conterra’ anche il potenziamento dell’insegnamento dell’educazione civica. Il ministro dice no a limitare il numero di studenti stranieri per classe richiesto da alcuni esponenti del centrodestra e della Lega: ‘La scuola puo’ e deve essere l’istituzione che piu’ favorisca l’integrazione’. |
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Pubblicato in: Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, Integrazione scolastica, legge 137/2008, Scuola paritaria, Scuola pubblica, Voto in condotta | Contrassegnato da tag: Educazione civica, Integrazione scolastica | Lascia un commento »
Durata degli studi
Pubblicato da lasquola su domenica 31 agosto 2008
| » 2008-08-31 19:11 |
| Lombardi per primi sui banchi |
| Quasi 9 milioni alunni tra statali e private, 600 mila stranieri |
(ANSA) – ROMA, 31 AGO – Prima campanella in Lombardia, che ha anche l’anno scolastico piu’ lungo, l’8 settembre, l’ultima in Sicilia, il 17 settembre. Gli studenti lombardi termineranno le lezioni il 16 giugno contro il 6 giugno di Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna. Saranno quasi 9 milioni gli alunni in Italia, tra cui gli stranieri dovrebbero essere 600 mila. Undici le festivita’ previste nel corso dell’anno scolastico: si comincia con il primo novembre. Maturita’ al via il 25 giugno. |
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Fonte.
| » 2008-08-23 23:01 |
| Gelmini, scuola inizia troppo presto |
| ‘Si puo’ posticipare avvio a dopo la seconda meta’ del mese’ |
| (ANSA)- CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO), 24 AGO -’Iniziare l’anno scolastico l’8 settembre e’ presto’. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. ‘Siamo un paese turistico e settembre – ha detto il ministro chiudendo un dibattito – e’ un bel mese. Si puo’ posticipare dopo la seconda meta’ di settembre’. Per Gelmini non deve esistere contrapposizione tra scuola statale e privata. ‘Ci sono famiglie che non possono permettersi la privata. Per questo lavoriamo per migliorare la pubblica’. |
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Pubblicato in: Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, Integrazione scolastica, legge 137/2008, n. 137, Scuola paritaria, Scuola pubblica, Voto in condotta | Lascia un commento »


(ANSA) – ROMA, 31 AGO – Prima campanella in Lombardia, che ha anche l’anno scolastico piu’ lungo, l’8 settembre, l’ultima in Sicilia, il 17 settembre. Gli studenti lombardi termineranno le lezioni il 16 giugno contro il 6 giugno di Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna. Saranno quasi 9 milioni gli alunni in Italia, tra cui gli stranieri dovrebbero essere 600 mila. Undici le festivita’ previste nel corso dell’anno scolastico: si comincia con il primo novembre. Maturita’ al via il 25 giugno.