La sQuola, con la Q maiuscola

La qualità totale della sCuola si riflette nel domani dei ragazzi

Archivio per la categoria ‘Retribuzione insegnanti’

Da docenti precari a docenti stagionali.

Pubblicato da lasquola su lunedì 24 maggio 2010

Fonte.

Percorso:ANSA.it > Politica > News

Scuola, Pdl: spostare inizio anno a 30 settembre

Presentato ddl al Senato, si tornerebbe agli anni Sessanta

23 maggio, 19:07

Scuola, Pdl propone di spostare inizio anno a 30 settembre


ROMA – Tornare a scuola il 30 settembre, e non più a inizio o metà mese come avviene ora: è questa la proposta contenuta in un disegno di legge del senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) che sicuramente farebbe piacere a studenti e famiglie, ma anche al mondo del turismo che vedrebbe così allungata la stagione estiva.

Un ritorno al passato, come negli anni Sessanta/Settanta, quando la scuola iniziava i Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Biennio 2009/2011, Diritto all'istruzione, docenti precari, Ministero d'Istruzione, MIUR, qualità nella scuola, Retribuzione insegnanti, riforma della scuola, Scuola pubblica, tagli alla scuola | 2 Commenti »

Io, professore fannullone; e tu, Stato?

Pubblicato da lasquola su venerdì 15 gennaio 2010

Chi non si è sentito offeso da una presa di posizione di un collega di lavoro che vi apostrofa ingiustamente? Certamente nessuno,a meno di non aver incontrato quei rarissimi esempi di persone che riconoscono, anche a proprio danno, le proprie manchevolezze. S’intendono quelle volutamente fatte.
Ebbene, grazie al riconoscimento del TAR del Lazio e alla seguente opinione del Consiglio di Stato che Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Biennio 2009/2011, burocrazia scolastica, Costituzione Italiana, docenti precari, Ministero d'Istruzione, MIUR, qualità nella scuola, Retribuzione insegnanti, Scuola pubblica | Lascia un commento »

Il Ministero del Tesoro, o prende in giro o…

Pubblicato da lasquola su venerdì 11 dicembre 2009

è incompetente e menefreghista. Ma non si comporta così uno Stato con un proprio apparato burocratico efficiente!

Si può essere d’accordo con l’invio telematico dei cedolini stipendio, ma, senza dubbio alcuno, non si può essere d’accordo se le deficienze burocratiche insite nei documenti cartacei si trasferiscono immutate Leggi il seguito di questo post »

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Posta elettronica al Ministero d’Istruzione.

Pubblicato da lasquola su venerdì 6 novembre 2009

La casella di posta elettronica per docenti e affini.


Tutti coloro che hanno un rapporto non saltuario o temporaneo con il Ministero d’Istruzione hanno diritto a richiedere un’indirizzo Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: dl 137/2008, Legge 133/2008, Ministero d'Istruzione, Retribuzione insegnanti, tagli alla scuola, Telematica | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento »

Statisticamente si mangia un pollo a testa,

Pubblicato da lasquola su domenica 20 settembre 2009

nella situazione in cui il 50% della popolazione mangia due polli a testa e il rimanente 50% non ne mangia affatto, pur sentendone l’odore.

Il decreto salva-precari ha sentito il bisogno di tutelare una parte della popolazione dei docenti precari, che, per effetto della crisi economica in atto, non riceveranno nessuna proposta di assunzione per l’insegnamento nella scuola pubblica in questo già avviato anno scolastico. La crisi economica non c’entra affatto; in realtà, è la sconclusionata azione del Ministero d’Istruzione, che da un lato Leggi il seguito di questo post »

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Lo svecchiamento della docenza.

Pubblicato da lasquola su giovedì 17 settembre 2009

Il post Scuola: l’inefficienza è ancestrale riportava una notizia Ansa del 5 febbraio 2009. In quell’articolo l’attenzione era incentrata sull’inefficiente modalità di assunzione del personale docente tramite concorso: in pratica, una rivisitazione degli studi conseguiti in università, rivisitazione condotta dal punto di vista della commissione, che produce i quiz (sigh!) da sottomettere ai candidati; quindi, la preparazione richiesta non va oltre le conoscenze che ha la commissione d’esame: è sempre il solito comportamento adottato da quella parte di docenti che pensano:

  • che gli studi finiscano con l’esame di laurea,
  • che il sapere sia contenuto nel libro di testo adottato,
  • che i corsi formativi servano solo a incrementare il punteggio in graduatoria,
  • che siano dispensatori di competenze,
  • che essere messi in discussione significhi fare magre figure piuttosto che un incentivo a farsi autocritica per migliorarsi,
  • che le materie sono fini a se stesse come camere stagne e non volte, al contrario, all’indirizzo fondamentale di quell’istituzione scolastica,
  • che suddividono i voti in frazioni decimali come se fossero così precisi nel discriminare la preparazione degli studenti tra un 6,5 e un 7-, che (ahimè, avallata dal Ministero d’Istruzione) alla fine dell’anno scolastico il voto finale è la media dei voti conseguiti durante l’anno invece di indicare il percorso d’apprendimento,
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USP Ancona: graduatorie esaurite e docenti a casa.

Pubblicato da lasquola su giovedì 12 marzo 2009

Anno scolastico 2008-2009. Graduatorie a esaurimento A034, elettronica.

Il Provveditorato agli Studi non è riuscito a coprire tutte le cattedre disponibili con i docenti inseriti in graduatoria: la gradutoria A034 viene così definita esautira. La conseguenza è che occorrerebbero più docenti di quelli pfresenti nella graduatoria: in teoria, la provincia risulta appetibile per quanti sono in cerca di un posto ove essere chiamati a insegnare è più sicuro.

La realtà è diversa.
Un paio di docenti si sono fatti dei calcoli: ignari della modifica del regolamento per l’accettazione delle supplenze da parte dell’USP, hanno rifiutato una cattedra ognuno nella prima convocazione, con l’intento di aggiudicarsi un paio di cattedre che ancora non erano saltate fuori. Già qui, l’idea di rifiutare il lavoro offerto è da considerarsi pazzia pura.
L’USP indice una seconda convocazione. Erano rimasti tre docenti in graduatoria, più i due scienziati di cui sopra; questi ultimi pensavano di poter rientrare, ma non si erano aggiornati con il nuovo regolamento che predispone la cancellazione dalle chiamate successive dell’USP per coloro che rifiutano nelle chiamate precedenti. Tuttavia, solo un docente riceve una delle due cattedre mentre il secondo è fuori per aver compilato male una piccola sezione della domanda di inclusione nelle graduatorie. L’USP si trova a non poter coprire le cattedre a disposizione, quando in realtà di docenti ne rimangono fuori almeno tre: sono almeno tre, poiché ve ne sono altri nella A034 che però hanno ricevuto la cattedra in fisica…

Il rovescio della medaglia. La cattedra che l’USP non è riuscito a coprire ritorna all’Istituto secondario che ne aveva bisogno: ufficialmente, per tutti coloro che andranno a consultare la situazione della graduatoria A034 della provincia di Ancona risulterà che Ancona ha bisogno di docenti in elettronica.

Per quanto riguarda la realtà, tuttavia, occorre far notare che non esistono cattedre vacanti poiché ritornano in azione quei due docenti che avevano rifiutato le cattedre nella prima convocazione. Quei due saranno contattati dall’Istituto secondario grazie al fatto che la graduatoria di istituto di I fascia è identica a quella a esaurimento: altra idiozia pura.

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Scuola: l’inefficienza è ancestrale.

Pubblicato da lasquola su lunedì 2 marzo 2009

Notizia ANSA.

» 2009-02-05 18:29
Scuola: 13, 7% prof neoassunti over50
Indagine Fondazione Agnelli, gli under 30 sono appena il 2, 5%
Non inseriamo docenti impreparati.

Non bisogna inserire docenti impreparati.

(ANSA) – ROMA, 5 FEB – Tra i 50mila assunti docenti con il piano dell’ex ministro dell’Istruzione Fioroni il 13,7% ha tra 50 e 60 anni. L’eta’ media di ingresso e’ di 41 anni e 2 mesi, ma c’e’ anche un 1,2% di over60 che rischia di andare in pensione subito dopo essere entrato in ruolo. I neoassunti con meno di 30 anni sono appena il 2,5% del totale. La fotografia emerge da un’indagine della Fondazione Agnelli anticipata dall’Espresso.


Forse l’operato della Fondazione Agnelli non ha colpe per la notizia giornalistica apparsa sull’ANSA, ha solo raccolto i dati: ciò che stona è l’interpretazione fatta sui dati stessi.

Innanzitutto, è palese il fine politico, con il piano dell’ex ministro dell’Istruzione Fioroni gettato da chi non ha mai avuto a che fare con il mondo scolastico.

Nota. Chissà a quale docente dà la colpa il giornalista che, avendo superato la scuola dell’obbligo, scrive Tra i 50mila assunti docenti con il piano invece di scrivere Tra i 50mila docenti assunti con il piano… Non si cela nemmeno dietro la licenza poetica

L’età media è sui 41: chi scrive, con la speranza di portare il lettore verso l’indignazione di una scuola vecchia e decrepita, pare non sappia come si passa di ruolo, cioè assunti a tempo indeterminato. C’è una graduatoria che viene scalata in base al tempo di insegnamento, 12 punti per almeno 6 mesi di contratto presso una scuola: è lo scatto di anzianità previsto per tutte le carriere dello Stato; se vieni chiamato dalle scuole scali la graduatoria altrimenti no. Chi viene assunto a tempo indeterminato? Per diritti indiscutibili si scorre la graduatoria iniziando dal primo che ha il maggior punteggio e man mano prendendo quelli che seguono nel numero fino a coprire i posti finanziariamente sostenibili.

L’assurdità è che non vengono assunti a tempo indeterminato anche coloro che ogni anno hanno le supplenze annuali, solo perché non esiste la copertura finanziaria. E da dove verranno i soldi per pagare questi ultimi?

Quindi, precari fino al modico punteggio di 90, 100 e oltre, cioè 100/12=8 anni almeno, nel caso fortuito di lavorare per un anno intero; ma nei primi anni, ipotizzandone 5, si fanno solo piccole supplenze; ci si laurea a 27, se va tutto bene:. I conti tornano: 8 + 27 + 5 = 40!

Vogliamo preparare gli insegnanti? La carriera universitaria da studente poco paga in materia di istruzione a terzi, troppo tecnica. Le SSIS: un paio d’anni sulle discipline pedagogiche/psicologiche e didattiche disciplinari non sono male per introdurre i primi rudimenti su educazione, istruzione e formazione. Oppure è sufficiente indire concorsi, che vertono solo sulla conoscenza tecnica della materia, e sbattere i novellini in classe con la presunzione che è sufficiente inoculare nozioni e verificare le abilità per preparare gli adolescenti?

Iscrizione dei neo laureati nella graduatoria di terza fascia di istituto: quali conoscenze sul clima di classe? Quali conoscenze sull’autonomia scolastica? Quali conoscenze sull’integrazione scolastica? Non sono eloquenti i video su YouTube? Che passino prima da una abilitazione prima di iscriversi nelle supplenze!

Pubblicato in: Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, DPR 233/1998, Graduatorie esaurimento, legge 137/2008, ministero istruzione, qualità nella scuola, Retribuzione insegnanti, Uncategorized | Lascia un commento »

Ola ola per avvalorare l’operato: la nuova figura della professionalità.

Pubblicato da lasquola su lunedì 2 marzo 2009

Fonte.

» 2009-02-23 16:23
Universita’: Gelmini, taglio sprechi
Brunetta, non ci sono stati tagli indiscriminati
(ANSA) – ROMA, 23 FEB – Premiare le universita’ migliori e tagliare gli sprechi: e’ questo quello che vuole fare il Governo, precisa Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione, dopo l’appello di Napolitano da Perugia, sottolinea che ‘le preoccupazioni del Capo dello Stato sono anche le preoccupazioni del Governo’. ‘Non ci sono stati tagli indiscriminati’, replica il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta che aggiunge: ‘per la ricerca, il governo ha un’enorme attenzione’.

e


Fonte.

» 2009-02-24 10:54
Universita’: Bonaiuti, via sprechi
Commento alle dichiarazioni del presidente Napolitano
(ANSA) – ROMA, 24 FEB – ‘Abbiamo cercato di tagliare soltanto gli sprechi’. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Intervistato da Corradino Mineo a ‘Il Caffe” di Rainews 24, Bonaiuti ha commentato le dichiarazioni del presidente Napolitano sul tema.Per Bonaiuti ‘ci sono grandi sprechi, ci sono corsi con piu’ insegnanti che discepoli, tanti corsi di laurea inutili’, ‘dobbiamo tagliare in questa giungla’. ‘Trovo giusta la preoccupazione del presidente della Repubblica’.

Se sprechi è una parola della lingua italiana, allora l’ola ola è ciò che rimane da fare ai ministri della Repubblica italiana.

Pubblicato in: autonomia scolastica, Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, DPR 233/1998, legge 137/2008, n. 137, Retribuzione insegnanti, riforma della scuola, Scuola paritaria, Scuola pubblica, tagli alla scuola, Uncategorized | Lascia un commento »

Rifiutare un lavoro: una pazzia da curare estirpandola.

Pubblicato da lasquola su domenica 21 settembre 2008

Fonte.

» 2008-09-21 11:10
Scuola: a Como 9 maestre in prima
A Marettimo (Trapani) nessun maestro, bimbi in barca a Favignana
Notizia Ansa

Notizia Ansa

(ANSA) – COMO, 21 SET – In una classe di prima elementare di Albate (Como), si alterneranno nove maestre; a Marettimo (Trapani) nessuno ha accettato la cattedra. Il caso di Como e’ stato segnalato al Provveditorato e la preside e’ stata convocata dal provveditore per spiegare l’organizzazione delle lezioni nell’istituto. A Marettino, isola delle Egadi, i genitori protestano perche’ non sono stati trovati due insegnanti disposti ad accettare la cattedra. Domani manderanno i figli a scuola nella vicina Favignana.

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La paura della gavetta è una prerogativa di tutti quando sono alle prese con l’inizio di una attività: sembra, purtroppo, una costante dei giovani dei giorni nostri.
Ho già parlato dei docenti che non vengono impiegati per il lavoro che a loro compete e che il Dirigente Scolastico, invece, non sapendo che cosa altro fare pone con ben 18 ore a disposizione! Perché non 24, allora, preso atto che sono le ore totali previste a contratto? L’utilizzo coscienzioso di personale docente e tecnico migliora la sQuola, certo non toglie la Q maiuscola: perché non ridurre gli studenti per classe e attuare uno dei caposaldi della riforma pensata per rendere pienamente degna l’autonomia scolastica? Come si può pensare di attuare percorsi formativi individuali, tagliati su misura per ogni studente per seguire più da vicino il percorso di apprendimento del singolo inviando circolari – che non avrebbero più senso in senso alla legge sull’autonomia scolastica – che invitano a non sendere al di sotto di venti, ventidue studenti per classe? Potrebbe mai un’insegnante della primaria, che è il fiore all’occhiello in Europa per qualità oggi – fino al 2007 – tenere a bada ben ventotto alunni, pensando nel frattempo a come trasmettere i contenuti scolastici dovuti? E come ne uscirebbe dopo due o tre anni se fosse coinvolta, come mestro unico, anche nel tempo pieno?

Marettimo (TP)
Marettimo (TP)

Ora, accanto alle difficoltà insite nel mestiere di insegnante – mestiere e non missione, se l’obiettivo principale è la riduzione della spesa – si annovera anche quella di rifiutare i posti messi a disposizione dall’USP. Nella notizia Ansa, riportata sopra, la cattedra della scuola primaria di Marettimo, una delle isole Egadi che si trovano proprio di fronte la città di Trapani, rimane vuota: uno dei tanti casi che, purtroppo, succedono nel mondo della sQuola.
Una domanda classica sorge spontanea: forse chi si era iscritto alla graduatoria ad esaurimento della provincia di Trapani non sapeva della presenza di scuole sulle isole Egadi? Al pari di chi manda il proprio curriculum in una della tante aziende per ottenere un posto di lavoro e poi, una volta chiamato, si sente in diritto di rispondere anche <<No, grazie!>>?
Qualche anno addietro esisteva un premio per la sede disagiata: il punteggio doppio per chi si trovava a insegnare nelle comunità montane o simili. E, i docenti più agguerriti che cosa ne hanno fatto: dopo 4 anni avevano otto punti anziché quattro dei docenti che non insegnavano in una sede disagiata, ma erano in città; magari, questi ultimi non erano tra i primi nella graduatoria, ma avevano un posto – che sicuramente avrebbero perduto qualche anno più tardi perché dalle sedi disagiate, risalendo la graduatoria più in fretta, si trovavano nella condizione di poter scegliere per primi…
Esistono tante tipologie di sedi scolastiche nelle comunità montane, più vicine e più lontane: il doppio punteggio non ne faceva distinzione. Si capisce che cosa debba significare prendere il traghetto ogni giorno per andare da Trapani a Marettimo e ritorno; una sbirciatina sul sito UsticaLines e ci si rende conto che:

  • prima partenza ore 9:20 e arrivo, con trasbordo a Favignana, alle 10:30 fino al 30 settembre (con giustifica dei genitori del docente a motivazione del ritardo…);
  • prima partenza ore 12:20 e arrivo, senza trasbordo, alle 13:25, dal 1 ottobre (oops, la campanella è suonata…);
  • ritorno 15:30 con arrivo a Trapani alle 16:20 fino al 30 settembre;
  • ritorno (unica corsa giornaliera!) alle 13:30 (oops, non sarà possibile soffermarsi con gli alunni…) con arrivo a Trapani alle 14:25, dal 1 ottobre.

Tutto per la modica cifra di euro 11 (diconsi undici) a tratta.

Il porto di Marettimo.

Il porto di Marettimo.

Ben diverso, si fa per dire, la situazione con la Siremar:

  • partenza ore 8:15 da Trapani e arrivo alle 9:15, con la solita giustifica giornaliera dai genitori dei docenti;
  • ritorno ore 16:05 con arrivo a Trapani alle 17:20,

alla modica cifra di euro 16,50+1,50 (i diritti portuali, altra bella invenzione di tasse indirette…) a tratta. Un pò di conti per capire che occorrono solo 18*2(a.r.)*6(giorni/settimana)*4(settimane/mese), in bassa stagione (eh sì, perché insegnare dal 1 giugno al 30 settembre significa essere in vacanza!). Solo 864 euro! meglio fare un abbonamento, no?
A proposito, sull’isola di Marettimo c’è solo il paesino Marettimo (700 abitanti) e basta. Tanto vale affittarsi un bilocale arrredato (che non vi daranno, per ovvie ragioni dettate dal turismo, dal 1 guigno al 30 settembre), che va da euro 350, in inverno, a 550, da aprile fino a fine giugno (scappando in luglio e agosto), e rimanere sull’isola nei giorni feriali, per riabbracciare, finalmente, la famiglia il sabato dalle 10:25 e la domenica fino alle 16:15!

Cittadina sul lago di Como, comunità montana Alto Lario

Cittadina sul lago di Como, comunità montana Alto Lario

La comunità montana Alto Lario: certo, se capitasse di andare a Gravedona (quasi 2700 abitanti), anziché a Dosso del Liro, non sarebbe male. Naturalmente, se si abitasse a Como, la difficoltà di raggiungere il paesino rimarrebbe, 55 chilometri da Como o da Lecco per un’ora e mezzo di viaggio, anche con il traghetto da Como a Gravedona. Ma da Trapani a Marettimo non si può andare in automobile!

…il doppio punteggio assomiglia, quindi, all’attuale sostegno, che negli ultimi anno ha avuto un boom di adesioni: perché? perché meno docenti in graduatoria -> più facile entrare a lavorare per un anno intero -> dopo cinque anni si può fare domanda per entrare nelle graduatorie “normali”, avendo anche accumulato più punti di coloro che “normali” si erano dovuti accontentare di supplenze brevi. Ma nel sostegno non aderiscono coloro che si sentono votati a interagire con gli studenti bisognosi di attenzioni particolari? E questa missione sparisce dopo appena cinque anni?

Facile a parlarne, vero? Ma aumentate lo stipendio del 50%, NON IL PUNTEGGIO in graduatoria, a chi va a insegnare in posti disagiati! E si rimborsino le spese di alloggio e di viaggio!
L’insegnare/l’educare/il formare rimangono inalterati – guai se non fosse così – nella sede a 10 metri da casa così come nella sede a 2 ore da casa: il punteggio deve rimanere uguale; il disagio è solo nella logistica: indi, vanno dati incentivi puramente economici.

A Marettimo peccato che la scuola finisce ai primi di giugno; perché è proprio l’estate il tempo migliore che l’insegnante non riesce a sfruttare.

Il nesso con l’uso delle nuove tecnologie per la didattica c’è: la metarmorfosi delle finalità pensate in origine modifica, abbassandone il senso dovuto, le nuove tecnologie per la didattica in le nuove tecnologie della didattica, assicurando un fardello ancora più pesante agli studenti, che, invece di essere seguiti, si trovano a seguire. Lo sforzo del docente si tramuta, improvvisamente, in una facilitazione del proprio modo di presentarsi agli studenti.
Alla base del rifiuto delle cattedre, o spezzoni di queste, vi sono anche altri calcoli da parte dei docenti, sempre più interessati a sorpassarsi in graduatoria o a prendere i posti reputati migliori. Il fax spedito all’attenzione del Ministro dell’Istruzione chiarisce meglio la situazione di chi, sulla base di calcoli senza l’oste e ignaro delle ultime modifiche, introdotte per far fronte al dilagare di rifiuti alle cattedre proposte dall’USP o dai dirigenti scolastici, ptretende di accaparrarsi una cattedra intera al posto di spezzoni di cattedre a 10 o 14 ore.

La pazzia di rifiutare dei posti di lavoro, assodata la più totale trasparenza della effettiva disponibilità dei posti vacanti – da cui si è lontani e la cui assenza genera, a sua volta, l’assegnazione poco ortodossa nel rispetto della graduatoria – va estirpata, congelando la chiamata dalle G.E. e dalle G.I. per alameno un paio di slot del riaggiornamento delle graduatorie.
Esempio: il rifiuto alla chiamata dell’a.s. 2008/2009 rimette in gioco a partire dall’a.s. 2010/2011; il rifiuto alla chiamata del 2007/2008 sempre dall’a.s. 2010/2011.

Pubblicato in: Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, Graduatorie esaurimento, legge 137/2008, Retribuzione insegnanti, Rifiutare lavoro, Scuola pubblica, Sedi scolastiche disagiate | Lascia un commento »

Quando il lavoro non ti rende ‘non ricattabile’…

Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 settembre 2008

Tra le molte incertezze di questo nuovo anno scolastico, 2008/2008, per le medie superiori vi è il dimezzamento dei posti disponibili assegnabili dai vari USP, più o meno in tutta Italia. L’aumento demografico degli studenti che sfiora nel Centro-Italia il 10% almeno, che sono i dati comunicati dal Ministero d’Istruzione (letto tutto d’un fiato rende bene l’idea, ndr) non è servito a niente, se dall’altro lato si opera con l’aumento del numero di studenti per classe.
Quest’ultima trovata non fa altro che scadere la qualità dell’insegnamento, non importa che cosa abbiano ribadito e continuino ad affermare valenti studiosi di pedagogia e psicologia a proposito di didattica; non importa che cosa si sia detto in fatto di percorsi individuali, come sancito dalla legislazione in materia di autonomia scolastica, o rispettosi dei metodi di apprendimento di ogni singolo studente.
Ritorniamo al numero di posti e al mancato ruolo per tutti quei 65000 insegnanti previsti dai decreti dell’anno precedente: ebbene, sotto l’assillante campagna pubblicitaria per le scuole private, che si dice non siano messe sullo stesso piano di quella pubblica, tra l’altro sancita dalla Costituzione, non tutti sanno che cosa accade se un insegnante includesse anche le paritarie tra le sue preferenze.
Paritaria forse perché gli studenti hanno un diploma equivalente a quello della scuola pubblica.
Paritaria, forse perché agli insegnanti viene riconosciuta l’attività dell’insegnamento con l’attribuzione dello stesso punteggio per la graduatoria al pari di quella pubblica.
Paritaria, forse perché anche i loro edifici sono squallidi, in pratica non costruzioni ad hoc per gli studenti, bensì appartamenti di condomini riadattati a scuola: tanto che cosa serve, un banco per ognuno, una singola cattedra e relativa sedia e una lavagna (tralasciamo sussidi audiovisivi, come proiettore di diapositive, che tra l’altro eviterebbe tanto uso di carta stampata per dare lezioni e dispense agli studenti, o di video-cassette o altri supporti multimediali, senza parlare di ipermedialità per carità).
Non paritaria nelle retribuzioni. <<Le 15000 lire di un tempo>>, mi è stato detto, <<così sai in anticipo che cosa ti aspetta quando ti chiameremo per ricoprire le ore di cui abbiamo bisogno>>. Una cattedra di 18 ore, cioè completa, verrebbe pagata sui 560 euro mensili (mi pare che abbia detto 15000 lire nette), a fronte dei 1250 di quella pubblica, che mi pare di ricordare definiti dal Ministero assolutamente insufficienti e come media europea (noi ben 40% in meno) e per invogliare il corpo insegnante a dare il meglio di se stesso. Il compenso, quindi, pari alla pensione minima sociale, portata qualche tempo fa, a detta della tv, all’equivalente di un milione di lire mensili, cifra riconosciuta come minima per poter vivere degnamente (non come i ceti più abbienti interpretano la parola degnamente, con vacanze estive, televisione lcd, ipod, appartamento da trilocale in su, e via di questo passo).
Pare che gli intoccabili per antonomasia siano gli operai, grazie alle rivendicazioni sindacali.
Pare che gli intoccabili siano i padroni, i dirigenti di ogni ordine e grado.
Pare, insomma, che gli intoccabili debbano avere una sedia o poltrona adeguate.
Gli insegnanti delle scuole medie superiori, invece, devono sottostare a questa offerta di lavoro che viene dal paritario: 560 euro mensili per 18 ore alla settimana!

Si possono fare contratti a circa 8 (diconsi otto) euro l’ora?

Mai nessuno ha pensato che non sono solo gli insegnanti giovani a dover fare i conti con questa realtà?

E la normativa dov’è? Qualcuno lo sa?

Se questo è il livello retributivo della scuola paritaria, il Ministero d’Istruzione non farebbe meglio a definire i punti qualificanti che la rendano paritaria con la scuola pubblica, così da scartare quelle scuole che non possono, per svariati motivi, concorrere a diventare Scuole con la S maiuscola?

E, inoltre, queste paritarie non vogliono che gli insegnanti li lascino in punto in bianco per una supplenza nella scuola pubblica; della serie, per un pezzo di pane in più il prossimo anno non ti azzardare a ripresentarti.

Ed ecco la notizia. Si parla di scuola pubblica:
Fonte.

» 2008-09-08 19:28
Prof italiani, busta paga leggera
Indagine Uil, docenti in ultime file Ocse e per tenore vita
Notizia Ansa

Notizia Ansa

(ANSA) – ROMA, 8 SET – Buste-paga leggerissime per gli insegnanti italiani, sia rispetto alle medie Ocse e Ue, ma anche in confronto agli altri pubblici dipendenti. E’ quanto emerge da un’indagine presentata dalla Uil scuola alla Conferenza organizzativa nazionale. Dal confronto con gli stipendi degli altri pubblici dipendenti, elaborato sui dati 2008 della ragioneria generale dello Stato, si evince che se la magistratura conquista il top della classifica con 114.646 euro annui, la scuola e’ terz’ultima a 27.285 euro.

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figuriamoci, come detto sopra, di quella paritaria laica (nei commenti a questo post, la paritaria cattolica sta giustamente meglio).

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Si parla sempre più di scuola privata.

Pubblicato da lasquola su martedì 2 settembre 2008

Fonte.

» 2008-09-01 11:26
Lavoro: retribuzioni luglio +4, 3%
Istat, aumento dovuto a rinnovi contratti e incrementi tabellari
Notizia Ansa

Notizia Ansa

(ANSA) – ROMA,1 SET – Le retribuzioni contrattuali orarie a luglio sono aumentate dello 0,7% su giugno e del 4,3% su luglio 2007, incremento maggiore da ottobre ’97. L’Istat precisa che l’incremento e’ dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali di pelli e cuoio, calzature, gomma e plastiche, ceramica, commercio, scuola privata laica, banche centrali. Sono stati inoltre registrate le prime rate di incrementi tabellari per gli accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento rifiuti municipalizzati.

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Si dice scuola privata laica, poiché è meglio tacere su quella pubblica, sancita nella Costituzione, per la quale i tagli, per il contenimento della spesa pubblica, non prevedono più le 65000 assunzioni, previste nel precedente governo, ma solo 25000 e un numero di cattedre da ricoprire in numero del 50% in meno di quelle disponibili l’anno scorso.

In effetti, è arrivato un ulteriore assetto, grazie al decreto

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