Fonte.
| » 2008-09-21 11:10 |
| Scuola: a Como 9 maestre in prima |
| A Marettimo (Trapani) nessun maestro, bimbi in barca a Favignana |
 Notizia Ansa
(ANSA) – COMO, 21 SET – In una classe di prima elementare di Albate (Como), si alterneranno nove maestre; a Marettimo (Trapani) nessuno ha accettato la cattedra. Il caso di Como e’ stato segnalato al Provveditorato e la preside e’ stata convocata dal provveditore per spiegare l’organizzazione delle lezioni nell’istituto. A Marettino, isola delle Egadi, i genitori protestano perche’ non sono stati trovati due insegnanti disposti ad accettare la cattedra. Domani manderanno i figli a scuola nella vicina Favignana. |
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La paura della gavetta è una prerogativa di tutti quando sono alle prese con l’inizio di una attività: sembra, purtroppo, una costante dei giovani dei giorni nostri.
Ho già parlato dei docenti che non vengono impiegati per il lavoro che a loro compete e che il Dirigente Scolastico, invece, non sapendo che cosa altro fare pone con ben 18 ore a disposizione! Perché non 24, allora, preso atto che sono le ore totali previste a contratto? L’utilizzo coscienzioso di personale docente e tecnico migliora la sQuola, certo non toglie la Q maiuscola: perché non ridurre gli studenti per classe e attuare uno dei caposaldi della riforma pensata per rendere pienamente degna l’autonomia scolastica? Come si può pensare di attuare percorsi formativi individuali, tagliati su misura per ogni studente per seguire più da vicino il percorso di apprendimento del singolo inviando circolari – che non avrebbero più senso in senso alla legge sull’autonomia scolastica – che invitano a non sendere al di sotto di venti, ventidue studenti per classe? Potrebbe mai un’insegnante della primaria, che è il fiore all’occhiello in Europa per qualità oggi – fino al 2007 – tenere a bada ben ventotto alunni, pensando nel frattempo a come trasmettere i contenuti scolastici dovuti? E come ne uscirebbe dopo due o tre anni se fosse coinvolta, come mestro unico, anche nel tempo pieno?

Ora, accanto alle difficoltà insite nel mestiere di insegnante – mestiere e non missione, se l’obiettivo principale è la riduzione della spesa – si annovera anche quella di rifiutare i posti messi a disposizione dall’USP. Nella notizia Ansa, riportata sopra, la cattedra della scuola primaria di Marettimo, una delle isole Egadi che si trovano proprio di fronte la città di Trapani, rimane vuota: uno dei tanti casi che, purtroppo, succedono nel mondo della sQuola.
Una domanda classica sorge spontanea: forse chi si era iscritto alla graduatoria ad esaurimento della provincia di Trapani non sapeva della presenza di scuole sulle isole Egadi? Al pari di chi manda il proprio curriculum in una della tante aziende per ottenere un posto di lavoro e poi, una volta chiamato, si sente in diritto di rispondere anche <<No, grazie!>>?
Qualche anno addietro esisteva un premio per la sede disagiata: il punteggio doppio per chi si trovava a insegnare nelle comunità montane o simili. E, i docenti più agguerriti che cosa ne hanno fatto: dopo 4 anni avevano otto punti anziché quattro dei docenti che non insegnavano in una sede disagiata, ma erano in città; magari, questi ultimi non erano tra i primi nella graduatoria, ma avevano un posto – che sicuramente avrebbero perduto qualche anno più tardi perché dalle sedi disagiate, risalendo la graduatoria più in fretta, si trovavano nella condizione di poter scegliere per primi…
Esistono tante tipologie di sedi scolastiche nelle comunità montane, più vicine e più lontane: il doppio punteggio non ne faceva distinzione. Si capisce che cosa debba significare prendere il traghetto ogni giorno per andare da Trapani a Marettimo e ritorno; una sbirciatina sul sito UsticaLines e ci si rende conto che:
- prima partenza ore 9:20 e arrivo, con trasbordo a Favignana, alle 10:30 fino al 30 settembre (con giustifica dei genitori del docente a motivazione del ritardo…);
- prima partenza ore 12:20 e arrivo, senza trasbordo, alle 13:25, dal 1 ottobre (oops, la campanella è suonata…);
- ritorno 15:30 con arrivo a Trapani alle 16:20 fino al 30 settembre;
- ritorno (unica corsa giornaliera!) alle 13:30 (oops, non sarà possibile soffermarsi con gli alunni…) con arrivo a Trapani alle 14:25, dal 1 ottobre.
Tutto per la modica cifra di euro 11 (diconsi undici) a tratta.

Il porto di Marettimo.
Ben diverso, si fa per dire, la situazione con la Siremar:
- partenza ore 8:15 da Trapani e arrivo alle 9:15, con la solita giustifica giornaliera dai genitori dei docenti;
- ritorno ore 16:05 con arrivo a Trapani alle 17:20,
alla modica cifra di euro 16,50+1,50 (i diritti portuali, altra bella invenzione di tasse indirette…) a tratta. Un pò di conti per capire che occorrono solo 18*2(a.r.)*6(giorni/settimana)*4(settimane/mese), in bassa stagione (eh sì, perché insegnare dal 1 giugno al 30 settembre significa essere in vacanza!). Solo 864 euro! meglio fare un abbonamento, no?
A proposito, sull’isola di Marettimo c’è solo il paesino Marettimo (700 abitanti) e basta. Tanto vale affittarsi un bilocale arrredato (che non vi daranno, per ovvie ragioni dettate dal turismo, dal 1 guigno al 30 settembre), che va da euro 350, in inverno, a 550, da aprile fino a fine giugno (scappando in luglio e agosto), e rimanere sull’isola nei giorni feriali, per riabbracciare, finalmente, la famiglia il sabato dalle 10:25 e la domenica fino alle 16:15!

Cittadina sul lago di Como, comunità montana Alto Lario
La comunità montana Alto Lario: certo, se capitasse di andare a Gravedona (quasi 2700 abitanti), anziché a Dosso del Liro, non sarebbe male. Naturalmente, se si abitasse a Como, la difficoltà di raggiungere il paesino rimarrebbe, 55 chilometri da Como o da Lecco per un’ora e mezzo di viaggio, anche con il traghetto da Como a Gravedona. Ma da Trapani a Marettimo non si può andare in automobile!
…il doppio punteggio assomiglia, quindi, all’attuale sostegno, che negli ultimi anno ha avuto un boom di adesioni: perché? perché meno docenti in graduatoria -> più facile entrare a lavorare per un anno intero -> dopo cinque anni si può fare domanda per entrare nelle graduatorie “normali”, avendo anche accumulato più punti di coloro che “normali” si erano dovuti accontentare di supplenze brevi. Ma nel sostegno non aderiscono coloro che si sentono votati a interagire con gli studenti bisognosi di attenzioni particolari? E questa missione sparisce dopo appena cinque anni?
Facile a parlarne, vero? Ma aumentate lo stipendio del 50%, NON IL PUNTEGGIO in graduatoria, a chi va a insegnare in posti disagiati! E si rimborsino le spese di alloggio e di viaggio!
L’insegnare/l’educare/il formare rimangono inalterati – guai se non fosse così – nella sede a 10 metri da casa così come nella sede a 2 ore da casa: il punteggio deve rimanere uguale; il disagio è solo nella logistica: indi, vanno dati incentivi puramente economici.
A Marettimo peccato che la scuola finisce ai primi di giugno; perché è proprio l’estate il tempo migliore che l’insegnante non riesce a sfruttare.
Il nesso con l’uso delle nuove tecnologie per la didattica c’è: la metarmorfosi delle finalità pensate in origine modifica, abbassandone il senso dovuto, le nuove tecnologie per la didattica in le nuove tecnologie della didattica, assicurando un fardello ancora più pesante agli studenti, che, invece di essere seguiti, si trovano a seguire. Lo sforzo del docente si tramuta, improvvisamente, in una facilitazione del proprio modo di presentarsi agli studenti.
Alla base del rifiuto delle cattedre, o spezzoni di queste, vi sono anche altri calcoli da parte dei docenti, sempre più interessati a sorpassarsi in graduatoria o a prendere i posti reputati migliori. Il fax spedito all’attenzione del Ministro dell’Istruzione chiarisce meglio la situazione di chi, sulla base di calcoli senza l’oste e ignaro delle ultime modifiche, introdotte per far fronte al dilagare di rifiuti alle cattedre proposte dall’USP o dai dirigenti scolastici, ptretende di accaparrarsi una cattedra intera al posto di spezzoni di cattedre a 10 o 14 ore.
La pazzia di rifiutare dei posti di lavoro, assodata la più totale trasparenza della effettiva disponibilità dei posti vacanti – da cui si è lontani e la cui assenza genera, a sua volta, l’assegnazione poco ortodossa nel rispetto della graduatoria – va estirpata, congelando la chiamata dalle G.E. e dalle G.I. per alameno un paio di slot del riaggiornamento delle graduatorie.
Esempio: il rifiuto alla chiamata dell’a.s. 2008/2009 rimette in gioco a partire dall’a.s. 2010/2011; il rifiuto alla chiamata del 2007/2008 sempre dall’a.s. 2010/2011.