Archivio per la categoria ‘riforma della scuola’
Il mercato delle cattedre scolastiche.
Pubblicato da lasquola su martedì 29 marzo 2011
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Libri di testo in adozione, MIUR e TAR.
Pubblicato da lasquola su martedì 29 marzo 2011
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INVALSI, darwinismo sociale?
Pubblicato da lasquola su domenica 31 ottobre 2010
Chi non si ricorda delle nuovissime prove INVALSI agli esami di licenza media? Ooops, Esami di Stato del Primo Ciclo.
Quale padre o madre con un figlio in terza media non ha partecipato con patema a questa innovazione?
Un notevole sforzo pubblicitario è stato dato a questo nuovo modo di valutare gli studenti di terza media; già, pubblicitario, perché si crede che Leggi il seguito di questo post »
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Scanditi dalla lentezza MIUR.
Pubblicato da lasquola su martedì 31 agosto 2010
Che l’autonomia scolastica sia una chimera è assodato. Che non sia mai partita pienamente è stato un successo per la sCuola, assodata l’inadeguatezza dei dirigenti scolastici -rimasti sempre Presidi nelle loro funzioni per scarsa organizzazione della didattica globale di un istituto scolastico e incapacità manageriale nella gestione delle quattro mura- e l’intromissione da parte dei politici di turno a paciugare qui e là il testo della legge sull’autonomia scolastica, come la paventata assunzione di docenti da parte Leggi il seguito di questo post »
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Esami a quiz e vite che si spengono.
Pubblicato da lasquola su martedì 17 agosto 2010
Dopo un anno scolastico con sole undici ore settimanali non si pensava affatto che si potesse essere chiamati come Commissario esterno negli esami di maturità, anche perché il conferimento si riferiva a una graduatoria di coda; la domanda -obbligatoria secondo la circolare ministeriale e il contratto di assunzione del personale docente bene in linea con le più elementari norme esistenti sui contratto del lavoro e normative associate, ma che reca sulla pagina iniziale del rapporto stampato a computer (già, l’informatizzazione della PA = immissione a mano dei dati trascritti dal personale su supporto cartace0) la frase «Ci congratuliamo per avere aderito…»- Leggi il seguito di questo post »
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Quale linguaggio per comunicare e capirsi.
Pubblicato da lasquola su mercoledì 4 agosto 2010
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Articolo in via di definizione.
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sQuola, organizzazione in primis.
Pubblicato da lasquola su giovedì 22 luglio 2010
La legge sull’autonomia scolastica è in effetti una legge per la carcerazione preventiva del personale scolastico, didattica compresa.
autonomia s. f.
1 il governarsi da sé, sulla base di leggi proprie, liberamente sancite | (dir.) facoltà di autogoverno riconosciuta dallo stato agli enti amministrativi territoriali (regioni, province, comuni) in materie di interesse specifico delle comunità amministrate
2 indipendenza, libertà di pensare, d’agire
Gli istituti scolastici diventarono enti amministrativi territoriali, in materia di interesse d’istruzione, di Leggi il seguito di questo post »
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La lingua italiana, un’optional.
Pubblicato da lasquola su mercoledì 21 luglio 2010
Il blog di Focus – scoprire e capire il mondo (online)
È nato prima l’uovo o la gallina? Cosa dice la scienza…
mer lug 21 09:05
L’annosa questione su chi sia nato prima tra l’uovo e la gallina ha finalmente una risposta: l’ha trovata un gruppo di scienziati inglesi nel corso di una ricerca sui processi che portano alla cristallizazione del carbonato di calcio e alla formazione della parte rigida del guscio delle uova. Colin Freeman e i suoi colleghi delle Univesità di Warwick e Sheffield hanno scoperto che la proteina ovocledidina17 (OC-17) presente nelle ovaie delle galline è responsabile della trasformazione del carbonato di calcio in cristalli di calcite, la sostanza che compone la parte più dura del guscio.
Non solo, hanno anche scoperto che in assenza di questa proteina il guscio delle uova non si indurisce e quindi non può ospitare il pulcino.
Secondo gli scienziati di Sua Maestà, la gallina, o almeno questa sua proteina, sarebbe quindi nata prima Leggi il seguito di questo post »
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Poca istruzione, bassa cultura e…
Pubblicato da lasquola su sabato 10 luglio 2010
E’ inutile richiamarsi ad abilità e competenze se sono assenti le conoscenze, la materia prima risultato, secondo Siemens, della trasformazione di informazione attraverso una qualche forma di interazione umana atta a fornire un qualche significato. Senza le conoscenze, che agli studenti piace confondere con il termine “nozionismo”, ne derivano pensamenti, riforme, proposte, sperimentazioni “a capocchia”, messe in essere senza un filo logico. Un filo logico che non viene riannodato a ogni cambio di guardia dell’indirizzo politico governativo, bensì sapientemente spezzato per ripartire a “tabula rasa“.
Fonte.
…omissis… si pone l’accento in primo luogo sul periodo di tirocinio, che è stato potenziato nonostante la diminuzione di un anno del percorso; in secondo luogo, osserva che si evitano le ripetizioni delle Leggi il seguito di questo post »
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Il 4 che diventa 6.
Pubblicato da lasquola su martedì 22 giugno 2010
Poche considerazioni lampo.
Il voto di condotta, per nuovo regolamento, che deve rispecchiare l’andamento dei voti finali degli scrutini. Avrà un senso valutare nel tempo i ragazzi nello studio se i regolamenti sulla valutazione delle loro prestazioni cambiano ogni anno?
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Stop al valore legale del diploma e…
Pubblicato da lasquola su venerdì 28 maggio 2010
MATURITA’ / Il 60% degli studenti a rischio, alla fine potrebbero non farcela in 137mila
Ieri – 16.29
Niente maturità per chi non ha sei in tutte le materie. Il nuovo Regolamento per la valutazione varato lo scorso anno potrebbe portare a non ammettere agli esami il 60% dei candidati. E anche nell’ipotesi che uno studente su due con un’insufficienza riesca a recuperare, sarebbe una strage epocale, in grado di falcidiare 137mila ragazzi.
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Da docenti precari a docenti stagionali.
Pubblicato da lasquola su lunedì 24 maggio 2010
Scuola, Pdl: spostare inizio anno a 30 settembre
Presentato ddl al Senato, si tornerebbe agli anni Sessanta23 maggio, 19:07
ROMA – Tornare a scuola il 30 settembre, e non più a inizio o metà mese come avviene ora: è questa la proposta contenuta in un disegno di legge del senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) che sicuramente farebbe piacere a studenti e famiglie, ma anche al mondo del turismo che vedrebbe così allungata la stagione estiva.
Un ritorno al passato, come negli anni Sessanta/Settanta, quando la scuola iniziava i Leggi il seguito di questo post »
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Riforma della squola: la confusione non viene solo dal MIUR.
Pubblicato da lasquola su giovedì 22 aprile 2010
Un breve sguardo a due articoli. Ecco il primo.
Fonte.
17 ottobre 2009
RIFORMA GELMINI DELLA SECONDARIA: TUTTO FERMO
…omissis…
In prima pagina nel numero di ieri Leggi il seguito di questo post »
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In aumento i 5 in condotta: ma quale linea dura!
Pubblicato da lasquola su domenica 28 febbraio 2010
Fonte.
Prosegue la “linea rigorosa” promossa dal dicastero già da tempo
Scuola, la linea dura è confermata: a metà anno pioggia di cinque in condotta.
ultimo aggiornamento: 28 febbraio, ore 14:39
Roma – (Adnkronos) – Il Miur diffonde i dati del primo quadrimestre: le insufficienze in condotta passano da 52.344 a 63.525. Aumentano i voti negativi nelle altre materie. Gelmini: “L’insufficienza non fa mai piacere ma serve serietà”.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) – Pioggia di 5 in condotta per gli studenti italiani negli scrutini di metà anno. Secondo i primi dati del ministero dell’Istruzione, infatti, sono ben 63.525 le insufficienze in condotta, contro le 52.344 dello scorso anno, mentre aumentano anche i voti negativi nelle altre Leggi il seguito di questo post »
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Gli studi non finiscono con l’esame di laurea.
Pubblicato da lasquola su martedì 2 febbraio 2010
Che gli studi finiscano con l’esame di laurea è un sogno di tutti; pochi, ma veramente pochi, pensano che l’esame di laurea dovrebbe costituire l’inizio di un nuovo percorso.
A intralciare l’evoluzione positiva di questo nuovo percorso professionale ci pensano coloro che siedono, chissà per quale Leggi il seguito di questo post »
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Pioggia di punti, docenti scalda cattedra: è questa la scuola del merito?
Pubblicato da lasquola su domenica 27 settembre 2009
Pioggia di punti, anche senza aver prestato servizio o, peggio, a fronte di un rifiuto a proposte di assunzione. Punti che si ricevono a fronte del servizio in una classe di concorso ma vengono dirottati, per legge (?!), in altra classe di concorso ove non si è mai insegnato.
Docenti scalda cattedra, che rifiutano cattedre lontane, pur avendole indicate nelle tre ulteriori provincie, e spezzoni d’orario, accontentandosi dell’assegno di disoccupazione.
Bieco assistenzialismo, che sperpera i soldi dello Stato regalando soldi a destra e a manca senza richiedere prestazioni di lavoro da insegnante. Più docenti ci sono al servizio dei ragazzi più la scuola sarà di qualità.
E’ questa la scuola del merito? No, ma almeno si tengono buoni tutti quei docenti precari che pensano solo a raccogliere punti per raggiungere l’agognata cattedra; quei docenti che vedono nella pioggia di punti la manna caduta dal cielo; quei docenti precari che salgono sui tetti con la scusa di reclamare un posto di lavoro degno nella sCuola, ma pronti ad assoggettarsi davanti a regalìe varie.
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Statisticamente si mangia un pollo a testa,
Pubblicato da lasquola su domenica 20 settembre 2009
nella situazione in cui il 50% della popolazione mangia due polli a testa e il rimanente 50% non ne mangia affatto, pur sentendone l’odore.
Il decreto salva-precari ha sentito il bisogno di tutelare una parte della popolazione dei docenti precari, che, per effetto della crisi economica in atto, non riceveranno nessuna proposta di assunzione per l’insegnamento nella scuola pubblica in questo già avviato anno scolastico. La crisi economica non c’entra affatto; in realtà, è la sconclusionata azione del Ministero d’Istruzione, che da un lato Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Biennio 2009/2011, docenti precari, Graduatorie personale docente, Legge 133/2008, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, Retribuzione insegnanti, riforma della scuola, Scuola pubblica, supplenze, tagli alla scuola | Contrassegnato da tag: Assistenzialismo, decreto salva-precari | Lascia un commento »
Più educazione civica, più lingue straniere…
Pubblicato da lasquola su martedì 15 settembre 2009
…includendovi, tra le straniere, anche lo studio della lingua italiana, di modo che le generazioni future evitino di scrivere maestro unico prevalente.
Questo accrocchio di tre parole è sintatticamente corretto, un sostantivo sorretto da uno o più aggettivi; è come vedrebbe l’articolazione delle parole un elaboratore elettronico preoccupato più di pronunciare bene le parole che del loro significato.
L’essere umano non può prescindere dal significato delle parole, dal significato di un insieme di parole unite correttamente dal punto di vista sintattico: l’essere umano comunica, deve prestare molta attenzione all’aspetto semantico, perché dall’altro capo del filo comunicativo c’è almeno un altro essere umano che, per capire, dovrà necessariamente attribuire il significato corretto a quanto ha ricevuto, significato che ambedue gli interlocutori avranno stabilito di comune accordo.
Lo scritto porta in sè una facilitazione nella comunicazione, non esistono eventi extralinguistici. Tuttavia, è presente l’interpretazione, Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Biennio 2009/2011, burocrazia scolastica, Informatizzazione, Legge 133/2008, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica, tagli alla scuola | Contrassegnato da tag: insegnante unico, legge 169/2008, maestro unico prevalente, tempo pieno | Lascia un commento »
Quale altra verità si cela dietro il tetto del 30%?
Pubblicato da lasquola su lunedì 14 settembre 2009
| » 2009-09-14 12:42 |
| Scuola: tetto 30% per stranieri |
| Ministro su proteste, minoranza confonde scuola con agone polito |
| (ANSA) – ROMA, 14 SET – Il ministero dell’Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in classe. Lo ha confermato il ministro Gelmini. ”Accade in alcune classi che la presenza degli immigrati sfiori il 100% – ha detto – non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione”. Sulle proteste di questi giorni ha commentato: ‘Una minoranza confonde la scuola con l’agone politico. Stigmatizzo chi piega la scuola agli interessi di parte’. |
Dopo gli aspetti tecnici che hanno portato alla bella pensata delle tre ulteriori provincie, c’è un ampio margine per rabbrividire al solo pensiero di come il Ministero d’Istruzione metterà le mani sugli aspetti psico-pedagogici dell’integrazione; dopo il nulla di fatto Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: A034, autonomia scolastica, Diritto all'istruzione, Integrazione scolastica, Ministero d'Istruzione, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola pubblica | Lascia un commento »
Scuole di montagna, l’apprendimento non ci guadagna.
Pubblicato da lasquola su mercoledì 22 luglio 2009
A disquisire sull’attribuzione del punteggio scalda-cattedra, a mò di quello scalda-banco che si dice allo studente che non studia, per la stesura delle graduatorie GE e GI ci pensa ancora una volta la cattiva gestione da parte del MIUR del personale docente precario, cattiva gestione che facilita ricorsi su ricorsi e l’instabilità di parte del personale docente, quel personale docente che pensa poco a continuare a formarsi/aggiornarsi, dopo l’esperienza universitaria e le varie abilitazioni che servono (sigh!) per insegnare, mentre è dedito ad accumulare punti, checché succeda all’apprendimento degli studenti.
Nella legge 4 giugno 2004, n. 143 si ponga attenzione alla frase riportata in colore verde.
Legge 4 giugno 2004, n. 143
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, recante disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2004Legge di conversione Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione
Legge di conversione
Art. 1. 1. Il decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, recante disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2004-2005, Leggi il seguito di questo post »Pubblicato in: assegnazione provvisoria, Biennio 2009/2011, docenti precari, domanda di assegnazione provvisoria, graduatorie d'istituto I fascia, graduatorie d'istituto III fascia, Graduatorie esaurimento, Graduatorie personale docente, legge 137/2008, legge 143/2004, Ministero d'Istruzione, ministero istruzione, MIUR, riforma della scuola, Scuola pubblica, sedi disagiate, Sedi scolastiche disagiate, supplenze | 2 Commenti »
E il regolamento delle supplenze?
Pubblicato da lasquola su venerdì 5 giugno 2009
Modelli A/1, A/2, modello B via web, aggiornamento graduatorie e scelta “virtuale” della provincia,…sembra tutto in ritardo e fatto all’ultimo momento.
Nessuno è interessato a conoscere il regolamento delle supplenze?
Ma come si fa a firmare un contratto, quello di compilare le domande di aggiornamento/inclusione nelle GE e GI, senza conoscere prima le regole di come si dovrà lavorare? Viene chiesto di aggiornare la domanda nelle graduatorie a esaurimento, poi di comunicare le sedi delle scuole ove si vogliono fare le supplenze, senza conoscere quale sarà il regolamento per le supplenze…tutto rigorosamente al buio!
Ciò fa intendere in quale considerazione viene tenuta l’istruzione.
Ecco a che cosa porta prendere decisioni all’ultimo momento: dopo aver emanato un decreto che aggiunge ben tre provincie di Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato in: Biennio 2009/2011, docenti precari, graduatorie d'istituto I fascia, graduatorie d'istituto III fascia, Graduatorie esaurimento, Graduatorie personale docente, Ministero d'Istruzione, ministero istruzione, MIUR, riforma della scuola, Scuola pubblica, supplenze | 2 Commenti »
D.M. 42/2009 8 aprile 2009 n.42
Pubblicato da lasquola su domenica 19 aprile 2009
GRADUATORIE AD ESAURIMENTO DOCENTI: ANTICIPATA LA PUBBLICAZIONE. SCADENZA DOMANDE 11 MAGGIO 2009
Malgrado quanto era stato annunciato nell`ultimo incontro, il Ministero ha deciso di non rispettare il calendario previsto e di procedere alla pubblicazione del Decreto per l`aggiornamento/integrazione delle graduatorie ad esaurimento già da domani 10 aprile 2009.
La scadenza per la presentazione delle domande è quindi fissata per il giorno 11 maggio 2009 (essendo il 10 domenica).
Norme sempre più intricate. Bloccati i trasferimenti. I docenti potranno dare l’opzione per tre nuove province, dove però si ritroveranno in coda. I neo-abilitati entrano invece “a pettine”. E per i precari storici possibile l`inclusione fino a cinque graduatorie diverse.
Il testo non contiene particolari novità rispetto alla linea assunta dal Miur nelle ultime settimane: non tenendo conto del parere del Consiglio di Stato, che di recente aveva confermato la linea dei giudici del Tar del Lazio, cui si erano rivolti Anp e Anief, da quest’anno i precari che si sposteranno di provincia finiranno in coda alla terza fascia. Questo perché, confermando un’indicazione contenuta nel regolamento del 2007, da quest’anno verrà meno la possibilità di spostarsi mantenendo la posizione originaria: il mancato inserimento “a pettine” intende chiaramente scoraggiare gli spostamenti dei docenti da una provincia con pochi posti vacanti per una più ricca di cattedre libere.
Chi invece opterà per una nuova provincia, anzi se ne potranno inserire ben tre oltre la propria, lo dovrà fare con la consapevolezza di essere assunto quasi sicuramente a termine: difficile, infatti, se si escludono classi di concorso esaurite e dove contemporaneamente vi sia disponibilità di posti, che l’inclusione in coda possa lasciare aperte delle chance di immissioni in ruolo. I precari, inoltre, non potranno spostare in un’altra graduatoria i 24 punti già attribuiti, relativi all’abilitazione conseguita con le Ssis.
Tutti i “vecchi” iscritti, quindi, dovranno cos’ permanere nella provincia dove erano già inclusi e limitarsi ad aggiornare il punteggio attraverso la produzione di nuovi servizi e titoli.
Gli insegnanti neo-abilitati, invece, avranno facoltà di presentare domanda d’inserimento esattamente come avveniva in passato: sulla base del punteggio posseduto verranno collocati nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia.
Nella nota predisposta dalla direzione generale del personale scolastico, inviata a tutti i direttori scolastici regionali, il Miur difende le sue scelte spiegando che “nelle premesse del decreto ministeriale sono citate le due ordinanze cautelari del Consiglio di Stato, n. 1525/09 e n.1524/09, concernenti i trasferimenti ‘in coda’ e il divieto di spostamento del bonus di 24 punti da un’abilitazione ad un’altra, a cui l’Amministrazione non ha ritenuto di dare seguito, sia perché non ha previsto l’istituto del trasferimento da una provincia all’altra, sia per tutelare il più possibile le posizioni del personale già inserito nelle graduatorie, nell’ottica di esaurirle in tempi brevi, in vista del nuovo sistema di reclutamento previsto dall’art. 2, comma 416, della legge n.244/07”.
Una scelta, quella presa dai tecnici di viale Trastevere, che rischia di cambiare non poco la configurazione delle attuali graduatorie: le province dove ogni docente potrà chiedere di inserirsi, seppure solo in fondo alla graduatoria, diventeranno infatti addirittura quattro visto che per quella d’Istituto (il cui aggiornamento si prospetta di poco successivo a quello ad esaurimento) si potrà optare per una diversa ancora dalle altre tre. In totale, se si considera quella iniziale di appartenenza dove è inserito a pieno titolo, un precario storico dovrà tenere sotto controllo cinque graduatorie. Il commento lo lasciamo al lettore.
Se l’ottica è di sanare tutti i precari delle graduatorie a esaurimento, ben venga!
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Legge 244/07 art. 2, comma 416.
Pubblicato da lasquola su domenica 19 aprile 2009
La Finanziaria 2008 contiene anche norme per il reclutamento dei docenti.
Art. 2 Comma 416
Nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, anche al fine di assicurare regolarita` alle assunzioni di personale docente sulla base del numero dei posti vacanti e disponibili effettivamente rilevati e di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato, con regolamento adottato dal Ministro della pubblica istruzione e dal Ministro dell’universita` e della ricerca ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario da rendere entro il termine di quarantacinque giorni, decorso il quale il provvedimento puo` essere comunque adottato, e` definita la disciplina dei requisiti e delle modalita` della formazione iniziale e dell’attivita` procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente per il reclutamento del personale docente, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica e fermo restando il vigente regime autorizzatorio delle assunzioni. E ` comunque fatta salva la validita` delle graduatorie di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sono abrogati l’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 227.
La qualità della scuola passa attraverso l’istituzione dei concorsi ordinari? Che cosa si attesta in un concorso ordinario: la conoscenza della materia di studio da parte del candidato docente al tempo del concorso e null’altro; niente, dunque, sulle discipline psicologiche e pedagogiche e didattiche disciplinari, ma il docente fulcro della preparazione degli allievi quando devono essere gli allievi i protagonisti del loro apprendimento.
L’unica nota positiva è di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato. Il numero di docenti precari è così alto che occorre fare una sanatoria, associando i docenti precari a personale in forze agli istituti scolastici, creando le classi secondo il numero dei docenti disponibili (di fatto, uguagliando organici di diritto e organici di fatto) applicando in tal modo i percorsi educativi personalizzati secondo le esigenze di ogni allievo. Beneficio ne avrà, conseguentemente, anche l’abbandono scolastico.
409. A decorrere dall’esercizio finanziario 2008 e` autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per le spese di funzionamento nonche´ per le attivita` istituzionali del Centro per il libro e la lettura, istituito presso il Ministero per i beni e le attivita` culturali con il compito di promuovere e di realizzare campagne di promozione della lettura, di organizzare manifestazioni ed eventi in Italia e all’estero per la diffusione del libro italiano, di sostenere le attivita` di diffusione del libro e della
lettura promosse da altri soggetti pubblici e privati, nonche´ di assicurare il coordinamento delle attivita` delle altre istituzioni statali operanti in materia e di istituire l’Osservatorio del libro e della lettura. Il Centro collabora con le istituzioni territoriali e locali competenti e con i soggetti privati che operano
in tutta la filiera del libro. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita` culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalita` organizzative e di funzionamento del Centro.
410. All’onere derivante dall’attuazione del comma 409, pari a 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, allo scopo intendendosi corrispondentemente ridotta l’autorizzazione di spesa recata dalla medesima disposizione.
411. Per una maggiore qualificazione dei servizi scolastici, da realizzare anche attraverso misure di carattere strutturale, sono adottati i seguenti interventi:
a) a partire dall’anno scolastico 2008/2009, per l’istruzione liceale, l’attivazione delle classi prime dei corsi sperimentali passati ad ordinamento, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 26 giugno 2000, n. 234, e` subordinata alla valutazione della congruenza dei quadri orari e dei piani di studio con i vigenti ordinamenti nazionali;
b) il numero delle classi prime e di quelle iniziali di ciclo dell’istruzione secondaria di secondo grado si determina tenendo conto del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente dai diversi indirizzi, corsi di studio e sperimentazioni passate ad ordinamento. Negli istituti in cui
sono presenti ordini o sezioni di diverso tipo, le classi prime si determinano separatamente per ogni ordine e tipo di sezione;
c) il secondo periodo del comma 1 dell’articolo 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, e` sostituito dal seguente: «Incrementi del numero delle classi, ove necessario, sono disposti dal dirigente scolastico interessato previa autorizzazione del competente direttore generale regionale, secondo i parametri di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 luglio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell’11 novembre 1998»;
d) l’assorbimento del personale di cui all’articolo 1, comma 609, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e` completato entro il termine dell’anno scolastico 2009/2010, e la riconversione del suddetto personale e` attuata anche prescindendo dal possesso dello specifico titolo di studio richiesto per il reclutamento del personale, tramite corsi di specializzazione intensivi, compresi quelli di sostegno,
cui e` obbligatorio partecipare.
412. Le economie di spesa di cui all’articolo 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da conseguire ai sensi dei commi da 605 a 619 del medesimo articolo, nonche´ quelle derivanti dagli interventi di cui al comma 411, lettere a), b), c) e d), sono complessivamente determinate come segue: euro 535 milioni per l’anno 2008, euro 897 milioni per l’anno 2009, euro 1.218 milioni per l’anno 2010 ed euro 1.432 milioni a decorrere dall’anno 2011.
Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio relativi agli interventi di cui al comma 411, lettere da a) a d), si applica la procedura prevista dall’articolo 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
413. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 605, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il numero dei posti degli insegnanti di sostegno, a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, non puo` superare complessivamente il 25 per cento del numero delle sezioni e delle classi previste nell’organico di diritto dell’anno scolastico 2006/2007. Il Ministro della pubblica
istruzione, con decreto adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, definisce modalita` e criteri per il conseguimento dell’obiettivo di cui al precedente periodo. Tali criteri e modalita` devono essere definiti con riferimento alle effettive esigenze rilevate, assicurando lo sviluppo dei processi di integrazione degli alunni diversamente abili anche attraverso opportune
compensazioni tra province diverse ed in modo da non superare un rapporto medio nazionale
di un insegnante ogni due alunni diversamente abili.
414. La dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno e` progressivamente rideterminata, nel triennio 2008-2010, fino al raggiungimento, nell’anno scolastico 2010/2011, di una consistenza organica pari al 70 per cento del numero dei posti di sostegno complessivamente attivati nell’anno scolastico 2006/2007, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni previsto dall’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Conseguentemente, anche al fine di evitare la formazione di nuovo personale precario, all’articolo 40, comma 1, settimo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono soppresse le parole da: «nonche´ la possibilita`» fino a: «particolarmente gravi,», fermo restando il rispetto dei principi sull’integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104. Sono
abrogate tutte le disposizioni vigenti non compatibili con le disposizioni previste dal comma 413 e dal presente comma.
415. All’articolo 1, comma 605, lettera c), secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: «20.000 unita`» sono sostituite dalle seguenti: «30.000 unita`».
416. Nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento
dei docenti, anche al fine di assicurare regolarita` alle assunzioni di personale docente sulla base del numero dei posti vacanti e disponibili effettivamente rilevati e di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato, con regolamento adottato dal Ministro della pubblica istruzione e dal Ministro dell’universita` e della ricerca ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario da rendere entro il termine di quarantacinque giorni, decorso il quale il provvedimento puo` essere comunque adottato,
e` definita la disciplina dei requisiti e delle modalita` della formazione iniziale e dell’attivita` procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente per il reclutamento del personale docente, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica e fermo restando il vigente regime
autorizzatorio delle assunzioni. E ` comunque fatta salva la validita` delle graduatorie di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sono abrogati l’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 227.
417. Con atto di indirizzo del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato entro il 31 marzo 2008, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti finalita`, criteri e metodi della sperimentazione di un modello organizzativo volto a innalzare la qualita` del servizio
di istruzione e ad accrescere efficienza ed efficacia della spesa. La sperimentazione riguarda gli anni scolastici 2008/2009, 2009/2010 e 2010/2011 e gli ambiti territoriali, di norma provinciali, individuati nel medesimo atto di indirizzo.
418. L’atto di indirizzo di cui al comma 417 contiene riferimenti relativi a:
a) tipologie degli interventi possibili per attuare il miglioramento della programmazione dell’offerta formativa, della distribuzione territoriale della rete scolastica, dell’organizzazione del servizio delle singole istituzioni scolastiche, ivi compresi gli eventuali interventi infrastrutturali e quelli relativi
alla formazione e alla organizzazione delle classi, anche in deroga ai parametri previsti dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 luglio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell’11 novembre 1998;
b) modalita` con cui realizzare il coordinamento con le regioni, gli enti locali e le istituzioni scolastiche competenti per i suddetti interventi;
c) obiettivi di miglioramento della qualita` del servizio e di maggiore efficienza in termini di rapporto insegnanti-studenti;
d) elementi informativi dettagliati relativi alle previsioni demografiche e alla popolazione scolastica effettiva, necessari per predisporre, attuare e monitorare gli obiettivi e gli interventi di cui sopra;
e) modalita` di verifica e monitoraggio dei risultati conseguiti al fine della quantificazione delle relative economie di spesa tenendo conto della dinamica effettiva della popolazione scolastica;
f) possibili finalizzazioni delle risorse finanziarie che si rendano disponibili grazie all’aumento complessivo dell’efficienza del servizio di istruzione nell’ambito territoriale di riferimento;
g) modalita` con cui realizzare una valutazione dell’effetto degli interventi e base informativa
necessaria a tale valutazione.
419. In ciascuno degli ambiti territoriali individuati ai sensi del comma 417, opera un organismo paritetico di coordinamento costituito da rappresentanti regionali e provinciali dell’Amministrazione della pubblica istruzione, delle regioni, degli enti locali e delle istituzioni scolastiche statali, con il compito di:
a) predisporre un piano triennale territoriale che, anche sulla base degli elementi informativi
previsti dall’atto di indirizzo di cui al comma 417, definisca in termini qualitativi e quantitativi gli obiettivi da raggiungere;
b) supportare le azioni necessarie all’attuazione del piano di cui alla lettera a), nonche proporre gli opportuni adeguamenti annuali al piano triennale stesso anche alla luce di scostamenti dalle previsioni, previa ricognizione degli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi.
420. Le proposte avanzate dall’organismo paritetico di coordinamento sono adottate, con propri provvedimenti, dalle amministrazioni competenti. L’organismo paritetico di coordinamento opera senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
421. I piani di cui al comma 419 sono adottati fermo restando, per la parte di competenza, quanto disposto dall’articolo 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.
422. L’ufficio scolastico regionale effettua il monitoraggio circa il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano di cui al comma 419, ne riferisce all’organismo paritetico di coordinamento e predispone una relazione contenente tutti gli elementi necessari da inviare al Ministero della pubblica istruzione al fine di effettuare, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, la verifica delle economie aggiuntive effettivamente conseguite, per la riassegnazione delle stesse allo stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione.
423. Nel triennio di sperimentazione, le economie di cui al comma 422 confluiscono in un fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione, per essere destinate alle istituzioni pubbliche che hanno concorso al raggiungimento degli della qualita` del settore della pubblica istruzione.
424. Entro la fine dell’anno scolastico 2010/2011, sulla base del monitoraggio condotto ai sensi del comma 422 e della valutazione degli effetti di tale sperimentazione di cui al comma 418, lettera g), il Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adotta, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un atto di indirizzo finalizzato all’estensione all’intero territorio nazionale del modello organizzativo adottato negli ambiti territoriali individuati ai sensi del comma 417, tenendo conto degli elementi emersi dalla sperimentazione.
425. Al fine di pervenire a una gestione integrata delle risorse afferenti il settore dell’istruzione, per gli interventi a carico del fondo di cui al comma 423 puo` trovare applicazione l’articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.
426. Allo scopo di contribuire all’equilibrio finanziario degli enti locali, e` istituito nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione un fondo per il concorso dello Stato agli oneri di funzionamento e per il personale di ruolo dei licei linguistici ricadenti sui bilanci dei comuni e delle province. La dotazione del fondo e` stabilita in 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2008.
427. Nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a decorrere dall’anno 2008, un importo fino ad un massimo del 15 per cento della predetta autorizzazione di spesa e` finalizzato: ai servizi istituzionali e generali dell’Amministrazione della pubblica istruzione; all’attivita` di ricerca e innovazione con particolare riferimento alla valutazione del sistema scolastico nazionale; alla promozione della cooperazione
in materia culturale dell’Italia nell’Europa e nel mondo.
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Convocazioni delle supplenze nelle scuole.
Pubblicato da lasquola su sabato 18 aprile 2009
La riduzione degli sprechi nel comparto istruzione (quello formazione è pressoché inesistente) non è andato tutto nella giusta direzione.
A fronte dell’esiguo ammontare dei finanziamenti, i dirigenti scolastici hanno smesso di nominare supplenti, impiegando il personale docente già in forze: se va bene, altrimenti impiega bidelli e altro personale scolastico almeno con la speranza di tenere buoni gli studenti . In questo modo, l’offerta d’istruzione ai ragazzi, che rappresentano l’investimento per il futuro, cala di qualità.
Ma.
C’è un ma! Regole retrograde a cui nemmeno la legge per l’autonomia scolastica ha messo mano (c’è poca da fare, è improbabile che un impiegato del Ministero seduto al tavolo possa aver chiaro della situazione scolastica reale…): fior fiore di soldi che si spendono per inviare telegrammi o fonogrammi.
Intanto, ovviamente, i supplenti stanno attenti alle fregature ovviando alla chiamata per telefono, sia sul numero di telefono fisso a casa, per cui non si può uscire per non perdere l’eventuale telefonata, sia sul telefonino, per non sentirsi dire <<…l’utente non è raggiungibile…>>, <<…abbiamo provveduto a chiamare un altro supplente…>>.
E’ ora di aggiornarsi. Perché non introdurre la chiamata via SMS? Obbligando nel contempo la Scuola a tenere traccia degli SMS inviati, facendo uso del messaggio di ritorno che ci riviene recapitato nel momento in cui l’utente, che ha ricevuto l’SMS, ha letto effettivamente il messaggio che la Scuola gli ha inviato.
Quest’anno nessuna supplenza pur essendo nella graduatoria a esaurimento; il dubbio rimane: con la nuova domanda di aggiornamento metterò come primo metodo di chiamata l’invio del telegramma, che è più sicuro, visto che esiste la traccia dell’effettivo invio del telegramma e della ricevuta di effettivo ricevimento. Vecchi metodi, magari dispendiosi -almeno fintanto che esisteranno i precari e il bisogno di supplenti e le graduatorie- ma sicuri. Il telefono, a fronte di possibili giochi per favorire i supplenti conosciuti, è un alibi per tutti quei dirigenti che non hanno a cuore la qualità della Scuola.
Il Solito Impiegato del Ministero ha voluto innovare, introducendo la modalità di essere chiamati via e-mail; non conoscendo appieno il viaggio di una e-mail, ha pensato che l’e-mail fosse di ricevimento immediato; che fosse sicura nel contenuto, ignorando che passa attraverso molti server di posta. E in ultimo: ci si figuri, a fronte di tutti gli avvisi a non passare ore davanti al pc collegato su internet, a stare tutto il giorno a sperare di ricevere l’e-mail per la chiamata alle supplenze.
La chiamata via telegramma. La soluzione cartacea è più sicura e incontrovertibile, ovviamente se il postino arriva per tempo…e non vi lascia invece un fogliettino con l’invito a recarsi presso l’Ufficio Postale…
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L’università non perseguirà l’eccellenza.
Pubblicato da lasquola su martedì 24 marzo 2009
Fonte.
| » 2009-03-19 14:00 |
| Universita’: corsi ridotti del 20% |
| Si pensa a un tetto del 30% degli alunni stranieri nelle scuole |
| (ANSA) – ROMA, 19 MAR – Dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli atenei si ridurranno del 20% rispetto a quest’anno. Lo dice il ministro Gelmini. Obiettivi sono disattivare i percorsi formativi non essenziali e rendere piu’ razionale le attivita’ didattiche. In questi anni, e’ stato sottolineato, si e’ assistito ‘ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata’. Si pensa a un tetto ‘intorno al 30%’ degli alunni stranieri nelle scuole. I tagli nella scuola scenderanno da 42.000 a 18.000. |
L’istruzione obbligatoria deve prevedere percorsi formativi essenziali, per omogeneizzare in tutto il territorio italiano la preparazione dei diplomati, il cui obiettivo è entrare nel mondo del lavoro. Non l’università!
Non sono sufficienti cinque anni di elementari, tre di medie e, attualmente, due di superiori? Sicuramente no, poiché molti degli insegnamenti ripeteranno per tre volte i contenuti delle materie in diverse salse; per esempio, la storia che viene rivista alle medie in soli tre anni…
Come si possono preparare gli allievi alla ricerca universitaria se questi non vengono inziati all’eccellenza ma solo a contenuti essenziali?
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USP Ancona: graduatorie esaurite e docenti a casa.
Pubblicato da lasquola su giovedì 12 marzo 2009
Anno scolastico 2008-2009. Graduatorie a esaurimento A034, elettronica.
Il Provveditorato agli Studi non è riuscito a coprire tutte le cattedre disponibili con i docenti inseriti in graduatoria: la gradutoria A034 viene così definita esautira. La conseguenza è che occorrerebbero più docenti di quelli pfresenti nella graduatoria: in teoria, la provincia risulta appetibile per quanti sono in cerca di un posto ove essere chiamati a insegnare è più sicuro.
La realtà è diversa.
Un paio di docenti si sono fatti dei calcoli: ignari della modifica del regolamento per l’accettazione delle supplenze da parte dell’USP, hanno rifiutato una cattedra ognuno nella prima convocazione, con l’intento di aggiudicarsi un paio di cattedre che ancora non erano saltate fuori. Già qui, l’idea di rifiutare il lavoro offerto è da considerarsi pazzia pura.
L’USP indice una seconda convocazione. Erano rimasti tre docenti in graduatoria, più i due scienziati di cui sopra; questi ultimi pensavano di poter rientrare, ma non si erano aggiornati con il nuovo regolamento che predispone la cancellazione dalle chiamate successive dell’USP per coloro che rifiutano nelle chiamate precedenti. Tuttavia, solo un docente riceve una delle due cattedre mentre il secondo è fuori per aver compilato male una piccola sezione della domanda di inclusione nelle graduatorie. L’USP si trova a non poter coprire le cattedre a disposizione, quando in realtà di docenti ne rimangono fuori almeno tre: sono almeno tre, poiché ve ne sono altri nella A034 che però hanno ricevuto la cattedra in fisica…
Il rovescio della medaglia. La cattedra che l’USP non è riuscito a coprire ritorna all’Istituto secondario che ne aveva bisogno: ufficialmente, per tutti coloro che andranno a consultare la situazione della graduatoria A034 della provincia di Ancona risulterà che Ancona ha bisogno di docenti in elettronica.
Per quanto riguarda la realtà, tuttavia, occorre far notare che non esistono cattedre vacanti poiché ritornano in azione quei due docenti che avevano rifiutato le cattedre nella prima convocazione. Quei due saranno contattati dall’Istituto secondario grazie al fatto che la graduatoria di istituto di I fascia è identica a quella a esaurimento: altra idiozia pura.
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Ola ola per avvalorare l’operato: la nuova figura della professionalità.
Pubblicato da lasquola su lunedì 2 marzo 2009
| » 2009-02-23 16:23 |
| Universita’: Gelmini, taglio sprechi |
| Brunetta, non ci sono stati tagli indiscriminati |
| (ANSA) – ROMA, 23 FEB – Premiare le universita’ migliori e tagliare gli sprechi: e’ questo quello che vuole fare il Governo, precisa Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione, dopo l’appello di Napolitano da Perugia, sottolinea che ‘le preoccupazioni del Capo dello Stato sono anche le preoccupazioni del Governo’. ‘Non ci sono stati tagli indiscriminati’, replica il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta che aggiunge: ‘per la ricerca, il governo ha un’enorme attenzione’. |
e
Fonte.
| » 2009-02-24 10:54 |
| Universita’: Bonaiuti, via sprechi |
| Commento alle dichiarazioni del presidente Napolitano |
| (ANSA) – ROMA, 24 FEB – ‘Abbiamo cercato di tagliare soltanto gli sprechi’. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Intervistato da Corradino Mineo a ‘Il Caffe” di Rainews 24, Bonaiuti ha commentato le dichiarazioni del presidente Napolitano sul tema.Per Bonaiuti ‘ci sono grandi sprechi, ci sono corsi con piu’ insegnanti che discepoli, tanti corsi di laurea inutili’, ‘dobbiamo tagliare in questa giungla’. ‘Trovo giusta la preoccupazione del presidente della Repubblica’. |
Se sprechi è una parola della lingua italiana, allora l’ola ola è ciò che rimane da fare ai ministri della Repubblica italiana.
Pubblicato in: autonomia scolastica, Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, DPR 233/1998, legge 137/2008, n. 137, Retribuzione insegnanti, riforma della scuola, Scuola paritaria, Scuola pubblica, tagli alla scuola, Uncategorized | Lascia un commento »
Istruzione tecnica: da 39 a 11 gli indirizzi di studio.
Pubblicato da lasquola su giovedì 11 dicembre 2008
| » 2008-12-11 16:53 |
| Scuola: al 2010 riforma superiori |
| Da 39 a 11 gli indirizzi degli istituti tecnici |
| (ANSA) – ROMA, 11 DIC – La riforma delle scuole superiori partira’ dall’anno scolastico 2010/2011. E’ quanto rende noto il ministero dell’Istruzione.E’ stata presentata ai sindacati e portata in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre. Il provvedimento prevede l’avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo. Parte – spiega il ministero – una rivoluzione e riorganizzazione della scuola. Passera’ da 39 a 11 il numero degli indirizzi degli istituti tecnici e sara’ riorganizzato il sistema dei licei. |
In dirittura d’arrivo anche il taglio all’istruzione, inteso come contenuto primario e irrinunciabile degli studi, ovvero il bagaglio di conoscenze. A seguire viene poi la capacità di ogni singolo allievo di tradurle a vantaggio delle proprie esperienze, così da utilizzarle pienamente con successo nel contesto in cui ci si troverà a operare. Tutto ciò, se sorretto dalla ripetibilità di successi nell’applicare capacità e conoscenze nelle situazioni che ci vedranno soggetti attivi, si tramuterà in competenza, valutabile solo oggettivamente.
Nella scuola elementare si studia la storia suddivisa in cinque tronconi temporali, quanti sono gli anni delle elementari appunto. Niente da dire, eccetto che tutto riviene rivisto per intero nei tre anni delle scuole medie; che cosa mai si potrà aggiungere vista la contrazione da cinque a tre anni, se non vari abbozzi qua e là. Non è finita: l’intera materia è ridistribuita in altri cinque anni, le medie superiori. Date, eventi e quant’altro tranne il rivisitare la storia come maestra di vita. Altre materie seguono più o meno la stessa sorte, accompagnando, quasi che fossero necessarie per vivere e vivere bene, il tragitto temporale di poveri ragazzi dall’età di sei anni fino a diciotto, se va tutto bene; bagaglio culturale ripetuto e ripetuto quasi che non si credesse della innata capacità di assorbire tutto ciò che viene loro trasmesso; e anche ciò che non viene trasmesso, almeno intenzionalmente, come fenomeni di prevaricazioni gratuite, violenze, bullismo. Piano piano, con il tempo si finisce con il credere che quelle nozioni sono necessarie alla nostra vita quotidiana, tanto di più quanto sarà alto quel fatidico voto finale presente sul diploma, elementare, medie e superiori; la voglia di imparare argomenti nuovi, magari presentati attraverso le nuove tecnologie tanto care agli adolescenti, piano piano va scemando e diminuisce il rendimento nello studio: in pratica, non ci si applica più…
Ciò succede soprattutto quando si sprofonda nella genericità, nella semplificazione -non nella semplicità, che invece è sempre la benvenuta quando devono essere introdotti argomenti nuovi- degli argomenti oggetti di studio, a qualsiasi livello; quello che è assente quasi sempre, complice l’inadeguatezza dei laboratori privi dell’allestimento irrinunciabile di base, è la potenzialità degli allievi di qualsiasi età a sporcarsi le proprie mani cercando e sforzandosi di riprodurre, utilizzando il proprio cervello innanzitutto e la guida del docente, nella realtà le applicazioni insite negli argomenti appresi durante le spiegazioni del docente -il trasferimento delle nozioni è parte primaria per costruire il bagaglio di conoscenze dalle quale, con le quali e tramite le quali l’allievo sarà in grado di esprimere le proprie capacità.
Un’esperienza di laboratorio di fisica in ottica sarà forse diversa se riprodotta alle medie o alle superiori? Quale il valore aggiunto all’allievo? L’allievo è quanto mai critico su ciò che fa; sa benissimo quanto ha imparato e riprodotto: <<vabbè, lo so già fare>>, ma nulla di positivo nei voti potrà ottenere se non dimostra anche a quest’altro docente di saper fare. Ogni docente fa storia a sé e il contatto tra lui e l’allievo è all’interno di questa sfera che li accomuna: il percorso degli studi negli anni dalle elementari alle superiori non tiene conto dei successi/insuccessi del singolo allievo; insomma il suo apprendimento globale è messo in discussione e dovrà iniziare daccapo ogni volta e ogni volta con metodiche diverse; anche se ne avesse imparata una e adottata a riferimento, cambia il docente, cambia la metodologia, quando, al contrario, ciò che deve essere portata avanti e rafforzata è il suo modo di approcciare, di relazionarsi, di mettersi in discussione e, di conseguenza, di formarsi come individuo a sé, autonomo. Quel che accade è il contrario: senza la guida del docente si trova senza un riferimento e fa fatica a inserirsi nel contesto quotidiano.
Non a caso…
Fonte.
| » 2008-12-11 16:55 |
| Cervello: la noia lo disconnette |
| La scoperta di uno scienziato dell’universita’ del Michigan |
| (ANSA) – ROMA, 11 DIC – La noia disconnette il cervello: le differenti regioni del cervello smettono di comunicare tra loro quando siamo annoiati. La scoperta di uno studio di Daniel Weissman dell’Universita’ del Michigan ad Ann Arbor e’ stata riportata dal magazine britannico New Scientist. I neuroscienziati hanno studiato cosa succede nel cervello quando la nostra attenzione cala a causa di un compito noioso che ci viene assegnato, quindi quando diveniamo preda di noia mortale. |
Questo per dire che il modo di apprendere è proprio di ogni allievo e non può conformarsi al di fuori del suo essere. Quale valore potrà mai avere un appiattimento degli indirizzi di studio, che lo veda potenzialmente uguale agli altri e non competitivo proprio perché ha una marcia in più in un certo settore di lavoro ben definito che gli deriva dall’aver studiato con coscienza materie poco seguite dalla massa, esempio la lingua berbera.
Una contrazione di indirizzi di studio per compromettere, una volta per tutte senza equivoci, l’obiettivo dell’eccellenza; una contrazione di indirizzi di studio per dare le medesime nozioni a tutti, lo stesso bagaglio culturale a tutti, senza distinzioni; una contrazione di indirizzi di studio per non farci sentire indispensabili nella conduzione di una nostra attività lavorativa o di consulenza: cercare una persona con particolari attinenze a uno specifico settore sarà sempre più difficile e demandato al singolo che si troverà costretto a iscriversi e a seguire, una volta terminati gli studi, master, corsi di specializzazioni, attività di ricerca settoriali, per svariati anni. Allungando, in questo modo, il tempo di inserimento nella realtà lavorativa, perché a corto di quelle nozioni prima e di quelle capacità dopo che la scuola non gli ha voluto dare, in nome di una riforma che gli ha semplificato, anzi banalizzato il suo corso di studi. Banalizzati 18-6+1 anni di studio, gli anni più rigogliosi per l’apprendimento gettati a ripetere le medesime cose, come se fosse duro di comprendonio, come se fosse incapace di formarsi. Costringendolo a utilizzare le proprie risorse economiche per seguire studi non sostenuti dallo Stato, dalla scuola pubblica: la scuola deve seguire e favorire l’orientamento del singolo nell’istruirsi; con quali soldi? Se studia a tempo pieno, non può andare a lavorare per mettere da parte quei soldi che gli saranno necessari a sostenersi gli studi post-scolastici o post-universitari. Ci pensa la famiglia! Ed ecco che riaffiora la coscienza di una realtà scolastica non pubblica, ma privata, appannaggio di chi se lo può permettere…
Saranno sempre di più coloro che se ne andranno all’estero; chi si ne avvede in tempo del futuro della scuola italiana, andrà a iscriversi direttamente all’estero per l’intero ciclo di studi, non solo dopo la laurea. I cervelli? Ci si preoccupa di come farli rientrare: permettendogli di avere lo scaglione Irpef del 10%, di indire posti riservati nei concorsi -ma siamo impazziti?- in nome di una preparazione acquisita fuori Italia; il ragionamento presuppone che sin d’ora la scuola italiana sia considerata dagli italiani stessi poco credibile in qualità. E, allora, a che cosa serve la riforma?
La contrazione degli indirizzi di studio. L’istruzione tecnica: Agrario in Agro-industriale e Agro-Ambientale; Industriale in Chimica, Edilizia, Elettrotecnica e Automazione, Elettronica e Telecomunicazioni, Informatica Abacus, Meccanica e Termotecnica; Commerciale in Progetto IGEA, ERICA, ITER, MERCURIO, SIRIO; Geometri; Giuridico Economico Aziendale; Ragioneria; Istruzione Professionale in Operatore gestione aziendale, Tecnico Gestione aziendale o informatico o linguistico, Operatore moda, Cucina-Sala-Bar-Segreteria, Operatore servizi alberghieri e ristorazione, Operatore servizi sociali, Tecnico servizi sociali, Tecnico servizi turistici; istruzione artistica in Pittura-Decorazione pittorica, Moda e costume, architettura e arredo.
Esempio. Settore di perito elettronico, il diploma in Elettronica e Telecomunicazioni: si impara un pò di elettronica e un pò di telecomunicazioni, compromettendo l’eccellenza e la specializzazione. Quale qualifica ci fornisce il titolo di perito in?
perito agg. (lett.) che è assai esperto, abile: essere perito in una scienza
¶ s. m.
1 [f. -a] chi, per particolari cognizioni o competenze…
in questa definizione del dizionario delle parole italiane è insita l’eccellenza. Semmai l’indirizzo è da sdoppiare: perito elettronico e perito in telecomunicazioni. Elettrotecnica e Automazione da sdoppiare in perito elettrotecnico e perito in automazione industriale. Sono quattro indirizzi pienamente coperti in università. Non ridurre, quindi, ma specializzare, diversificare per essere competitivi.
La confusione si perfeziona con l’accorpamento delle classi di concorso: un enorme listone in cui confluiranno tutti i precari di più indirizzi, ai quali andrà una minore disponibilità di cattedre: ma è quello che si prefigge il decreto -legge è ben altra cosa, scaturisce da lavori parlamentari non da misure affrettate emanate da un ristretto numero di componenti governativi- n.137/2008. Laureati in una disciplina che si trovano, per poter lavorare e non per attuare al meglio la propria professionalità, a prendere cattedre in insegnamenti in numero maggiore che nel passato, determinando al tempo stesso un allargamento delle conoscenze del singolo docente che, per dato di fatto, non potrà che acquisire e fornire ai suoi allievi generalità e poco più sugli argomenti di un numero maggiore di materie a cui gli è permesso insegnare.
La semplicità nell’esporre i concetti ai propri allievi è frutto di eccellenza raggiunta grazie alla propria esperienza, specializzatasi nel tempo speso con gli allievi e nell’aggiornamento professionale periodico nel settore disciplinare-scientifico di appartenenza.
Come si attua l’identificazione e il rafforzamento del percorso di apprendimento di ogni singolo allievo da parte del docente? Un esempio tra tanti altri: fornendo a quest’ultimo una classe, opportunamente omogenea e calibrata, con un numero credibile di allievi; se occorre dare a ognuno l’attenzione dovuta, oltre alle lezioni comunitarie, non si può emanare circolari ministeriali -tra l’altro, di effetto nullo data l’attuazione dell’autonomia scolastica- che invitano le scuole a formare classi di venti e più alunni, con l’intento chiaro di diminuire il numero di docenti necessari e, conseguentemente, la spesa sostenuta dallo Stato, assieme all’altro intento, inconsapevole per ignoranza, di promuovere una scadente qualità degli studi.
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Permettersi gli studi universitari: ritornerà un privilegio di pochi.
Pubblicato da lasquola su sabato 15 novembre 2008
| » 2008-11-15 14:17 |
| Scuola: Gelmini, sto con i giovani |
| Universita’, diritto allo studio non e’ averla sotto casa |
| (ANSA) – MONTECATINI TERME (PISTOIA), 15 NOV -’Dobbiamo avere il coraggio di cambiare: chi sta con i giovani deve percorrere strade nuove’, dice Mariastella Gelmini. Parlando ai giovani dei Circoli del buongoverno, il ministro dell’Istruzione ha rivendicato l’umilta’ del suo impegno in questo settore e la voglia di dare un contributo al Paese. Il ministro ha rivendicato anche con ‘orgoglio’ il decreto legge sull’Universita’ sottolineando che ‘il diritto allo studio non significa averla sotto casa’. |
Il numero di sedi universitarie è un argomento trattato nel blog Due o tre cose, non di più.
Il diritto allo studio lo si ottiene anche facilitandone il raggiungimento. La scuola è pubblica proprio perché supera le difficoltà della gente a mandare i propri figli a istruirsi, a capire con la propria testa ciò che viene detto e scritto da coloro con cui si troveranno a convivere nell’ambiente lavorativo, nella comunità in cui si vive. Le sedi scolastiche sono disseminate nel territorio proprio per permettere a tutti di accedervi fisicamente, senza ulteriori spese di viaggi o di affitti di una camera, anche in famiglia, nel capoluogo; viaggiare in una scuola di maggior pregio deve rappresentare una decisione valutata autonomamente, in cui si saranno valutati tutti gli aspetti economici del caso, e non costretta perché le sedi universitarie verranno raccolte in un solo luogo.
Una sede scolastica si troverà in un certo luogo; se qualcuno nascerà in una famiglia che abita vicino a una sede universitaria si troverà indubbiamente avvantaggiato, mentre chi nascerà in una famiglia povera, che non si potrà permettere una camera nel capoluogo e l’abbonamento ADSL per usufruire della didattica a distanza (i costi di abbonamenti ADSL sono pressoché uguali in tutte le società di telecomunicazioni, qui si dovrebbe intervenire…), dovrà rassegnarsi, pur possedendo abbastanza materia grigia, a un livello di scolarizzazione basso. Questo è inaccettabile nel terzo millennio.
Perché, invece, la finanziaria 2009, di concerto con il Ministro d’Istruzione, non ha previsto di poter detrarre anche l’affitto di camere studenti o di appartamenti affittati a più di uno studente dalla dichiarazione dei redditi? Forse, in questo modo, non si fanno uscire allo scoperto tutti gli affitti in nero, che, oltretutto, hanno un ammontare mensile spropositato e non calmierato, al di fuori di ogni logica di mercato?
Scuola pubblica è sinonimo di capillarità dell’istruzione insieme a uniformità, a livelli alti di eccellenza, dell’istruzione stessa per tutti. Si sa che le famiglie cercano di capire quali docenti offrano migliori garanzie di istruzioni per i propri figli chiedendo all’atto di iscrizione una cera classe anziché un’altra; e non è raro che, non potendo offrire quel docente specifico ai propri figli per il fatto che assegnare a sorteggio alunni alle classi è altresì deleterio e compromettente per l’educazione scolastica dei ragazzi, si scelga un’altra scuola, sobbarcandosi anche spese aggiuntive, ma a tutto vantaggio per i propri figli.
Togliere le sedi distaccate non significa aumentare la qualità degli studi. La qualità dell’insegnamento non è legato alla struttura edilizia universitaria.
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Contrari al DL 154/08, più vicini al commissariamento.
Pubblicato da lasquola su sabato 8 novembre 2008
| » 2008-11-08 17:03 |
| Scuola: Vendola, no a maestro unico |
| Iniziativa andra’ avanti con ricorso a Corte Costituzionale |
| (ANSA) – NAPOLI, 8 NOV – Il varo di norme ‘anti maestro unico’ e’ stato annunciato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a Castel Volturno. Intervenendo agli Stati regionali della Scuola del Sud, Vendola ha proposto di redarre assieme ad altre regioni una normativa che impedisca questo tipo di restringimento e regressione. Un’iniziativa che andra’ avanti insieme con il ricorso alla Corte Costituzionale, che diverse Regioni stanno gia’ preparando. |
Che la protesta per la velocità di approvazione di un decreto in un ambito come quello scolastico non di urgenza sia legittima, non ci piove.
Che la protesta sia una realtà ove possa nascere una proposta alternativa, per instaurare un dialogo che porti a cooperare insieme, e costruttiva, che porti, dunque, anche a costruire il domani basato sul più ampio consenso dei cittadini che lo esercitano tramite il Parlamento, è altresì benvenuta.
Che la protesta renda ciechi per ignorare, deplorevole quanto sia, il contenuto dell’art. 3 del decreto legge n.154/2008, forse non è la migliore iniziativa da portare avanti.
Il decreto in questione dice:
Decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154
“Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2008
Art. 1.
Disposizioni in materia di attuazione dei piani di rientro dai deficit sanitari
omissis
Art. 2.
Disposizioni di salvaguardia degli equilibri di bilancio degli enti locali
omissis
Art. 3.
Definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali
1. All’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
«6-bis. I piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, devono essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura di cui all’articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta. Gli eventuali oneri derivanti da tale nomina sono a carico delle regioni e degli enti locali.».
…
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