La sQuola, con la Q maiuscola

La qualità totale della sCuola si riflette nel domani dei ragazzi

Archivio per la categoria ‘Scuola paritaria’

Stop al valore legale del diploma e…

Pubblicato da lasquola su venerdì 28 maggio 2010

Fonte.

MATURITA’ / Il 60% degli studenti a rischio, alla fine potrebbero non farcela in 137mila

Ieri – 16.29

Niente maturità per chi non ha sei in tutte le materie. Il nuovo Regolamento per la valutazione varato lo scorso anno potrebbe portare a non ammettere agli esami il 60% dei candidati. E anche nell’ipotesi che uno studente su due con un’insufficienza riesca a recuperare, sarebbe una strage epocale, in grado di falcidiare 137mila ragazzi.

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Costituzione italiana, art.33

Pubblicato da lasquola su martedì 25 maggio 2010

Fonte.

Art. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

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Sana alimentazione, non passa dalla sQuola.

Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 febbraio 2010

Educazione. Istruzione. Formazione. Solo slogan altisonanti presi dai lavori di psicopedagogia, In prestito? Magari! In realtà servono a dare una veste migliore alla sQuola.

Il bisogno educativo dei ragazzi che frequentano le scuole non ha bisogno di docenti che si atteggiano da genitori o Leggi il seguito di questo post »

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Lo svecchiamento della docenza.

Pubblicato da lasquola su giovedì 17 settembre 2009

Il post Scuola: l’inefficienza è ancestrale riportava una notizia Ansa del 5 febbraio 2009. In quell’articolo l’attenzione era incentrata sull’inefficiente modalità di assunzione del personale docente tramite concorso: in pratica, una rivisitazione degli studi conseguiti in università, rivisitazione condotta dal punto di vista della commissione, che produce i quiz (sigh!) da sottomettere ai candidati; quindi, la preparazione richiesta non va oltre le conoscenze che ha la commissione d’esame: è sempre il solito comportamento adottato da quella parte di docenti che pensano:

  • che gli studi finiscano con l’esame di laurea,
  • che il sapere sia contenuto nel libro di testo adottato,
  • che i corsi formativi servano solo a incrementare il punteggio in graduatoria,
  • che siano dispensatori di competenze,
  • che essere messi in discussione significhi fare magre figure piuttosto che un incentivo a farsi autocritica per migliorarsi,
  • che le materie sono fini a se stesse come camere stagne e non volte, al contrario, all’indirizzo fondamentale di quell’istituzione scolastica,
  • che suddividono i voti in frazioni decimali come se fossero così precisi nel discriminare la preparazione degli studenti tra un 6,5 e un 7-, che (ahimè, avallata dal Ministero d’Istruzione) alla fine dell’anno scolastico il voto finale è la media dei voti conseguiti durante l’anno invece di indicare il percorso d’apprendimento,
  • Leggi il seguito di questo post »

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Trasparenza nelle scuole: primo passo.

Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 giugno 2009

Fonte.

Art. 10
Procedura informatica di presa visione della disponibilità degli aspiranti
1. Ai sensi dell’art.7, comma 2 del Regolamento, le scuole debbono obbligatoriamente
utilizzare la procedura informatica di consultazione delle proprie graduatorie che rende
possibile la prospettazione della situazione di occupazione totale o parziale ovvero di
inoccupazione degli aspiranti e, conseguentemente, di procedere all’interpello e
convocazione dei soli aspiranti che siano nella condizione di accettare la supplenza stessa
e cioè:
a) se totalmente inoccupati;
b) se parzialmente occupati, ai sensi delle disposizioni relative al completamento d’orario
di cui all’art. 4 del Regolamento;
c) anche se occupati, se ricorra la situazione di cui all’art. 8, comma 2, del Regolamento.
2. Per l’affidabilità ed efficacia di tale procedura è condizione essenziale e tassativa che
ciascuna scuola, nel giorno stesso della stipula del contratto con il supplente e della sua
presa di servizio, comunichi immediatamente al sistema informativo i dati richiesti 3. L’utilizzazione di tale procedura da parte delle scuole preliminarmente ad ogni attività di
interpello degli aspiranti è tassativa, ai fini di ogni possibile risparmio di attività superflue
nei riguardi di aspiranti non in condizioni di accettare la supplenza stessa per il periodo
necessario.


Come si lavora negli Uffici Pubblici: se non arriva la circolare, nessuno utilizza il proprio cervello affinché la burocrazia

Burocrazia s. f.
1 complesso di uffici, gerarchicamente ordinati, che svolgono secondo determinate procedure i compiti della pubblica amministrazione;

migliori l’efficienza dello Stato. Aver lasciato libertà di espressione e spazio per valorizzare le proprie competenze, ammesso che vi Leggi il seguito di questo post »

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Convocazioni delle supplenze nelle scuole.

Pubblicato da lasquola su sabato 18 aprile 2009

La riduzione degli sprechi nel comparto istruzione (quello formazione è pressoché inesistente) non è andato tutto nella giusta direzione.

A fronte dell’esiguo ammontare dei finanziamenti, i dirigenti scolastici hanno smesso di nominare supplenti, impiegando il personale docente già in forze: se va bene, altrimenti impiega bidelli e altro personale scolastico almeno con la speranza di tenere buoni gli studenti . In questo modo, l’offerta d’istruzione ai ragazzi, che rappresentano l’investimento per il futuro, cala di qualità.

Ma.

C’è un ma! Regole retrograde a cui nemmeno la legge per l’autonomia scolastica ha messo mano (c’è poca da fare, è improbabile che un impiegato del Ministero seduto al tavolo possa aver chiaro della situazione scolastica reale…): fior fiore di soldi che si spendono per inviare telegrammi o fonogrammi.

Intanto, ovviamente, i supplenti stanno attenti alle fregature ovviando alla chiamata per telefono, sia sul numero di telefono fisso a casa, per cui non si può uscire per non perdere l’eventuale telefonata, sia sul telefonino, per non sentirsi dire <<…l’utente non è raggiungibile…>>, <<…abbiamo provveduto a chiamare un altro supplente…>>.

E’ ora di aggiornarsi. Perché non introdurre la chiamata via SMS? Obbligando nel contempo la Scuola a tenere traccia degli SMS inviati, facendo uso del messaggio di ritorno che ci riviene recapitato nel momento in cui l’utente, che ha ricevuto l’SMS, ha letto effettivamente il messaggio che la Scuola gli ha inviato.

Quest’anno nessuna supplenza pur essendo nella graduatoria a esaurimento; il dubbio rimane: con la nuova domanda di aggiornamento metterò come primo metodo di chiamata l’invio del telegramma, che è più sicuro, visto che esiste la traccia dell’effettivo invio del telegramma e della ricevuta di effettivo ricevimento. Vecchi metodi, magari dispendiosi -almeno fintanto che esisteranno i precari e il bisogno di supplenti e le graduatorie- ma sicuri. Il telefono, a fronte di possibili giochi per favorire i supplenti conosciuti, è un alibi per tutti quei dirigenti che non hanno a cuore la qualità della Scuola.

Il Solito Impiegato del Ministero ha voluto innovare, introducendo la modalità di essere chiamati via e-mail; non conoscendo appieno il viaggio di una e-mail, ha pensato che l’e-mail fosse di ricevimento immediato; che fosse sicura nel contenuto, ignorando che passa attraverso molti server di posta. E in ultimo: ci si figuri, a fronte di tutti gli avvisi a non passare ore davanti al pc collegato su internet, a stare tutto il giorno a sperare di ricevere l’e-mail per la chiamata alle supplenze.

La chiamata via telegramma. La soluzione cartacea è più sicura e incontrovertibile, ovviamente se il postino arriva per tempo…e non vi lascia invece un fogliettino con l’invito a recarsi presso l’Ufficio Postale…

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Monitorare gli scarichi fognari delle scuole.

Pubblicato da lasquola su giovedì 26 marzo 2009

Fonte.
» 2009-03-26 14:02

Sale l'uso di psicofarmaci tra studenti.

Sale l'uso di psicofarmaci tra studenti.

Sale uso psicofarmaci tra studenti Indagine Espad, il 10% usa sostanze acquistabili senza ricetta (ANSA) – ROMA, 26 MAR – Cresce in Italia l’assunzione di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica tra i ragazzi di eta’ compresa tra i 15 e i 16 anni. E’ quanto emerge da un’indagine europea dell’Espad. Diecimila i giovani intervistati dall’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa per la parte che ha riguardato il nostro paese. L’Italia e’ al quarto posto col 10% degli studenti che fa uso di sostanza farmacologiche che non necessitano di prescrizione medica.


Che l’assunzione di droghe, dalle più leggere alle più pesanti, sia in aumento è cosa risaputa sin da quando alcune ricerche hanno reso pubblici tutti gli esami effettuati sugli scarichi fognari di alcune città. Non si pensi che i residui di sostanze stupefacenti trovati negli scarichi fognari siano dovuti all’eliminazione diretta delle sostanze stesse nel gabinetto, per liberarsene.

Proteggere gli adolescenti dall’assunzione di droghe, spesso presenti liberamente davanti agli istituti scolastici, dovrebbe essere una priorità: prevenire è meglio che curare quando è troppo tardi, quando i danni all’individuo sono guà in fase avanzata.

Ebbene: perché non monitorare gli scarichi fognari degli istituti scolastici per rendersi conto di quanto sia profonda l’assunzione di droghe in quel particolare istituto? Of course, in seguito occorrerà intervenire con precise misure, del tipo, ad esempio, adottata dal dirigente scolastico di una scuola, che ha deciso di utilizzare parte dei soldi dell’istituto scolastico per pagare dei vigilanti che sorvegliassero l’interno della scuola, l’entrata della scuola: bullismo pressoché sceso a zero, individui dubbi davanti alla scuola assenti e, soprattutto, piena approvazione da studenti e genitori. Unanime.

Meglio offrire un buon servizio di controllo del territorio piuttosto che inasprire le sanzioni e le pene per chi commette reati.

Segue un esempio, tra i tanti segnalato da una testata giornalistica.


Esami fognari indicatori ottimali.

Esami fognari indicatori ottimali.

Firenze, 24 febbraio 2007 – Oltre 12 chilogrammi pari a 482.240 dosi. E’ il dato relativo al consumo di cocaina in sei mesi a Firenze come emerge da una ricerca effettuata dalla struttura di tossicologia dell’Università di Firenze con la collaborazione dell’Amministrazione comunale, dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Publiacqua.

Una ricerca che evidenzia come, fatte i necessari rapporti, a Firenze in proporzione si consuma più cocaina che a Londra. L’indagine è stata presentata questa mattina dall’assessore alle politiche sociosanitarie e presidente della Società della Salute Graziano Cioni, dal preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze Gianfranco Gensini e dai curatori della ricerca Francesco Mari, direttore della struttura di tossicologia forense, ed Elisabetta Bertol, professore ordinario di tossicologia forense.

“Questa ricerca si basa su una metodologia innovativa già utilizzata da studi recenti effettuati nel Regno Unito, in Germania e in Italia – ha spiegato il professor Mari -. Una metodologia che consente di ottenere dati epidemiologici e statistici più precisi e affidabili. Il presupposto è che nell’uomo l’escrezione degli stupefacenti avviene principalmente per via urinaria e che quindi l’analisti delle acque provenienti dagli impianti di collezione delle reti fognarie urbane può rappresentare un indicatore ottimale”.

In dettaglio l’indagine, uno studio sperimentale pilota, si è svolta in sei mesi, da luglio a dicembre 2006 compresi i giorni di Capodanno. I ricercatori hanno prelevato campioni di acqua negli impianti di collezione delle reti fognarie sia in riva destra che in riva sinistra in modo da avere dati riferiti alla sola città di Firenze.

I campioni sono stati analizzati con le più moderne apparecchiature alla ricerca delle tracce di cocaina ed eroina.

La presenza di eroina e dei suoi metaboliti si è attestata invece su oltre un chilogrammo (1.149 grammi). Il rapporto tra il consumo delle due sostanze è quindi 10 a 1 (cocaina/eroina), un dato che conferma i numeri emersi dalla ricerche degli ultimi anni. La ricerca ha poi evidenziato che i mesi in cui si è registrato il maggior consumo sono, sia per la cocaina sia per l’eroina, dicembre ed agosto. Ma l’indagine non si è fermata qui.

“Abbiamo deciso di confrontare la ricerca con uno studio analogo già effettuato - ha aggiunto la professoressa Bertol – e abbiamo scelto quello eseguito sul Tamigi per quanto riguarda Londra, una città che per composizione delle persone presenti (residenti, pendolari e turisti) si può, sempre con le dovute cautele, paragonare a Firenze”.

Nella capitale del Regno Unito è stato rilevato un consumo annuo di cocaina da parte della popolazione pari a 730 chilogrammi equivalenti in 29.200.000 di singole dosi. Si tratta, ovviamente, di numeri molto più consistenti rispetto a quelli di Firenze ma se si fa la proporzione tra la popolazione stimata e il consumo la situazione cambia radicalmente.

Londra conta 22.400.000 persone (compresi i turisti) e Firenze 590.000 con un rapporto di 37,5 contro 1; mentre il consumo di cocaina di Londra è “soltanto” 31,7 volte superiore a quello di Firenze. Si deduce quindi che il consumo di cocaina nel capoluogo toscano si rapporta a quello della capitale inglese con una proporzione di 5 a 4. Ovvero in proporzione a Firenze si consuma più cocaina che a Londra. L’indagine proseguirà nei prossimi mesi e sarà ampliata prendendo in esame anche altre sostanze.

“I risultati di questa ricerca sono al tempo stesso utili e preoccupanti – ha commentato l’assessore Cioni -: da un lato offrono dati scientifici sull’uso di cocaina fondamentali per intervenire, dati che confermano le stime emerse dalle indagini e sondaggi effettuati a livello nazionale, regionale e fiorentino”.

“Ovviamente i dati della nuova ricerca e quelli già noti destano grande preoccupazione, soprattutto per i danni che creano soprattutto alle giovani generazioni. E la situazione diventa ancor più grave se si considerano anche le altre sostanze stupefacenti e soprattutto l’alcol, ormai diffusissimo anche tra i giovanissimi”.

“L’Amministrazione comunale e la Società della Salute sono fortemente impegnati su questo fronte ma finora i risultati non sono stati quelli sperati – ha aggiunto l’assessore Cioni -. Per questo rafforzeremo il nostro impegno sia sul fronte prioritario della prevenzione che su quello della repressione”. Per quanto riguarda la prevenzione l’ufficio dipendenze sta lavorando a una campagna di sensibilizzazione dei giovani per convincerli a non fare uso di alcol e sostanze stupefacenti. Una sensibilizzazione che vedrà come protagonisti altri giovani, i testimonial ideali per far capire ai loro coetanei quanto sia pericolosa l’abuso di alcol e di droga. Tra le iniziative in programma all’ ufficio prevenzione della Società della salute c’é anche il coinvolgimento degli studenti del collettivo di psicologia, che possono diventare portatori di messaggi positivi tra amici, conoscenti e anche nelle scuole.

Sul tema della repressione, l’assessore Cioni ha ricordato l’impegno finora profuso dal Comune insieme alla Prefettura e alle forze dell’ordine, soprattutto nei confronti dei gestori dei locali. “Nei giorni scorsi abbiamo intensificato i controlli e in più ho inviato una direttiva alla Polizia Municipale perché invii nelle serate di giovedì, venerdì e sabato agenti in borghese nei locali a maggior rischio per quanto riguarda l’abuso di alcol e droga. Spetterà a loro vigilare sullo spaccio e l’uso di sostanze stupefacenti ma anche sull’ abuso di vendita e uso di alcolici. E potranno intervenire prontamente”. Ebbene, nei sei mesi di indagine, è stata rilevata una presenza di cocaina e metaboliti corrispondente a un consumo di poco più di 12 chilogrammi (per la precisione 12.056 grammi) che tradotto in dosi equivale a 482.204 singole strisce.


Era il 2007: che cosa si è fatto in tre anni? Si è semplicemente assisitito all’aumento del consumo di droghe e alla sua diversificazione in più varietà in commercio.

Gli adolescenti rappresentano il nostro futuro, sono la continuazione naturale della specie umana. Vivere bene la nostra vecchiaia se insegnamo a loro tutto ciò che è bene e male, senza nessun preconcetto.

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Poca fiducia nella ragionevolezza dei docenti.

Pubblicato da lasquola su venerdì 13 marzo 2009

Fonte.

» 2009-03-13 15:28
Ammonizione prima del 5 in condotta
Gelmini, criteri condotta contro strumentalizzazioni
(ANSA) – ROMA, 13 MAR – Prima del 5 in condotta, lo studente deve aver gia’ preso una sanzione disciplinare: una sorta di ammonizione, come un ‘cartellino giallo’. Lo prevede il regolamento sulla valutazione dei voti in tutte le materie e i nuovi criteri di attribuzione del voto in condotta approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. ‘Dopo di che, se i comportamenti gravi persistono, scatta il 5′, ha spiegato il ministro Gelmini precisando che il regolamento punta a evitare ‘strumentalizzazioni’ del voto in condotta.

Ci volevano criteri approvato dal Consiglio dei Ministri per dare le raccomandazioni ai docenti su come comportarsi per assegnare il 5 in condotta agli studenti! Che cosa pensano che può succedere: <<Studia, altrimenti ti metto 5 in condotta!>>? Oppure che non ci sia prima una discussione in Consiglio di Classe sulla condotta di un particolare studente?

Invece, deve scattare la procedura di recupero dello studente che sta viaggiando verso il 5 in condotta. Non intervenire sulle cause che creano comportamenti gravi da parte dello studente in ambito scolastico o contro i docenti o contro altri studenti o contro le strutture scolastiche, significa lasciare a sé lo studente ribelle e incrementare la dispersione scolastica. Semmai, occorre affiancare allo studente personale adeguatamente preparato, come quelli abilitati nel sostegno a studenti con particolari bisogni, e cercare di rimuovere le cause per recuperare lo studente; come si possono seguire da vicino gli studenti e applicare diversi percorsi didattici, come suggerisce la pedagogia moderna, se si emanano, per soli scopi di una fantomatica riduzione degli sprechi, circolari, che in tempo di autonomia scolastica non hanno più alcun senso, che obbligano le scuole a tenere venti o più ragazzi per classe?

L’istruzione, ovvero l’incremento di bagaglio culturale e conoscitivo delle persone, deve svincolarsi al più presto dal valore legale del diploma ottenuto con l’esame di Stato.

Il diploma non deve essere legato al sei politico per poter essere emesso.

Il diploma deve fornire una misura reale di ciò che lo studente ha appreso nel periodo previsto dalla scuola in un certo indirizzo di studi: per esempio, nel diploma di perito tecnico si potrà avere una netta insufficienza nella lingua inglese, un 40 su 100, ma un 70 su 100 per matematica, un 65 su 100 per italiano, un 90 su 100 per elettronica, un 100 su 100 per educazione fisica; la conseguenza è che l’azienda presso cui lo studente si presenterà si mostrerà molto interessata a riguardo delle capacità e abilità tecniche dello studente diplomato e si attuerà per far seguire corsi di lingua inglese al proprio dipendente.

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USP Ancona: graduatorie esaurite e docenti a casa.

Pubblicato da lasquola su giovedì 12 marzo 2009

Anno scolastico 2008-2009. Graduatorie a esaurimento A034, elettronica.

Il Provveditorato agli Studi non è riuscito a coprire tutte le cattedre disponibili con i docenti inseriti in graduatoria: la gradutoria A034 viene così definita esautira. La conseguenza è che occorrerebbero più docenti di quelli pfresenti nella graduatoria: in teoria, la provincia risulta appetibile per quanti sono in cerca di un posto ove essere chiamati a insegnare è più sicuro.

La realtà è diversa.
Un paio di docenti si sono fatti dei calcoli: ignari della modifica del regolamento per l’accettazione delle supplenze da parte dell’USP, hanno rifiutato una cattedra ognuno nella prima convocazione, con l’intento di aggiudicarsi un paio di cattedre che ancora non erano saltate fuori. Già qui, l’idea di rifiutare il lavoro offerto è da considerarsi pazzia pura.
L’USP indice una seconda convocazione. Erano rimasti tre docenti in graduatoria, più i due scienziati di cui sopra; questi ultimi pensavano di poter rientrare, ma non si erano aggiornati con il nuovo regolamento che predispone la cancellazione dalle chiamate successive dell’USP per coloro che rifiutano nelle chiamate precedenti. Tuttavia, solo un docente riceve una delle due cattedre mentre il secondo è fuori per aver compilato male una piccola sezione della domanda di inclusione nelle graduatorie. L’USP si trova a non poter coprire le cattedre a disposizione, quando in realtà di docenti ne rimangono fuori almeno tre: sono almeno tre, poiché ve ne sono altri nella A034 che però hanno ricevuto la cattedra in fisica…

Il rovescio della medaglia. La cattedra che l’USP non è riuscito a coprire ritorna all’Istituto secondario che ne aveva bisogno: ufficialmente, per tutti coloro che andranno a consultare la situazione della graduatoria A034 della provincia di Ancona risulterà che Ancona ha bisogno di docenti in elettronica.

Per quanto riguarda la realtà, tuttavia, occorre far notare che non esistono cattedre vacanti poiché ritornano in azione quei due docenti che avevano rifiutato le cattedre nella prima convocazione. Quei due saranno contattati dall’Istituto secondario grazie al fatto che la graduatoria di istituto di I fascia è identica a quella a esaurimento: altra idiozia pura.

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Ola ola per avvalorare l’operato: la nuova figura della professionalità.

Pubblicato da lasquola su lunedì 2 marzo 2009

Fonte.

» 2009-02-23 16:23
Universita’: Gelmini, taglio sprechi
Brunetta, non ci sono stati tagli indiscriminati
(ANSA) – ROMA, 23 FEB – Premiare le universita’ migliori e tagliare gli sprechi: e’ questo quello che vuole fare il Governo, precisa Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione, dopo l’appello di Napolitano da Perugia, sottolinea che ‘le preoccupazioni del Capo dello Stato sono anche le preoccupazioni del Governo’. ‘Non ci sono stati tagli indiscriminati’, replica il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta che aggiunge: ‘per la ricerca, il governo ha un’enorme attenzione’.

e


Fonte.

» 2009-02-24 10:54
Universita’: Bonaiuti, via sprechi
Commento alle dichiarazioni del presidente Napolitano
(ANSA) – ROMA, 24 FEB – ‘Abbiamo cercato di tagliare soltanto gli sprechi’. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Intervistato da Corradino Mineo a ‘Il Caffe” di Rainews 24, Bonaiuti ha commentato le dichiarazioni del presidente Napolitano sul tema.Per Bonaiuti ‘ci sono grandi sprechi, ci sono corsi con piu’ insegnanti che discepoli, tanti corsi di laurea inutili’, ‘dobbiamo tagliare in questa giungla’. ‘Trovo giusta la preoccupazione del presidente della Repubblica’.

Se sprechi è una parola della lingua italiana, allora l’ola ola è ciò che rimane da fare ai ministri della Repubblica italiana.

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Contrari al DL 154/08, più vicini al commissariamento.

Pubblicato da lasquola su sabato 8 novembre 2008

Fonte.

» 2008-11-08 17:03
Scuola: Vendola, no a maestro unico
Iniziativa andra’ avanti con ricorso a Corte Costituzionale
(ANSA) – NAPOLI, 8 NOV – Il varo di norme ‘anti maestro unico’ e’ stato annunciato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a Castel Volturno. Intervenendo agli Stati regionali della Scuola del Sud, Vendola ha proposto di redarre assieme ad altre regioni una normativa che impedisca questo tipo di restringimento e regressione. Un’iniziativa che andra’ avanti insieme con il ricorso alla Corte Costituzionale, che diverse Regioni stanno gia’ preparando.

Che la protesta per la velocità di approvazione di un decreto in un ambito come quello scolastico non di urgenza sia legittima, non ci piove.
Che la protesta sia una realtà ove possa nascere una proposta alternativa, per instaurare un dialogo che porti a cooperare insieme, e costruttiva, che porti, dunque, anche a costruire il domani basato sul più ampio consenso dei cittadini che lo esercitano tramite il Parlamento, è altresì benvenuta.
Che la protesta renda ciechi per ignorare, deplorevole quanto sia, il contenuto dell’art. 3 del decreto legge n.154/2008, forse non è la migliore iniziativa da portare avanti.
Il decreto in questione dice:

Decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154

“Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2008

Art. 1.
Disposizioni in materia di attuazione dei piani di rientro dai deficit sanitari

omissis

Art. 2.
Disposizioni di salvaguardia degli equilibri di bilancio degli enti locali

omissis

Art. 3.
Definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali

1. All’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. I piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali, devono essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura di cui all’articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta. Gli eventuali oneri derivanti da tale nomina sono a carico delle regioni e degli enti locali.».

Pubblicato in: autonomia scolastica, Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, DPR 233/1998, istituti comprensivi, legge 137/2008, ministero istruzione, qualità nella scuola, riforma della scuola, Scuola paritaria, Scuola pubblica | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

5 in condotta, note sul registro, sospensioni: erronea educazione dei ragazzi

Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 settembre 2008

Fonte.

» 2008-08-27 14:13
Scuola: Gelmini, dl su condotta
Potenziare educazione civica; no a ‘tetto’ stranieri in classe
(ANSA) – RIMINI, 27 AGO – Il Consiglio dei ministri esaminera’ domani un decreto sulla introduzione del voto di condotta, annuncia il ministro dell’Istruzione. Il provvedimento, spiega Maria Stella Gelmini, conterra’ anche il potenziamento dell’insegnamento dell’educazione civica. Il ministro dice no a limitare il numero di studenti stranieri per classe richiesto da alcuni esponenti del centrodestra e della Lega: ‘La scuola puo’ e deve essere l’istituzione che piu’ favorisca l’integrazione’.

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Post in costruzione

Post in costruzione

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Quando il lavoro non ti rende ‘non ricattabile’…

Pubblicato da lasquola su mercoledì 3 settembre 2008

Tra le molte incertezze di questo nuovo anno scolastico, 2008/2008, per le medie superiori vi è il dimezzamento dei posti disponibili assegnabili dai vari USP, più o meno in tutta Italia. L’aumento demografico degli studenti che sfiora nel Centro-Italia il 10% almeno, che sono i dati comunicati dal Ministero d’Istruzione (letto tutto d’un fiato rende bene l’idea, ndr) non è servito a niente, se dall’altro lato si opera con l’aumento del numero di studenti per classe.
Quest’ultima trovata non fa altro che scadere la qualità dell’insegnamento, non importa che cosa abbiano ribadito e continuino ad affermare valenti studiosi di pedagogia e psicologia a proposito di didattica; non importa che cosa si sia detto in fatto di percorsi individuali, come sancito dalla legislazione in materia di autonomia scolastica, o rispettosi dei metodi di apprendimento di ogni singolo studente.
Ritorniamo al numero di posti e al mancato ruolo per tutti quei 65000 insegnanti previsti dai decreti dell’anno precedente: ebbene, sotto l’assillante campagna pubblicitaria per le scuole private, che si dice non siano messe sullo stesso piano di quella pubblica, tra l’altro sancita dalla Costituzione, non tutti sanno che cosa accade se un insegnante includesse anche le paritarie tra le sue preferenze.
Paritaria forse perché gli studenti hanno un diploma equivalente a quello della scuola pubblica.
Paritaria, forse perché agli insegnanti viene riconosciuta l’attività dell’insegnamento con l’attribuzione dello stesso punteggio per la graduatoria al pari di quella pubblica.
Paritaria, forse perché anche i loro edifici sono squallidi, in pratica non costruzioni ad hoc per gli studenti, bensì appartamenti di condomini riadattati a scuola: tanto che cosa serve, un banco per ognuno, una singola cattedra e relativa sedia e una lavagna (tralasciamo sussidi audiovisivi, come proiettore di diapositive, che tra l’altro eviterebbe tanto uso di carta stampata per dare lezioni e dispense agli studenti, o di video-cassette o altri supporti multimediali, senza parlare di ipermedialità per carità).
Non paritaria nelle retribuzioni. <<Le 15000 lire di un tempo>>, mi è stato detto, <<così sai in anticipo che cosa ti aspetta quando ti chiameremo per ricoprire le ore di cui abbiamo bisogno>>. Una cattedra di 18 ore, cioè completa, verrebbe pagata sui 560 euro mensili (mi pare che abbia detto 15000 lire nette), a fronte dei 1250 di quella pubblica, che mi pare di ricordare definiti dal Ministero assolutamente insufficienti e come media europea (noi ben 40% in meno) e per invogliare il corpo insegnante a dare il meglio di se stesso. Il compenso, quindi, pari alla pensione minima sociale, portata qualche tempo fa, a detta della tv, all’equivalente di un milione di lire mensili, cifra riconosciuta come minima per poter vivere degnamente (non come i ceti più abbienti interpretano la parola degnamente, con vacanze estive, televisione lcd, ipod, appartamento da trilocale in su, e via di questo passo).
Pare che gli intoccabili per antonomasia siano gli operai, grazie alle rivendicazioni sindacali.
Pare che gli intoccabili siano i padroni, i dirigenti di ogni ordine e grado.
Pare, insomma, che gli intoccabili debbano avere una sedia o poltrona adeguate.
Gli insegnanti delle scuole medie superiori, invece, devono sottostare a questa offerta di lavoro che viene dal paritario: 560 euro mensili per 18 ore alla settimana!

Si possono fare contratti a circa 8 (diconsi otto) euro l’ora?

Mai nessuno ha pensato che non sono solo gli insegnanti giovani a dover fare i conti con questa realtà?

E la normativa dov’è? Qualcuno lo sa?

Se questo è il livello retributivo della scuola paritaria, il Ministero d’Istruzione non farebbe meglio a definire i punti qualificanti che la rendano paritaria con la scuola pubblica, così da scartare quelle scuole che non possono, per svariati motivi, concorrere a diventare Scuole con la S maiuscola?

E, inoltre, queste paritarie non vogliono che gli insegnanti li lascino in punto in bianco per una supplenza nella scuola pubblica; della serie, per un pezzo di pane in più il prossimo anno non ti azzardare a ripresentarti.

Ed ecco la notizia. Si parla di scuola pubblica:
Fonte.

» 2008-09-08 19:28
Prof italiani, busta paga leggera
Indagine Uil, docenti in ultime file Ocse e per tenore vita
Notizia Ansa

Notizia Ansa

(ANSA) – ROMA, 8 SET – Buste-paga leggerissime per gli insegnanti italiani, sia rispetto alle medie Ocse e Ue, ma anche in confronto agli altri pubblici dipendenti. E’ quanto emerge da un’indagine presentata dalla Uil scuola alla Conferenza organizzativa nazionale. Dal confronto con gli stipendi degli altri pubblici dipendenti, elaborato sui dati 2008 della ragioneria generale dello Stato, si evince che se la magistratura conquista il top della classifica con 114.646 euro annui, la scuola e’ terz’ultima a 27.285 euro.

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figuriamoci, come detto sopra, di quella paritaria laica (nei commenti a questo post, la paritaria cattolica sta giustamente meglio).

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Si parla sempre più di scuola privata.

Pubblicato da lasquola su martedì 2 settembre 2008

Fonte.

» 2008-09-01 11:26
Lavoro: retribuzioni luglio +4, 3%
Istat, aumento dovuto a rinnovi contratti e incrementi tabellari
Notizia Ansa

Notizia Ansa

(ANSA) – ROMA,1 SET – Le retribuzioni contrattuali orarie a luglio sono aumentate dello 0,7% su giugno e del 4,3% su luglio 2007, incremento maggiore da ottobre ’97. L’Istat precisa che l’incremento e’ dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali di pelli e cuoio, calzature, gomma e plastiche, ceramica, commercio, scuola privata laica, banche centrali. Sono stati inoltre registrate le prime rate di incrementi tabellari per gli accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento rifiuti municipalizzati.

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Si dice scuola privata laica, poiché è meglio tacere su quella pubblica, sancita nella Costituzione, per la quale i tagli, per il contenimento della spesa pubblica, non prevedono più le 65000 assunzioni, previste nel precedente governo, ma solo 25000 e un numero di cattedre da ricoprire in numero del 50% in meno di quelle disponibili l’anno scorso.

In effetti, è arrivato un ulteriore assetto, grazie al decreto

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Durata degli studi

Pubblicato da lasquola su domenica 31 agosto 2008

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» 2008-08-31 19:11
Lombardi per primi sui banchi
Quasi 9 milioni alunni tra statali e private, 600 mila stranieri
(ANSA) – ROMA, 31 AGO – Prima campanella in Lombardia, che ha anche l’anno scolastico piu’ lungo, l’8 settembre, l’ultima in Sicilia, il 17 settembre. Gli studenti lombardi termineranno le lezioni il 16 giugno contro il 6 giugno di Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna. Saranno quasi 9 milioni gli alunni in Italia, tra cui gli stranieri dovrebbero essere 600 mila. Undici le festivita’ previste nel corso dell’anno scolastico: si comincia con il primo novembre. Maturita’ al via il 25 giugno.

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» 2008-08-23 23:01
Gelmini, scuola inizia troppo presto
‘Si puo’ posticipare avvio a dopo la seconda meta’ del mese’
(ANSA)- CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO), 24 AGO -’Iniziare l’anno scolastico l’8 settembre e’ presto’. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. ‘Siamo un paese turistico e settembre – ha detto il ministro chiudendo un dibattito – e’ un bel mese. Si puo’ posticipare dopo la seconda meta’ di settembre’. Per Gelmini non deve esistere contrapposizione tra scuola statale e privata. ‘Ci sono famiglie che non possono permettersi la privata. Per questo lavoriamo per migliorare la pubblica’.

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Voti, giudizi: la qualità non cambia

Pubblicato da lasquola su venerdì 29 agosto 2008

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» 2008-08-28 14:25
Gelmini, tornano i voti in pagella
Approvato dl, un cinque in condotta comportera’ bocciatura
(ANSA) – ROMA, 28 AGO – Tornano i voti in pagella, mentre un 5 in condotta comportera’ la bocciatura. Sono due delle novita’ del dl sulla scuola approvato in Cdm. ‘Crediamo che alla scuola serva chiarezza – ha detto il ministro dell’Istruzione, Gelmini dopo la seduta -. Ci sara’ un ritorno dei voti accompagnati dai giudizi. Il 5 in condotta comportera’ la bocciatura’. Il decreto comprende novita’ in materia di educazione civica e stradale. Si sta valutando anche un ritorno al maestro unico alle elementari.

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Pubblicato in: Decreto Legge 1 settembre 2008, dl 137/2008, legge 137/2008, Scuola paritaria, Scuola pubblica, Voto in condotta | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento »

 
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