Tra le molte incertezze di questo nuovo anno scolastico, 2008/2008, per le medie superiori vi è il dimezzamento dei posti disponibili assegnabili dai vari USP, più o meno in tutta Italia. L’aumento demografico degli studenti che sfiora nel Centro-Italia il 10% almeno, che sono i dati comunicati dal Ministero d’Istruzione (letto tutto d’un fiato rende bene l’idea, ndr) non è servito a niente, se dall’altro lato si opera con l’aumento del numero di studenti per classe.
Quest’ultima trovata non fa altro che scadere la qualità dell’insegnamento, non importa che cosa abbiano ribadito e continuino ad affermare valenti studiosi di pedagogia e psicologia a proposito di didattica; non importa che cosa si sia detto in fatto di percorsi individuali, come sancito dalla legislazione in materia di autonomia scolastica, o rispettosi dei metodi di apprendimento di ogni singolo studente.
Ritorniamo al numero di posti e al mancato ruolo per tutti quei 65000 insegnanti previsti dai decreti dell’anno precedente: ebbene, sotto l’assillante campagna pubblicitaria per le scuole private, che si dice non siano messe sullo stesso piano di quella pubblica, tra l’altro sancita dalla Costituzione, non tutti sanno che cosa accade se un insegnante includesse anche le paritarie tra le sue preferenze.
Paritaria forse perché gli studenti hanno un diploma equivalente a quello della scuola pubblica.
Paritaria, forse perché agli insegnanti viene riconosciuta l’attività dell’insegnamento con l’attribuzione dello stesso punteggio per la graduatoria al pari di quella pubblica.
Paritaria, forse perché anche i loro edifici sono squallidi, in pratica non costruzioni ad hoc per gli studenti, bensì appartamenti di condomini riadattati a scuola: tanto che cosa serve, un banco per ognuno, una singola cattedra e relativa sedia e una lavagna (tralasciamo sussidi audiovisivi, come proiettore di diapositive, che tra l’altro eviterebbe tanto uso di carta stampata per dare lezioni e dispense agli studenti, o di video-cassette o altri supporti multimediali, senza parlare di ipermedialità per carità).
Non paritaria nelle retribuzioni. <<Le 15000 lire di un tempo>>, mi è stato detto, <<così sai in anticipo che cosa ti aspetta quando ti chiameremo per ricoprire le ore di cui abbiamo bisogno>>. Una cattedra di 18 ore, cioè completa, verrebbe pagata sui 560 euro mensili (mi pare che abbia detto 15000 lire nette), a fronte dei 1250 di quella pubblica, che mi pare di ricordare definiti dal Ministero assolutamente insufficienti e come media europea (noi ben 40% in meno) e per invogliare il corpo insegnante a dare il meglio di se stesso. Il compenso, quindi, pari alla pensione minima sociale, portata qualche tempo fa, a detta della tv, all’equivalente di un milione di lire mensili, cifra riconosciuta come minima per poter vivere degnamente (non come i ceti più abbienti interpretano la parola degnamente, con vacanze estive, televisione lcd, ipod, appartamento da trilocale in su, e via di questo passo).
Pare che gli intoccabili per antonomasia siano gli operai, grazie alle rivendicazioni sindacali.
Pare che gli intoccabili siano i padroni, i dirigenti di ogni ordine e grado.
Pare, insomma, che gli intoccabili debbano avere una sedia o poltrona adeguate.
Gli insegnanti delle scuole medie superiori, invece, devono sottostare a questa offerta di lavoro che viene dal paritario: 560 euro mensili per 18 ore alla settimana!
Si possono fare contratti a circa 8 (diconsi otto) euro l’ora?
Mai nessuno ha pensato che non sono solo gli insegnanti giovani a dover fare i conti con questa realtà?
E la normativa dov’è? Qualcuno lo sa?
Se questo è il livello retributivo della scuola paritaria, il Ministero d’Istruzione non farebbe meglio a definire i punti qualificanti che la rendano paritaria con la scuola pubblica, così da scartare quelle scuole che non possono, per svariati motivi, concorrere a diventare Scuole con la S maiuscola?
E, inoltre, queste paritarie non vogliono che gli insegnanti li lascino in punto in bianco per una supplenza nella scuola pubblica; della serie, per un pezzo di pane in più il prossimo anno non ti azzardare a ripresentarti.
Ed ecco la notizia. Si parla di scuola pubblica:
Fonte.
| » 2008-09-08 19:28 |
| Prof italiani, busta paga leggera |
| Indagine Uil, docenti in ultime file Ocse e per tenore vita |
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(ANSA) – ROMA, 8 SET – Buste-paga leggerissime per gli insegnanti italiani, sia rispetto alle medie Ocse e Ue, ma anche in confronto agli altri pubblici dipendenti. E’ quanto emerge da un’indagine presentata dalla Uil scuola alla Conferenza organizzativa nazionale. Dal confronto con gli stipendi degli altri pubblici dipendenti, elaborato sui dati 2008 della ragioneria generale dello Stato, si evince che se la magistratura conquista il top della classifica con 114.646 euro annui, la scuola e’ terz’ultima a 27.285 euro. |
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figuriamoci, come detto sopra, di quella paritaria laica (nei commenti a questo post, la paritaria cattolica sta giustamente meglio).

