| » 2008-11-15 14:17 |
| Scuola: Gelmini, sto con i giovani |
| Universita’, diritto allo studio non e’ averla sotto casa |
| (ANSA) – MONTECATINI TERME (PISTOIA), 15 NOV -’Dobbiamo avere il coraggio di cambiare: chi sta con i giovani deve percorrere strade nuove’, dice Mariastella Gelmini. Parlando ai giovani dei Circoli del buongoverno, il ministro dell’Istruzione ha rivendicato l’umilta’ del suo impegno in questo settore e la voglia di dare un contributo al Paese. Il ministro ha rivendicato anche con ‘orgoglio’ il decreto legge sull’Universita’ sottolineando che ‘il diritto allo studio non significa averla sotto casa’. |
Il numero di sedi universitarie è un argomento trattato nel blog Due o tre cose, non di più.
Il diritto allo studio lo si ottiene anche facilitandone il raggiungimento. La scuola è pubblica proprio perché supera le difficoltà della gente a mandare i propri figli a istruirsi, a capire con la propria testa ciò che viene detto e scritto da coloro con cui si troveranno a convivere nell’ambiente lavorativo, nella comunità in cui si vive. Le sedi scolastiche sono disseminate nel territorio proprio per permettere a tutti di accedervi fisicamente, senza ulteriori spese di viaggi o di affitti di una camera, anche in famiglia, nel capoluogo; viaggiare in una scuola di maggior pregio deve rappresentare una decisione valutata autonomamente, in cui si saranno valutati tutti gli aspetti economici del caso, e non costretta perché le sedi universitarie verranno raccolte in un solo luogo.
Una sede scolastica si troverà in un certo luogo; se qualcuno nascerà in una famiglia che abita vicino a una sede universitaria si troverà indubbiamente avvantaggiato, mentre chi nascerà in una famiglia povera, che non si potrà permettere una camera nel capoluogo e l’abbonamento ADSL per usufruire della didattica a distanza (i costi di abbonamenti ADSL sono pressoché uguali in tutte le società di telecomunicazioni, qui si dovrebbe intervenire…), dovrà rassegnarsi, pur possedendo abbastanza materia grigia, a un livello di scolarizzazione basso. Questo è inaccettabile nel terzo millennio.
Perché, invece, la finanziaria 2009, di concerto con il Ministro d’Istruzione, non ha previsto di poter detrarre anche l’affitto di camere studenti o di appartamenti affittati a più di uno studente dalla dichiarazione dei redditi? Forse, in questo modo, non si fanno uscire allo scoperto tutti gli affitti in nero, che, oltretutto, hanno un ammontare mensile spropositato e non calmierato, al di fuori di ogni logica di mercato?
Scuola pubblica è sinonimo di capillarità dell’istruzione insieme a uniformità, a livelli alti di eccellenza, dell’istruzione stessa per tutti. Si sa che le famiglie cercano di capire quali docenti offrano migliori garanzie di istruzioni per i propri figli chiedendo all’atto di iscrizione una cera classe anziché un’altra; e non è raro che, non potendo offrire quel docente specifico ai propri figli per il fatto che assegnare a sorteggio alunni alle classi è altresì deleterio e compromettente per l’educazione scolastica dei ragazzi, si scelga un’altra scuola, sobbarcandosi anche spese aggiuntive, ma a tutto vantaggio per i propri figli.
Togliere le sedi distaccate non significa aumentare la qualità degli studi. La qualità dell’insegnamento non è legato alla struttura edilizia universitaria.



